Nella mattinata di martedì 24 settembre 2026, alle ore 9:00 italiane, una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 è stata rilevata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) al largo della costa settentrionale croata. L’epicentro, localizzato a circa 10 chilometri di profondità, è situato sul versante adriatico, in una zona frequentemente soggetta ad attività sismica di lieve e moderata intensità.
Il comune italiano più vicino, San Dorligo della Valle-Dolina, in provincia di Trieste, si trova a circa 93 chilometri dall’epicentro. Considerata la distanza e la bassa intensità del sisma, la scossa non è stata percepita dalla popolazione locale e non si segnalano danni a edifici o persone. Anche la Protezione Civile non ha ricevuto segnalazioni di emergenze.
L’area adriatica settentrionale viene costantemente monitorata dagli enti sismologici, poiché storicamente soggetta a terremoti di entità variabile ma, generalmente, di bassa pericolosità. Negli ultimi mesi la zona ha registrato diversi eventi di magnitudo simile: tra questi, una scossa di 2.9 il 21 settembre, di 2.8 il 31 agosto, e alcune più significative come quella di magnitudo 3.7 il 6 agosto. Questi episodi si inseriscono in una frequenza di modesta entità, priva di conseguenze per le aree costiere italiane.
L’evento odierno si inserisce dunque in un contesto di attività sismica tipica dell’area compresa tra la costa istriana e il confine sloveno-croato. In passato, peraltro, la regione dell’Alto Adriatico è stata coinvolta in terremoti anche di maggior rilievo, come quelli che hanno interessato la vicina Slovenia e la zona di Fiume, seppur raramente con effetti significativi sulle coste italiane o sulle infrastrutture delle città di confine.
