L’Italia Campione in carica di Billie Jean King Cup è tornata a Shenzhen per difendere il trono, ed esattamente come accaduto nella scorsa edizione, la potente flotta guidata da Tathiana Garbin ha affrontato la Cina padrona di casa nei quarti di finale. Il team asiatico, a dispetto del 2025, ha ritrovato la sua atleta di punta, Qinwen Zheng, cambiando dunque le gerarchie e rafforzandosi in modo vigoroso, almeno sulla carta.

    La rapida uscita di scena di Elisabetta Cocciaretto, sconfitta in modo brutale da Shuai Zhang, ha messo in seria apprensione il team tricolore, salvato però da una fenomenale Jasmine Paolini. Prestazione sontuosa in singolare, contro Qinwen Zheng – sconfitta per la prima volta in carriera al quinto tentativo – e cinica nei momenti chiave in doppio, assieme all’inseparabile Sarita Errani. Un tie terminato abbondantemente dopo la mezzanotte cinese, che ha spedito le campionesse in carica in semifinale (per il 4° anno consecutivo), dove troveranno l’Ucraina capitanata da Illja Marčenko.

    L’Italia domina i precedenti. E l’Ucraina senza Kostyuk…

    Una sfida che vale (ancora) l’accesso alla finalissima di Billie Jean King Cup. Ma procediamo con ordine. I precedenti tra Italia e Ucraina parlano chiaro. Il team tricolore non ha mai perso, aggiudicandosi tutti e 4 confronti storici, dal 2008 in poi. Il più recente è avvenuto soltanto 12 mesi or sono, quando a Shenzhen, Jasmine Paolini trascinò di forza le proprie compagne verso la rimonta, rimediando alla sconfitta della connazionale Cocciaretto, e sconfiggendo prima Svitolina in singolare, poi Kichenok e Kostyuk in doppio con Sarita.

    Per la corrente edizione, Marta Kostyuk – n.10 del mondo – ha alzato bandiera bianca pochi giorni prima dell’inizio della fase finale della BJKC, a causa di un polso capriccioso:“Il dolore è peggiorato – ha dichiarato -. La risonanza magnetica ha confermato che il mio polso ha bisogno di più tempo e di un recupero adeguato prima di poter tornare a gareggiare“. Una perdita pesantissima per Capitan Marčenko, che solitamente può contare sulle sue due top 10 – Kostyuk e Svitolina – nei rispettivi singolari, ma nei quarti di finale contro il Belgio, ha dovuto ripiegare su Anhelina Kalinina, numero 48 della classifica WTA.

    Per quel che proponeva il team belga – cioè la numero 474 del mondo, Otzipka, e la numero 217, Minnen – sarebbe dovuta essere quasi una formalità per le due affermate tenniste ucraine, che invece hanno sorprendentemente trovato sul rettangolo di gioco due validissime avversarie, risolvendo il travagliato tie soltanto al doppio decisivo. Elina Svitolina è caduta in rimonta contro Minnen, rovinando il suo record di 34 vittorie e sole due sconfitte dal 2013 ad ora contro tenniste fuori dalla top 200. Ciò la condurrà al tie con l’Italia di certo non al massimo della fiducia, e con una Kostyuk fuori dai giochi, gli interrogativi del team gialloblu aumentano sensibilmente.

    Paolini ritrovata. Ma persiste il dubbio Cocciaretto

    Se la numero 7 del mondo – nonché n.1 del team ucraino – è stata per distacco la delusione di giornata durante i quarti di finale, la sua prossima avversaria, Jasmine Paolini, sembra esser tornata in una condizione psicofisica devastante a Shenzhen, città alla quale si è ormai affezionata, e che probabilmente la ispira anche particolarmente. Il loro ultimo tete a tete risale proprio alle semifinali di Billie Jean King Cup dello scorso anno, dove ebbe la meglio Jas, impostasi in rimonta. Prima della suddetta sfida, due precedenti in favore di Svitolina, e tutti terminati al terzo set.

    Insomma, pare esser già più che delineato il 2° singolare – ovvero lo scontro tra le rispettive numero 1 dei due team – del tie tra Ucraina e Italia. Ma la Capitana Tathiana Garbin ha ancora un arcano da risolvere, ed è molto probabile che la coach tricolore abbia iniziato a meditarci sopra dall’attimo seguente alla stretta di mano tra Errani/Paolini e Guo/Jiang. La prestazione di Elisabetta Cocciaretto contro la cinese Zhang è stata ben al di sotto delle aspettative, specialmente per una limitata condizione fisica dell’azzurra, non al meglio a causa di un problema al ginocchio sinistro.

    Chance per Bronzetti o Grant?

    Dato che nel tennis non è ancora prevista la sostituzione in corso d’opera, il team azzurro ha dovuto accettare una sconfitta quasi anonima incassata dalla sfortunata marchigiana, ma in vista dell’importantissima sfida con l’Ucraina, rientra assolutamente tra le facoltà di Garbin rivedere la propria formazione ed eventualmente effettuare un cambiamento. Se Cocciaretto non dovesse essere al 100%, Tathiana dovrebbe voltarsi verso la panchina tricolore, chiamando in causa una tra Bronzetti e Tyra Grant, alla sua seconda esperienza con la divisa azzurra a Shenzhen, anche se non ha mai debuttato ufficialmente.

    Con buona probabilità, la capitana del team italiano potrebbe far ricadere la sua scelta su Lucia Bronzetti, in caso di bandiera bianca da parte di Cocciaretto, anche in virtù dei precedenti con la potenziale rivale della tennista romagnola. La nativa di Rimini e Anhelina Kalinina si sono affrontate quattro volte, ottenendo due vittorie per parte. Scegliere come prima singolarista Lucia è la scelta meno azzardata per Garbin, che però potrebbe stupire tutti schierando la giovanissima e promettente 18enne Grant, che prima o poi, insomma, dovrà pur scendere in campo con la divisa tricolore.

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