Trentadue anni dopo torniamo al Mondiale. Trentadue anni dopo torniamo al Mondiale e vinciamo la partita all’esordio: 66-53 contro la Repubblica Ceca. Che, ora ce lo possiamo dire, era un piccolo incubo. Era una partita alla nostra portata, era l’occasione per poter davvero ambire a passare il turno di un Mondiale. Altro che esserci e basta. Cecilia Zandalasini, 19 punti, e Matilde Villa, 14, mettono i canestri pesantissimi di una partita durissima, fisica. Anche emotiva. C’è la tensione, tantissima all’inizio. La Cechia si presenta con quello che le azzurre si aspettavano: grande corsa, uno contro uno senza pensarci troppo, pressione forsennata sulla palla. Le due assenze sotto canestro delle nostre avversarie chiamavano tanti palloni dentro per Cubaj and co. Le ceche sono pronte, spezzano i tagli e danno al raddoppio sulla linea di fondo il tempo di arrivare. Le azzurre partono con 3/11 dal campo, 32 anni un po’ si sentono, le ceche vanno testarde al loro ritmo. L’ingresso di Pan, che piazza cinque punti di fila, è un grido per mantenere la calma nelle sabbie mobili: più sei frenetico e agitato, più ti risucchiano. Allora l’Italia respira un po’ e dopo 10’ è 11-17. A inizio secondo quarto si va avanti e indietro senza segnare, Voráčková sbaglia un po’ meno delle altre: 18-26, massimo svantaggio. Ok, calma tutti: Matilde Villa di fisico (sì, come usarlo è un suo punto forte) spazza via la sua difesa sotto canestro e ne appoggia due facili. Zanda (10 all’intervallo) va dentro ancora più forte e la difesa non può che farle fallo. Poi il suo urlo sui passi di Voráčková, la tripla di Madera. Ci siamo: 30-31 all’intervallo.
svolta—
Nel terzo quarto si mettono in partita anche le nostre lunghe: Cubaj, Olbis e Keys, con canestri e rimbalzi. Zanda fa la Zanda, la leader, senza mai paura di sbagliare, e con una tripla dice: ci sono. Per dieci minuti è una camminata a braccetto con le ceche, fino all’ultimo secondo, quando uno step back da tre di Villa dà il +5 all’Italia. Il primo piccolo distacco per le azzurre. Quando a inizio quarto periodo ancora Villa segna il +7 può sembrare una piccola discesa. Ma poi sono quattro lunghissimi minuti di totale apnea, in cui non segna nessuno. È la difesa, sempre quella, a tenere in piedi le azzurre. La difesa e i rimbalzi. Poi Zanda sblocca tutto con un canestro in contropiede a 4’40” dalla fine. Ci avevamo provato in tutti i modi. Siamo una squadra che ha la pressione di vincere una partita al Mondiale, quasi da favorita. E’ ancora più bello. C’è tempo per un’azione bellissima: no-look di Zanda extra pass di Pan e canestro di Keys. Poi le urla di gioia, di liberazione delle ragazze di Capobianco. Berlino stasera è di nuovo azzurra.
