
Tl;dr Cloudflare non voleva sottostare alla legge del Piracy Shield, rifiutandosi di apporre i blocchi agli indirizzi richiesti, ed era stata multata da Agcom. Dopodiché Cloudflare aveva fatto ricorso contro la multa e la sentenza di ieri conferma che un’azienda che opera in Italia deve sottostare alle leggi italiane per quanto pessime possono essere (come peraltro fanno tutte le altre aziende come Google, Amazon, Quad9, etc..). Molto semplice.
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È arrivata la sentenza n. 13201/2026 del TAR del Lazio: i ricorsi di Cloudflare contro Scudo di pirateria e contro la sanzione dell’Autorità Grante per le comunicazioni (Agcom) sono stati respinti integralmente.
Il TAR mette nero su bianco i principi su cui poggia l’intero modello italiano di contrasto alla pirateria:
1. Agcom può ordinare la disabilitazione dei contenuti illeciti anche ai prestatori stabiliti all’estero“ovunque residenti e ovunque localizzati” come recita la legge. Ciò che conta non è dove ha sede l’operatore, ma dove l’illecito produce i suoi effetti: e questi si producono in Italia, sugli utenti italiani.
2. Piracy Shield è uno strumento legittimovalidato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e protetto dal meccanismo delle whitelist. Il temuto “blocco eccessivo” non si è mai realizzato.
3. Chi ha scelto di non accreditarsi alla piattaforma e di non presentare alcun reclamo non può poi lamentare la lesione delle proprie garanzie: il giudice ha qualificato la condotta come “intenzionale inottemperanza“.
4. La sanzione da oltre 14 milioni di euro è legittima e proporzionata per una multinazionale da oltre 1,6 miliardi di dollari di fatturato.
“Non è un caso che lo stesso modello, basato sulla legge n. 93/2023, sul Regolamento Agcom di cui alla delibera n. 680/13/CONS e sulle ingiunzioni dinamiche eseguite in 30 minuti, sia oggi guardato come riferimento in Europa”, ha concluso Capitanio.
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Cloudflare comunque ha dichiarato che farà ricorso di nuovo:
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 18 lug – ‘La decisione del Tar del Lazio e’ profondamente deludente e presenteremo ricorso. Piracy Shield ha vizi di fondo rispetto al diritto dell’Unione Europea e il tentativo di Agcom di sanzionare obiezioni legittime con multe sproporzionate e’ improprio.
Abbiamo visto cosa succede quando a soggetti privati viene dato il potere di bloccare ampie porzioni di contenuti legittimi su Internet senza alcuna supervisione governativa, senza controlli significativi e senza diritto di ricorso.
Le imprese legittime ne escono danneggiate. La liberta’ di espressione ne soffre. L’innovazione si ferma. Blocchi indiscriminati, adottati senza il rispetto delle garanzie del giusto procedimento, non rappresentano un modo efficace di combattere la pirateria online: sono solo danno collaterale’.
di sr_local
21 commenti
Immagino ci sia stato un perito tecnico, si sa chi sia?
Ma sbaglio oppure i problemi con la pirateria sono tutti legati allo streaming di calcio?
Si impegnassero in cose 1000000 volte più importanti.
TAR del Lazio
Ti prego, boss di Clouflare, di sospendere tutti i servizi da voi offerti all’intero mercato italico.
Almeno i nostri incompetenti politici pagliacci si renderanno conto delle conseguenze delle loro decisioni
Ma il punto 2, l’overblocking mai realizzato, non era mica quell’evento chiamato: “oh mio dio non va più un cazzo. hanno bloccato erroneamente Google drive sti pagliacci”
Seguirà ritorsione di cloudflare dove limiterà i servizi all’Italia dove ogni sito legato al pallone citerà: “multa per eccesso di pagliacciate”/s ma non troppo
Italia Paese fallito
Arrrr, corpo di mille balene!
l’Italia nelle news tech mondiali finalmente!
Se impegnassero a offrire un servizio migliore, ma gno meglio bloccare il 80-90% di internet in Italia.
preparatevi a dire addio a Cloudfire e smadonnare per Rendere più ricco Lotito
Faranno ricorso al consiglio di stato
Sarebbe un sogno se Cloudflare decidesse di uscire dal mercato italiano.
Questa notizia è una tragedia. Anche oggi bisogna sottolineare che chi legifera ne capisce poco o niente di come funziona la rete.
Il Piracy Shield è un dannoso strumento che mina il funzionamento stesso della rete (basti ricordare il down dei servizi di google un paio di anni fa). Io mi auguro che Cloudflare riesca a far valere le sue (giuste) ragioni e che si riesca a stoppare un sistema deleterio che finisce, immancabilmente, per danneggiare tutti.
Se così non fosse, mi auguro che Cloudflare stacchi la spina al nostro Paese, mandando tutto all’aria; così, magari, qualche screanzato potrà ravvedersi sulle decisioni prese.
E va beh, a CF basta iniziare a far pagare alla PA TUTTI i servizi che spesso offre gratis o quasi.
O rallentando sistematicamente ma in modo assolutamente randomico ogni richiesta da detti servizi o facendo scadere richieste o altre belle cose. OGNI volta che gil viene chiesto di interrompere qualcosa. “ehhh capita, a tirare giu tutto di corsa succede eh”
SArà bellissimo.
semplicemente, siamo un paese ridicolo.
Poi si sorprendono se la gente non investe in italia
Sono d’accordo che Agcom sta combinando davvero un casino. Però comunque secondo me è spaventoso come un’unica azienda a scopo di lucro abbia un controllo così grande su buona parte dei siti web, tra cui anche quelli istituzionali. È un’enorme singolo punto di fallimento e questo accentramento di potere si ritorcerà contro prima o poi. Servirebbe un’infrastruttura decentralizzata, anche se riconosco che sarebbe estremamente complessa da realizzare.
che paese di pagliacci
A me frega una mazza del calcio e credo che imporre che internet debba girare intorno al calcio sia da trimoni spaziali ma se CloudFlare dovesse decidere di non aver più niente a che fare col mercato italiano per tutto sto circo, sarebbero volatili per diabetici considerando la protezione che fornisce CloudFlare.
Se Cloudflare esce dal mercato italiano penso succederà un casino allucinante.