bng-nga.jpg La Russia segnala la propria disponibilità a negoziare, ma insiste sul fatto che la sua posizione sull’Ucraina rimane invariata. Foto: Reuters

    Parlando delle prospettive di risoluzione del conflitto, Lavrov ha sottolineato che la Russia desidera la fine delle ostilità e non ha mai respinto il dialogo volto a trovare una soluzione al problema ucraino.

    Lavrov ha affermato che la Russia è pronta a partecipare a colloqui bilaterali o trilaterali se le parti coinvolte dimostreranno buona volontà e disponibilità al dialogo. Mosca ha inoltre lasciato aperta la possibilità di cercare compromessi, ma al contempo ha ribadito che la sua posizione sull’Ucraina e gli obiettivi dell’operazione militare speciale rimangono invariati.

    Il segnale proveniente dalla Russia per la ripresa dei negoziati giunge mentre sia Mosca che Kiev stanno adottando misure per limitare gli attacchi alle infrastrutture energetiche.

    In precedenza, il 14 settembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che Russia e Ucraina avevano concordato di non attaccare le rispettive infrastrutture energetiche. Washington ha considerato questo un passo che avrebbe potuto contribuire a ridurre le tensioni e a limitare l’impatto del conflitto sui mercati energetici.

    Il 15 settembre, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha sottolineato che la cosa più importante ora è che le dichiarazioni su un accordo di cessate il fuoco sugli impianti energetici si traducano in azioni concrete sul campo.

    Il Cremlino ha inoltre confermato che Mosca appoggia l’idea del presidente Trump di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche e che mantiene i contatti con Washington. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, l’ha definita un’iniziativa “molto positiva” e ha affermato che la Russia continuerà a dialogare con gli Stati Uniti.

    Mosca, tuttavia, sostiene che fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche non sia sufficiente per affrontare le problematiche più ampie legate al mercato petrolifero globale. Secondo Peskov, la Russia sta attuando misure per proteggere le sue raffinerie e i suoi impianti energetici, mentre il problema per il mercato internazionale risiede nella sua capacità di esportare prodotti petroliferi. Ha inoltre suggerito che la revoca delle sanzioni sulle forniture energetiche russe aumenterebbe l’offerta globale e eserciterebbe una pressione al ribasso sui prezzi.

    Da parte ucraina, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato il 15 settembre che Kiev è pronta a lavorare per un accordo di cessate il fuoco nel settore energetico con la Russia. Secondo quanto affermato, l’Ucraina ha comunicato questa posizione ai suoi partner internazionali, e diversi Paesi hanno offerto proposte pertinenti ed espresso la volontà di cooperare per promuovere l’accordo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato di voler discutere la questione con il presidente Trump a New York, negli Stati Uniti, dal 21 al 23 settembre.

    Tuttavia, questi segnali diplomatici non hanno ancora portato a cambiamenti significativi sul campo di battaglia. Secondo funzionari ucraini, la Russia ha lanciato circa 200 droni contro Kiev e altre zone dell’Ucraina nelle prime ore del 15 settembre, uccidendo due persone. Tra gli obiettivi figuravano stazioni di servizio, infrastrutture energetiche e porti marittimi.

    Nel frattempo, l’Ucraina ha lanciato attacchi contro una raffineria di petrolio a Syzran, nella regione russa di Samara, insieme a diverse strutture ritenute coinvolte nella produzione di droni nelle regioni di Taganrog e Oryol. Funzionari russi hanno confermato che un impianto industriale nella regione di Samara è stato colpito, ma non ne hanno specificato il nome.

    Sintetico

    Fonte: https://hanoimoi.vn/nga-phat-tin-hieu-san-ready-to-negotiate-new-relationships-about-ukraine-1756686.html

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