Ciao ragazzi,
    consumo cioccolato fondente quotidianamente e oltre al prezzo che è aumentato non poco (per intenderci, Lindt si avvicina sempre di più ai prezzi di Amodei) dovuto a vari fattori, ho notato anche che le barrette non hanno più i formati standard da 100g o 50g, ma da 85, 75, 70g… persino Milka non è più da 100g.

    Nel mio dataset ho (per ora)atad 90 barrette di cioccolato fondente (nello screenshot ho incluso anche quelle che non sono fondenti). Pubblicherò alcuni grafici più avanti.

    PESO #
    50 g 1
    70 g 1+4
    75 g 17+3
    85 g 10
    87 g 0+2
    90 g 0+5
    92 g 0+1
    95 g 0+1
    100 g 55+39
    105 g 1+1
    116 g 2 (sono più tavolette piccole)
    130 g 3+5
    140 g 1
    145 g 0+1
    150 g 5+1
    190 g 1+1
    200 g 6+1
    230 g 1+1
    300 g 0+1
    400 g 1
    500 g 2

    il + indica cioccolata non fondente contata

    L’altro ieri avevo pubblicato un’infografica sui McDonald’s nei comuni, chi l’ha vista avrà notato che era sbagliata. L’ho corretta prendendo i dati direttamente dalla fonte. Post corretto: https://www.reddit.com/r/lyubomyrmalay/comments/1tb4n01/ci_sono_527_comuni_che_hanno_almeno_un_mcdonalds/ scusate ancora.

    Alla prossima,

    Lyubomyr malese

    https://i.redd.it/9j77i9gi3v0h1.png

    di lvubomvr

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    14 commenti

    1. NeonGenesisEvasore on

      Vogliamo la recensione del cioccolato, come quello che aveva fatto le birre dell’eurospin e quello delle lamette

    2. CapitanPedante on

      Più che i formati attuali, sarebbe interessante vedere l’andamento di ciascuno nel tempo, per vedere quali effettivamente sono calati

    3. Neuroprancers on

      Metà sono però barrette di cioccolato ripiene di altre cose.

    4. in alcuni casi secondo me dipende in qualche modo dagli stampi o dal processo industriale: tipo la barretta novi fondente e quello con le nocciole hanno le stesse dimensioni esterne, ma cambiando la densità cambia il peso finale. Così pure (penso) per le Milka.

      Ovviamente poi c’è di mezzo anche la shrinkflation per le modifiche nel tempo.

    5. 00ishmael00 on

      considera che l’africa produce il 70% del cacao.

      basta un’ondata di calore e la siccità si mangia campi interi. il prezzo aumenta di conseguenza.

    6. Idraulica2000 on

      Basterebbe obbligare a mettere il prezzo/chilo più grande del costo della confezione sui cartellini

    7. dofh_2016 on

      Usano stampi uguali per tavolette con ingredienti dal peso specifico diverso. Un grosso vantaggio per la versatilità della propria linea produttiva, un grande svantaggio per il reparto marketing che deve targettare persone autistiche.

    8. La lindt è 50g solo sopra al fondente 90%, il resto è ancora a 100g. è una delle poche rimaste da 100 tondi

    9. prugnecotte on

      tempo di passare ai marchi bean to bar italiani. oltre il fatto che sono tutto un altro mondo, con le complessità dello spettro aromatico del cacao che può essere fruttato tipo frutti rossi o frutta gialla o frutta tropicale, vegetale, speziato, cremoso e lattico, simile alla frutta secca, etc… hanno anche una catena di approvvigionamento estremamente migliore che non passa per i monopsoni di Ghana e Costa d’Avorio. e non contengono vaniglia! che è spesso un enorme difetto dei marchi sul mercato come Lindt o Vanini, in quanto la vaniglia serve solo come “dolcificante aggiuntivo” per ammorbidire la tostatura scura.

      vi consiglio marchi come Cocoah!, Aruntam, Bagai, LIM Chocolate, Ruvido, Maglio, Enrico Rizzi, Guido Castagna… se abitate a Torino e dintorni, andate da Chocolate7.

    10. Carlo_attrezzi on

      Idem la birra. Si è passato da 66cl a 50 a 40 o 44 fino a 33 o 22

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