

– In questo giorno, il 12 maggio 1191, Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra (1189–1199), e Berengaria di Navarra si sposarono a Limassol.
Riccardo Cuor di Leone celebrò le sue nozze con Berengaria di Navarra a Limassol.
Le fonti indicano che il matrimonio ebbe luogo nella chiesa di San Giorgio e il banchetto nuziale si tenne al Castello di Limassol.
– In questo giorno del 1427, Rigas (Rex o ¨ρε¨ come lo chiamavano allora) Alexis fu giustiziato in seguito ad una rivolta dei servi.
Il 12 maggio 1427, il servo cipriota “Rigas” Alexis, leader della magnifica rivolta dei contadini/servi ciprioti contro re stranieri e nobili/signori feudali, fu giustiziato a Nicosia.
Un’importante figura rivoluzionaria a Cipro durante il periodo franco, che guidò un’importante rivolta di contadini e servi ciprioti contro i governanti franchi e incontrò una morte raccapricciante a Nicosia durante il regno di re Giano (1398–1432).
La fonte primaria riguardante il principe Alessio (o “Re Alexios”) e il suo movimento è Leontios Machairas, il quale afferma di “essere stato il caposquadra della fattoria del principe nel villaggio di Tzambra, residente nel villaggio di Katomilia”, che era probabilmente l’attuale villaggio di Mia Milia, vicino a Nicosia, o Milia a Famagosta.
Era un contadino, anzi un servo, originario del villaggio di Katomilia, e serviva il re come membro del suo corpo di messaggeri. Sembra che abbia ricoperto questo incarico fino al 1426, anno di gravi eventi a Cipro. Quell’anno, i Saraceni (mamelucchi) avevano invaso l’isola dall’Egitto, sconfitto l’esercito di re Giano in una grande battaglia a Choirokoitia, facendo prigioniero anche il re stesso, e avevano saccheggiato la maggior parte dell’isola, compresa Nicosia.
Nello stesso anno vide anche l’ascesa del movimento di Alessio, che apparentemente approfittò del caos e della disorganizzazione del regno seguiti alla sconfitta di Chirokoitia, alle incursioni saracene e all’assenza dello stesso re Giano, che era stato portato prigioniero al Cairo, da dove tornò l’anno successivo, dopo aver riscattato la sua libertà.
Machera, scrivendo sugli avvenimenti che seguirono l’invasione saracena, dice: “E quando l’illegale tempesta [of the Saracens] erano passati, le loro case furono date alle fiamme e commisero molti atti di saccheggio e omicidio; allo stesso modo, un soldato del re di nome Sforza saccheggiò quanto poté, e volle trattenere l’amante presso gli spagnoli a Pafo. I contadini misero un capitano a Lefka, un altro a Limassol, un altro a Oreini, un altro a Peristerona, e un capitano a Morphou, e a Lefkonikon nominarono sovrano Alessio, e tutti gli abitanti del villaggio si sottomisero al suo comando; aprirono i loro magazzini e portarono il loro vino in generose misure, mentre altri raccoglievano il grano dalle aie, mentre altri ancora portavano i dolci e le altre prelibatezze della brava gente…”
Leontios Machairas, che, va notato, racconta qui eventi del suo tempo, era lui stesso presente alla battaglia di Choirokoitia, mentre suo fratello Petros Macheras aveva preso parte alla repressione del movimento del re Alessio; è conciso ma chiaro:
il movimento popolare è scoppiato dopo che l’“esercito illegale” ha lasciato l’isola, e questo deve essere stato organizzato e deve aver avuto un ampio consenso tra le masse, dal momento che i ribelli sono riusciti a portare gran parte di Cipro sotto il loro controllo, compresi i principali centri urbani e rurali, e a nominare i propri amministratori a Morphou, Limassol, Lefka, Peristerona, Oreni e, ovviamente, Lefkoniko.
Sembra che Leukoniko fosse il quartier generale di Alessio, che fu proclamato re (régas) dai ribelli, “e tutti i contadini si sottomisero alla sua autorità”. Sembra che la rivoluzione avesse preso piede nelle campagne. Per quanto riguarda le città dotate di forti fortificazioni e potenti guarnigioni, Famagosta non apparteneva a quel tempo al Regno di Cipro ma era già occupata dai genovesi dal 1373, Kyrenia era molto forte, e i nobili vi si erano rifugiati prima, quando i Mamelucchi raggiunsero Nicosia; Limassol era già nelle mani dei ribelli; e anche Pafo era stata catturata da un certo Sforza, un mercenario italiano che voleva stabilirvi il proprio regno con l’aiuto degli spagnoli e di alcuni ciprioti. Non è chiaro se anche Nicosia, che poco prima era stata catturata e saccheggiata dai mamelucchi, fosse caduta nelle mani dei ribelli.
Naturalmente devono esserci state battaglie tra i ribelli e i sovrani franchi, ma le fonti si sono astenute dal fornire dettagli. Stefanos Louzinianos, Florios Boustronios e Amati scelsero di ignorare la rivolta dei contadini e degli schiavi; anche Machairas, che era cipriota ma al servizio dei Franchi, fornisce pochi dettagli; al contrario, chiama i ribelli ladri, maledetti, persone che hanno commesso «saccheggi e molti omicidi… e molte opere malvagie, e Dio non li ha sopportati». Macheiras racconta solo due casi di violenza, in cui i ribelli catturarono un cavaliere armeno a Lefka, che uccisero e “violentarono” insieme a sua moglie, e catturarono anche il prete Salamos, un vescovo latino, che derubarono, picchiarono e umiliarono. Si parla però anche dell’apertura dei magazzini che dovevano essere ubicati nei grandi possedimenti dei signori, dai quali si prelevava il vino, il grano, lo zucchero e tutto il resto. Macheras menziona anche “fousaton tou re Alexi”, cioè un esercito, il che indica che il movimento era ben organizzato e che i ribelli avevano formato un proprio esercito.
I sovrani franchi, per reprimere la ribellione di Alessio, arruolarono “l’Angelo di Spitalio”, cioè il capo dell’Ordine di San Giovanni con sede a Cipro, nonché “Antonia di Milano” (Milano), il che indica che si cercava aiuto straniero; di conseguenza, la rivoluzione aveva raggiunto proporzioni tali che le sole forze del regno non erano in grado di affrontarla. Inoltre, la rivoluzione fu soffocata nel sangue solo circa 10 mesi dopo.
IL "cardinale" (cardinale) fu Hugo de Lusignan, fratello del re prigioniero Giano, che nominò governatore Batin de Norès per affrontare i ribelli con l’esercito del regno e con l’aiuto dei governanti europei, che erano allarmati perché vedevano gli sviluppi di Cipro come un cattivo esempio da emulare nell’Europa feudale.
Come riferisce Macheras il 12 maggio 1427, il leader della rivoluzione fu arrestato dai Cavalieri di San Giovanni e portato a Nicosia. Lì fu brutalmente torturato e, quasi morto, fece sfilare per le strade di Nicosia. Nel cortile del palazzo i nobili si erano riuniti per “godersi” lo spettacolo. I Franchi impiccarono il re Alessio a un albero di fico.
La storiografia cipriota e greca non ha ancora esaminato sufficientemente e approfonditamente la personalità di Alessio e la sua epoca, né le cause e la natura delle reazioni delle diverse classi sociali del popolo cipriota al suo movimento. Ciò è dovuto, in una certa misura, alla scarsità di fonti rilevanti. Coloro che hanno scritto sull’argomento (A. Sakellarios, K. Spyridakis, K. Graikos, G. Hill e altri) si sono limitati alle caratteristiche più esterne della rivolta, che colloca Cipro nella cerchia dei paesi del tardo medioevo che hanno vissuto seri movimenti sociali rivoluzionari, con i quali il movimento del defunto Alessio deve essere paragonato strutturalmente e sociologicamente. Forse l’analisi e la valutazione più degna di nota del movimento è stata fornita dallo storico bulgaro Peter Tivchev, in una serie di lavori in cui osserva correttamente che L. Machairas, sebbene esprima la coscienza nazionale e religiosa dell’ellenismo cipriota ortodosso sotto occupazione straniera, tuttavia, a causa della collaborazione sua propria e della sua classe con il regime straniero, sulla questione specifica della rivolta del re Alexis, non riuscì a sfuggire alla sua posizione di classe e la considerò con ostilità. Al contrario, K. Spyridakis, limitando il significato sociale del movimento, lo considera più nazionale che sociale, certamente esagerando i fatti storici.
https://www.reddit.com/gallery/1tau16j
di Deep-Ad4183