Foto: Borut Živulovič/Bobo
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Rafforzare il dialogo politico e risolvere le questioni aperte in modo graduale e pragmatico. Si potrebbe riassumere così l’esito dei colloqui tra i due capi delle diplomazie, che hanno sottolineato come vi siano più interessi condivisi che divergenze. “Concentrarsi su ciò che ci unisce e avvantaggia i cittadini su entrambe le sponde del confine” è il credo dei due ministri, che intendono adottare questa filosofia anche sulle irrisolte questioni confinarie. “Vanno affrontate passo dopo passo”, ha affermato Kajzer, lasciando intendere di aver concordato una tabella di marcia per affrontare il nodo che li vede su posizioni contrapposte. Zagabria, infatti – ricordiamo –, non riconosce la sentenza arbitrale che ha definito il tracciato del confine terrestre e marittimo, che per Lubiana è invece definitiva e vincolante. L’arbitrato, pur essendo rimasto assente dal dibattito politico tra i due Paesi negli ultimi anni, è tornato – dunque- d’attualità, ma inglobato in un dialogo costante e continuo che – come ha sottolineato Gordan Grlić Radman – non deve ostacolare la crescita della cooperazione bilaterale. Quest’ultima, specialmente sul piano economico, registra un interscambio commerciale triplicato dall’adesione della Croazia all’UE. “C’è naturalmente spazio per migliorare la già ottima cooperazione in numerosi settori come economia, turismo, energia e infrastrutture”, è stato detto a Lubiana, dove sono stati citati alcuni esempi concreti: l’accordo sull’assistenza medica transfrontaliera per l’Istria e il piano di ristrutturazione dei ponti di confine. Per quanto riguarda i temi europei e internazionali, c’è totale convergenza di vedute sull’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, sulla necessità di una gestione più efficace delle migrazioni e anche su altre questioni legate alla sicurezza nazionale, continentale e mondiale. Opinioni concordanti, ora, anche sulla guerra in Medio Oriente: l’approccio sloveno si è allineato a quello croato, che non ha mai voluto riconoscere lo Stato palestinese e le sanzioni contro Israele.
L.P.A.
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