Il tecnico bianconero dopo la sconfitta (3-2) col Sassuolo: “Risultato che brucia. Noi dobbiamo giocare di più sul nostro numero 9. Ma lui…”
Luciano Spalletti ha il solito tono compassato, gli juventini a casa un po’ meno. In una serata così complessa, i giornalisti chiedono all’allenatore della Juve di Kolo Muani, della squadra che prova a vincere al 93′ e invece prende gol clamorosamente in contropiede. Spalletti non si scompone ma non si nasconde, e prende le sue colpe. Forse anche una parte delle colpe della squadra.
la chiave: equilibrio al 94’—
La chiave della partita è ovviamente la mancanza di equilibrio, la Juve sbilanciata degli ultimi due minuti alla ricerca della vittoria. Spalletti si prende la responsabilità: “Sono stato io che ha stimolato di andare a vincere questa partita da ultimo, quando eravamo in pari. Forse i giocatori hanno eseguito troppo alla lettera”. E spiega: “La sconfitta brucia eccessivamente perché la squadra, da ultimo, poteva anche vincere. È chiaro che la squadra ha perso degli equilibri ed è una cosa che non deve fare, ha perso un po’ la ragione andando ad attaccare in otto calciatori su una palla. Dietro bisogna rimanere almeno in parità numerica”. Almeno.
il migliore: zhegrova—
Spalletti ha lo sguardo fisso e non lo cambia nemmeno quando parla di Zhegrova, che per due volte gli ha raddrizzato la partita. Certo, i complimenti non mancano: “Zhegrova ha questa qualità, è imprevedibile quando crea gli uno contro uno nello stretto – dice Spalletti -. Magari non ha la qualità di rincorrere sulla fascia però, se fai una partita offensiva, lui è un giocatore incredibile”.
il caso kolo muani—
Il commento alla partita è centrato soprattutto sulla fase difensiva: “Non siamo stati aggressivi quando siamo andati a tentare di prendere la palla. Quando si fa così, si rimane alti, invece di scappare e andare a coprire campo dietro le spalle. Sì, abbiamo lasciato degli spazi, abbiamo delle responsabilità, è una cosa che bisogna sicuramente migliorare”. Qualcosa sulla fase offensiva? Eccoci: “Dobbiamo giocare di più su Kolo Muani. Quando gli avversari giocano uomo su uomo, si va a giocare sulla prima punta, facendogliela tenere e poi andando a sostegno. Invece lo abbiamo fatto poche volte, anche se in alcuni casi lui deve essere più cattivo, questo è vero”.
bravo aquilani—
Il finale è per i complimenti ad Aquilani: “Aveva qualità quando giocava e ora la riconosco nella sua squadra”, dice Spalletti. Loro due hanno fatto un pezzo di strada assieme a Roma e si stimano. Sembrano parole sincere.
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