Roma, 8 settembre 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy punta a incontrare Donald Trump “tra il 20 e il 30 settembre” per discutere dei pacchetti balistici offerti dagli Usa. Parlando con la stampa il leader di Kiev ha anche spiegato che le parti si stanno muovendo verso un formato trilaterale di negoziati per risolvere la guerra Russia-Ucraina. “Abbiamo concordato con la parte statunitense: prepariamo tutto tra di noi, e poi comunicheremo”, ha aggiunto.
E anche Mosca auspica la ripresa dei colloqui trilaterali per la fine del conflitto, fa sapere il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov però avverte che i negoziati condotti da Vladimir Putin con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner si basano sulla non adesione dell’Ucraina alla Nato e sul riconoscimento della “realtà sul terreno”, ovvero di quella che è l’attuale situazione dei territori. Posizioni espresse – sottolinea Lavrov – da Trump “dopo il suo ritorno dal vertice di Anchorage allo Studio Ovale”. “Tale realtà sul terreno che il presidente Trump e la sua squadra, per quanto ne so, riconoscono – ha proseguito – riguardano il popolo, la sua opinione, che è stata espressa nei referendum in Crimea, nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e, ovviamente nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson”.
Quanto ai pesanti bombardamenti di Mosca in questo periodo, Lavrov ha spiegato che Kiev era stata informata che, in caso di altri raid contro obiettivi civili russi comprese raffinerie, la risposta “sarebbe stata molto più pesante per l’Ucraina”. “Ed è esattamente quello che sta accadendo ora”, ha aggiunto, spiegando che Mosca “usa la retorica per formulare avvertimenti chiari e non ambigui”, diretti verso l’Ucraina ma anche contro Paesi come la Gran Bretagna.
L’Ungheria espelle 10 diplomatici russi
Intanto l’Ungheria ha deciso di espellere 10 dipendenti dell’ambasciata russa a Budapest per aver “svolto sul territorio ungherese attività incompatibili con lo status diplomatico stabilito dalla Convenzione di Vienna”. La decisione è stata comunicata dal ministro degli Esteri ungherese, Anita Orban, che ha tuttavia sottolineato come questo “non equivale a “una rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia”. La risposta alla “lobby russofoba” a Budapest sarà “dura e dolorosa”, ha però risposto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all’agenzia Tass.
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