Il gladiatore ha esaurito le energie. Flavio Cobolli si ferma a Cincinnati nella prima semifinale 1000 giocata in carriera. Troppe le fatiche affrontate nei turni precedenti, nove ore in totale, con le rimonte contro lo spagnolo Jodar, battuto agli ottavi e Tommy Paul ai quarti e così oggi, contro un Arthur Fils finalmente sano, ha dovuto arrendersi in due set 6-3 6-4 in un’ora e 7 minuti giocata in riserva e senza lo spirito che lo contraddistingue. Cobolli si può comunque “consolare” con il numero 6 al mondo nel ranking Atp, posizione che occuperà da lunedì eguagliando l’amico e compagno di Davis Matteo Berrettini, che ci arrivò nel 2021. Partita iniziata con un po’ di ritardo per il pericolo fulmini ma filata via veloce. Il romano è partito subito bene, passando in vantaggio per primo di un break nel 3° game grazie a due ottime risposte in profondità, ma il francese allenato da Goran Ivanisevic ha subito rimesso in carreggiata la situazione con il controbreak grazie a tre errori due di dritto e uno di rovescio da parte dell’azzurro che ha ceduto la battuta a zero per il 2-2. Decisiva però la zampata di Fils nell’ottavo game, che alzando il ritmo degli scambi e il peso della palla chiude 5-3 e va a sedersi dopo 35 minuti sul 6-3. Cobolli inizia già in svantaggio il secondo parziale cedendo la battuta in avvio. Uno svantaggio letale, che non riesce a colmare mentre le energie si abbassano e il livello di Fils, sempre più in fiducia si alza fino al 6-4 che lo manda in finale, la settima a livello Atp, la terza della stagione e la prima in un Masters 1000. “Ne manca solo una” scrive il francese che domani in finale sfiderà per il titolo il vincente tra Nakashima e Tiafoe.

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