Dalla crisi idrica dell’Isonzo alla trasparenza della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia. Le richieste partite dai banchi del Consiglio comunale di Gorizia arrivano ora sul tavolo istituzionale che, da oltre cinquant’anni, governa i rapporti tra Italia e Slovenia sulla gestione delle acque del fiume. È questo il dato emerso oggi al Caffè degli Artisti di Gorizia, dove Andrea Picco ed Eleonora Sartori, consiglieri comunali di Noi Mi Noaltris GO!, insieme a Giulia Massolino e Martina Luciani, hanno illustrato la risposta ricevuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica all’istanza presentata nelle scorse settimane.

    Il passaggio non è soltanto formale: il Ministero ha infatti risposto punto per punto alle richieste e ha indicato gli argomenti che saranno affrontati nella prossima seduta della Commissione mista permanente italo-slovena per l’idroeconomia, convocata il 30 settembre e 1° ottobre alla Prefettura di Gorizia. Il documento ministeriale prende così in carico questioni che vanno dalla quantità e modalità dei rilasci dalla diga di Salcano alla gestione dei periodi di siccità, passando per l’hydropeaking, la trasparenza dei lavori della Commissione e l’ipotesi di una nuova governance internazionale del bacino.

    La vicenda era partita dall’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale da Picco e Sartori e successivamente trasformato in una richiesta istituzionale. Come già ricostruito da Il Goriziano, il documento chiedeva di intervenire sulla gestione dei rilasci dalla diga di Salcano, in territorio sloveno, sostenendo la necessità di superare una regolazione basata sulle sole portate medie e di affrontare il problema del deflusso ecologico dell’Isonzo.

    A questo si aggiungevano una richiesta di maggiore trasparenza della Commissione mista e la proposta di avviare un percorso per una Commissione internazionale dedicata alla protezione e alla gestione dell’Isonzo-Soča. L’istanza era stata indirizzata non soltanto al Ministero dell’Ambiente, ma anche al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali.

    Ora è arrivata la risposta del MASE. E sul primo punto, quello più direttamente legato alla crisi idrica, il Ministero comunica che la richiesta di maggiori rilasci dalla diga di Salcano sarà trattata al punto 5 dell’ordine del giorno della prossima Commissione mista.

    Non meno rilevante è il secondo capitolo, quello relativo alla regolazione dei flussi. Il Ministero ricorda che già nell’incontro della Commissione mista del 27 e 28 maggio 2024 a Nova Gorica Italia e Slovenia avevano concordato la costituzione o riattivazione di gruppi di lavoro tecnici bilaterali. Tra questi figurano quelli dedicati alla Direttiva quadro sulle acque, alla mitigazione degli effetti dell’hydropeaking, alle misure congiunte di portata dell’Isonzo e alla definizione di un protocollo per la gestione dei bassi tiranti idrici nei periodi di siccità. Per l’Italia partecipano l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, la Regione Fvg e Arpa Fvg.

    Ed è proprio qui che la questione si sposta dalla cronaca della siccità alla programmazione del futuro del fiume. Nell’ordine del giorno della Commissione compaiono infatti l’aggiornamento del quadro conoscitivo del bacino dell’Isonzo, l’individuazione delle pressioni e degli impatti sul suo stato quali-quantitativo, le misure di mitigazione dell’hydropeaking e l’aggiornamento della pianificazione sul rischio alluvioni. È inoltre prevista l’approvazione di un protocollo per la misura e la gestione dei bassi tiranti idrici durante gli eventi di siccità.

    Per Picco si tratta di «un passo avanti» anche sul piano della trasparenza. «Dopo la lettera del sindaco Ziberna che faceva sue le nostre richieste a livello regionale, ministeriale italiano e ministeriale sloveno – osserva – ora abbiamo ricevuto una risposta dal Ministero italiano che fa propri i nostri dubbi e li ha posti all’interno della discussione della Commissione mista permanente per l’idroeconomia». Per il consigliere, resta però centrale anche un altro aspetto: «Finora non si è visto alcun verbale» della Commissione.

    Il terzo capitolo della risposta ministeriale riguarda proprio questo. La richiesta di adeguare il regolamento interno ai principi di trasparenza e pubblicità della Convenzione di Aarhus sarà oggetto di approfondimenti e interlocuzioni bilaterali ed è stata inserita al punto 12 dell’ordine del giorno della prossima seduta.

    E qui arriva una delle novità più concrete emerse dalla risposta: la Commissione discuterà una proposta di lavoro per la realizzazione del portale web «Isonzo», dedicato alle attività della Commissione permanente italo-slovena per l’idroeconomia e finalizzato a migliorare comunicazione e collaborazione transfrontaliera. Nell’ordine del giorno sono previsti anche la condivisione delle informazioni e un’omogeneizzazione dei dati da pubblicare.

    «Il Ministero dà una risposta lunga ed esaustiva, cosa affatto scontata quando scrivono dei cittadini», sottolinea Sartori. «È importante che gli ordini del giorno siano cambiati anche in base alle nostre osservazioni». Per la consigliera, assume particolare rilievo anche l’apertura sulla possibilità di costruire una sede di confronto capace di mettere insieme, dalla sorgente alla foce, i diversi portatori di interesse dell’Isonzo.

    La risposta del Ministero, tuttavia, non dà ancora il via libera alla quarta proposta avanzata da Forum Gorizia e ripresa nell’istanza: la creazione di una Commissione internazionale per la protezione e la gestione dell’Isonzo-Soča. Su questo punto il Governo prende atto della proposta e comunica che saranno svolte le necessarie analisi di carattere tecnico, giuridico e istituzionale, valutandone la fattibilità nelle sedi competenti.

    Alla conferenza stampa è intervenuta anche la consigliera regionale Giulia Massolino, che ha riportato la questione al confronto politico regionale. Il nodo, per Massolino, è capire «che cosa sia successo in questi due anni»: quali tavoli si siano riuniti, quali dati siano stati raccolti, quali studi e misurazioni siano stati prodotti e quali soluzioni siano emerse sul problema dell’hydropeaking.

    La consigliera ha ricordato la mozione depositata ad agosto per chiedere una governance transfrontaliera dell’intero bacino dell’Isonzo-Soča, una diversa regolamentazione dei rilasci di Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e Slovenia. Ora annuncia un’interrogazione in Consiglio regionale per verificare se e come gli esiti del confronto bilaterale siano stati considerati nelle scelte progettuali e finanziarie già assunte sul tratto italiano dell’Isonzo.

    Il riferimento è anche agli interventi infrastrutturali previsti sul fiume. Il confronto sui rilasci di Salcano, dunque, si intreccia con una domanda più ampia: quanto della gestione futura dell’Isonzo debba essere affrontato attraverso nuove opere e quanto, invece, attraverso una diversa regolazione della risorsa idrica a monte.

    Il calendario della Commissione annuncia che il tavolo del 30 settembre e 1° ottobre sarà tutt’altro che circoscritto alla sola emergenza estiva. Oltre a rilasci, hydropeaking e siccità, si parlerà di sedimenti a valle della diga di Salcano, sicurezza delle dighe, gestione del rischio alluvioni, possibili procedure per l’interscambio idropotabile e aggiornamento del quadro conoscitivo dell’intero bacino.

    Per Martina Luciani, intervenuta a nome del Forum Gorizia, l’eventuale nascita del portale rappresenterebbe invece un passaggio concreto verso una maggiore accessibilità delle informazioni. La questione, secondo l’attivista, riguarda un organismo nato in un contesto storico nel quale la gestione dell’Isonzo era prevalentemente una materia di rapporti tra i due Stati e che oggi deve confrontarsi con le esigenze di tutela ambientale, partecipazione pubblica e accesso alle informazioni. E ci sarà da capire se, come da punto 6, siano previsti lavori nel breve futuro proprio alla diga di Salcano vista la futura «approvazione di un calendario di lavoro e attivazione di un gruppo di esperti per la definizione di un protocollo relativo alle attività di gestione dei sedimenti finalizzato a ridurre la torbidità delle acque a valle».  

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