I droni tornano ad infastidire i cieli europei. È successo ieri in Lettonia, dove un Eurofighter italiano ha neutralizzato un drone considerato una potenziale minaccia. La notizia è stata confermata dal comando militare della Nato. Una volta identificato l’oggetto, uno dei due velivoli italiani impegnati nella missione è intervenuto e ha abbattuto il drone sopra un’area disabitata. La ministra degli Esteri della Lettonia, Baiba Braze, ha ringraziato l’Italia con un messaggio su X: “Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo alla missione di difesa aerea della Nato nei Paesi Baltici e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato”. I risultati ufficiali degli esami sul drone non sono ancora stati resi noti dalle autorità lettoni. Ma è alta la possibilità che si tratti di un drone ucraino.

    A renderlo noto è la Ukrainska Pravda. Secondo il quotidiano, due notti fa c’è stato un massiccio attacco di droni sul porto russo di Ust-Luga vicino a San Pietroburgo. Il velivolo senza pilota potrebbe essere stato messo sotto controllo da Mosca attraverso attività di guerra elettronica e dunque deviato oltre confine. Un’ipotesi che trova parziale conferma dal fatto che proprio la Lettonia aveva diramato un’allerta che riguardava le regioni di Augšdaugava, Preili, Rezekne, Balvi e Aluksn. “Le forze armate nazionali – si legge in una nota dell’esercito lettone –, insieme agli alleati della Nato, monitorano costantemente lo spazio aereo per garantire la capacità di reagire immediatamente a qualsiasi potenziale minaccia. Le forze armate nazionali hanno inoltre rafforzato le capacità di difesa antiaerea lungo il confine orientale, inviando unità aggiuntive. Finché proseguirà l’aggressione russa contro l’Ucraina, è possibile che si ripetano episodi in cui droni stranieri entrino nello spazio aereo lettone o si avvicinino ad esso”. D’altronde non è prima volta che si verifica un episodio del genere. All’inizio di giugno, diversi droni ucraini diretti verso obiettivi nella Russia nord-occidentale erano entrati accidentalmente nello spazio aereo lettone e si erano schiantati, senza provocare danni o feriti gravi.

    I Paesi membri della Nato si alternano nel controllo dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, che non dispongono di propri caccia. Gli aerei italiani sono dislocati presso la base aerea militare di Šiauliai, in Lituania. Il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, ha espresso soddisfazione per l’operazione, dicendo che si tratta di “un risultato tangibile delle decisioni del vertice Nato di Ankara di potenziare la missione di pattugliamento aereo del Baltico includendo la difesa aerea”. In Romania, un drone, non identificato dai radar a causa della sua bassa quota, è caduto in una zona boschiva nella contea di Tulcea, provocando un incendio.

    Il New York Times lancia l’allarme. Secondo la testata americana, in un briefing segreto con i vertici militari russi nello scorso gennaio, Vladimir Putin aveva fissato come obiettivo militare il collasso di Ue e Nato dall’interno entro quest’anno. A fine 2025 il presidente russo aveva bollato come “bugie, assurdità, isteria” le affermazioni su minacce russe ai Paesi europei. Nella strategia del Cremlino la Moldavia avrebbe un ruolo fondamentale e sarebbe un obiettivo di conquista russo secondo solo all’Ucraina.

    Nel mentre in Ucraina il conflitto prosegue. Cinque persone sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Smila, nella regione di Cherkasy, nella notte. “Renderemo i nostri metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che l’Occidente sta facendo per alimentare la macchina militare di Kiev: lo stiamo già facendo, stanno già iniziando a lamentarsi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russi, Serghei Lavrov in un’intervista all’emittente televisiva Vesti. Il pensiero, a Mosca come a Kiev e Bruxelles, va già al prossimo inverno e all’ennesima campagna di bombardamenti per piombare le città ucraine al buio e al gelo. Di conseguenza Volodymyr Zelensky ripete a più non posso: dateci i Patriot.

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