Si tiene oggi, in carcere a Torino, l’udienza di convalida del fermo del ventenne italiano di origine egiziana arrestato con l’accusa di avere violentato un ragazzino 12enne in un parco cittadino. Il giovane ha confessato, spiegando di avere agito sotto l’effetto di droghe. L’inchiesta però si sdoppia. Oltre alle indagini sugli abusi, accertamenti vengono fatti anche su un’aggressione denunciata dall’indagato. Ha infatti detto di essere stato aggredito, il giorno successivo alla violenza, da un gruppo di persone. Gli inquirenti devono verificare se è vero e, se sì, se c’è un collegamento con la vicenda dell’adolescente abusato.

    Gli abusi sessuali

    Per quanto riguarda gli abusi, la versione della vittima e quella dell’indagato sembrano coincidere. Da quanto emerso il ventenne ha adescato l’adolescente con la scusa di fare un giro sul monopattino. Poi lo ha portato al parco dell’Arrivore, alla periferia nord di Torino, e si è consumata la violenza. Poi, vedendolo “scosso”, lo ha portato in un negozietto non lontano dal parco per comprare patatine e Coca-Cola.

    Quando il ventenne è stato fermato era in monopattino. Risulta essere senza fissa dimora e avere precedenti per reati contro il patrimonio. A quanto si apprende, era anche sottoposto all’obbligo di firma, ma da venerdì, giorno della violenza, non si era più presentato a firmare.

    La seconda indagine

    Con gli investigatori, il ventenne ha confessato sostenendo di essere stato sotto l’effetto di stupefacenti. Non solo. Assistito dall’avvocata Stefania Giordano, avrebbe raccontato di essere stato aggredito e accoltellato sabato, il giorno successivo alla violenza. “Erano almeno dieci persone, avevo paura”. Il suo racconto è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando anche un eventuale collegamento tra l’aggressione e l’abuso sessuale di cui è accusato.

    Share.
    Leave A Reply