Alle ore 11 alla Shenzen Bay Sports Centre Arena avrà inizio la sessantatreesima finale della competizione più prestigiosa per nazioni. Denominata fino al 2019 Fed Cup, è Billie Jean King Cup a partire dalle ultime sette edizioni. A contendersi il titolo di campionesse del mondo saranno l’Ucraina e la Cechia, rispettivamente terza e quinta nazionale del ranking mondiale. Unico precedente andato in scena nel turno di qualificazione del 2023 con vittoria ceca per 3-1 e con protagoniste Vondrousova e Krejcikova.

    L’Ucraina per fare come Canada e Svizzera, la Cechia per tornare a confermarsi corazzataLa profondità della Cechia tra assenze di lusso e panchina lunga

    Nel cammino delle Finals 2026, la formazione capitanata da Ilya Marchenko (ex n°49 ATP) ha superato per 2-1 il Belgio nei quarti di finale. Poi per 2-0 ha eliminato l’Italia in semifinale, estromettendo la squadra campione in carica e numero 1 del ranking. Mentre il team guidato da Barbora Strycova è giunto all’ultimo atto senza dover mai ricorrere al doppio decisivo, vincendo già dopo i singolari sia con la Gran Bretagna nei quarti sia con la Spagna in semifinale.

    L’Ucraina per fare come Canada e Svizzera, la Cechia per tornare a confermarsi corazzata

    La compagine ceca disputerà la tredicesima finale della sua storia, se consideriamo anche le prime cinque disputate tra il 1975 e il 1988 – di cui quattro consecutive tra il 1983 al 1986 – con la denominazione di Cecoslovacchia. Da quando viene invece unicamente rappresentata la Repubblica Ceca, ora Cechia, sono 6 i titoli conquistati in altrettanti finali disputate all’interno di un arco temporale di assoluto dominio. Dal 2011 al 2018 infatti in una sola occasione non hanno vinto. Era il 2017 e si arresero solamente in semifinale e al doppio decisivo contro gli Stati Uniti a Tampa.

    Di quel ciclo fortissimo formato da una generazione fenomenale fece parte a pieno titolo anche l’attuale capitana Strycova, in questo ruolo per la prima volta, partecipando a tutti e sei i trionfi soprattutto nei panni di punto fermo nel doppio. A proposito di Barbora, un eventuale successo ceco la proietterebbe ancora più nel gotha assoluto di questa coppa. Sarebbe infatti appena la quarta di sempre a riuscire nell’impresa di vincere il titolo sia da giocatrice che da capitana, le altre sono autentiche leggende. Margaret Court, Chris Evert e Billie Jean King.

    Tuttavia, in caso di trionfo sarebbe la prima della storia a realizzare una storica tripletta. Vincere nelle vesti di capitano e in quelle di giocatrice non soltanto tra le grandi ma anche a livello junior, cosa che le riuscì nel 2001 assieme a Petra Cetkovska e Lucie Safarova. Con 11 allori, la Cechia nell’albo d’oro della manifestazione è dietro solamente agli Stati Uniti che ne possono vantare 18. Se le ceche sono delle assolute habitué della manifestazione, al contrario sarà la prima volta in assoluto nella finalissima per le ucraine – la diciottesima nazione diversa a disputare una finale. L’Ucraina inoltre potrebbe diventare la quattordicesima nazione differente a laurearsi campione del mondo nella storia di questa competizione. Diventerebbe in tal caso la terza nazionale a vincere per la prima volta il trofeo nelle ultime sei edizioni dopo Canada e Svizzera.

    La profondità della Cechia tra assenze di lusso e panchina lunga

    A dare il via alla sfida saranno chiaramente i numeri 2 delle formazioni ossia Anhelina Kalinina e Karolina Muchova. L’ex finalista Slam è stata schierata soltanto in semifinale, mentre nei quarti gli è stata preferita Marie Bouzkova, la terza singolarista della squadra, questo a riprova dell’abbondanza in seno al team ceco. Una formazione che ha potuto prendersi il lusso di lasciare a casa tenniste del calibro e dello status di Krejcikova e Pliskova. Questo primo incontro è praticamente chiuso nel pronostico, nonostante una Kalinina imbattuta in BJK, Muchova è ampiamente favorita e una sua sconfitta è altamente improbabile.

    Per la squadra ucraina a pesare enormemente è l’assenza di Marta Kostyuk. La presenza della giocatrice di Kiev avrebbe sicuramente regalato una finale ancora più livellata e incerta. Tuttavia, il fatto che il gruppo guidato da Marchencko sia comunque riuscito ad arrivare fino in fondo dà prova del grande momento che sta attraversando il tennis ucraino: a livello infatti di abbondanza va anche considerato il forfait dell’ultimo minuto di Oliynykova, sfruttato alla grande da Kalinina.

    Il confronto che realmente ci dirà in quale direzione possa andare lo scontro, è quello tra Elina Svitolina e Linda Noskova. In classifica mondiale una segue l’altra. La parabola di carriera grida Noskova, il peso della posta in palio con la conseguente pressione da dover gestire indicherebbe l’esperienza di Elina, la cui settimana non era iniziata nel migliore dei modi. Sta di fatto che anche qualora si arrivasse al doppio decisivo, le ceche rimarrebbero nettamente favorite. Tra le loro fila c’è la n°1 di specialità Siniakova che potrebbe fare coppia indistintamente con Noskova (n°37 in doppio) o Bouzkova (n°38 di specialità). Linda e Marie oltretutto giocano il doppio assieme nel circuito fornendo un’ulteriore soluzione. In casa ucraina invece l’accoppiata Kalinina/Kichenok difficilmente riuscirà ad arginare qualsiasi duo scelga di schierare Strycova.

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