Nell’unico test prima delle qualificazioni mondiali della settimana prossima, gli azzurri di Banchi a Trento battono i baltici 83-61 con 21 punti dell’ala di Miami scappando in una ripresa da 24 punti concessi

    22 agosto – 21:51 – TRENTO

    Le triple finalmente di Fontecchio, 21 punti alla fine. Poi l’energia del ritrovato Niang, i canestri di Baldasso, l’impatto di Ricci e Spagnolo ma anche i minuti in area di Emejuru, in una ripresa in cui la Nazionale mette il tappo al canestro, concedendo a un certo punto la miseria di sei punti in un quarto e mezzo in una ripresa da soli 24 punti subiti. La prima Italia di Banchi davvero con tutti i migliori, o quasi, attinge però anche altrove, da chi c’è stato anche in inverno, linfa importante non tanto per battere l’Estonia (83-61), in questo unico test verso le qualificazioni mondiali della settimana prossima, ma per mettere su strada l’assetto con cui si inizierà il girone di seconda fase contro Bosnia e Serbia. E, seppur con la tara del livello tecnico, fa un discreto effetto. 

    chi si rivede—  

    L’impatto prima che tecnico è emotivo, a vedere finalmente l’Italia con un quintetto con Mannion, Thompson, Fontecchio, Niang e Melli, più Spagnolo primo ad alzarsi dalla panchina. Tre di questi, Fontecchio, Melli e Thompson, non giocavano in Naizonale da quasi un anno, dalla sconfitta agli ottavi dell’Europeo contro Doncic, ultima pagina dell’era Pozzecco. Banchi li ha adesso per la prima volta, cavalcando il tono che Melli e Fontecchio danno all’intensità di squadra, a partire dagli allenamenti, lavorando poi col cerebrale Thompson per affinare la sintonia che serve tra coach e play. 

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    strappo—  

    In una partita in cui guardare i lampi e i passaggi a vuoto, soprattutto dietro, e poi ogni tanto alzare lo sguardo al tabellone, gli estoni restano in partita finché comanda la migliore condizione fisica, ma ancora prima del ranking (Italia decima in Europa, Estonia ventesima) sulla distanza è il talento a dire Italia. Così nella ripresa il cambio di marcia arriva ripartendo con in quintetto Ricci e Spagnolo, che ci mette i canestri insieme a Fontecchio: insieme all’impatto fisico di Niang ed Emejuru un primo 20-2 spacca la partita sul +15 nel terzo quarto e si allarga in un break di 35-6 in un quarto e mezzo per toccare anche il +26 a metà quarto periodo. Sulla distanza è il talento a dire Italia, si diceva: non sarà così tra nove giorni a Pesaro con la Serbia di Jokic, quando servirà anche altro, ma intanto è un patrimonio con cui andare con fiducia venerdì a Tuzla a sfidare la Bosnia. Italia: Fontecchio 21, Baldasso 16, Spagnolo e Mannion 9 Estonia: Konontsuk 16, Kullamae 13, Kotsar 9

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