PADOVA – Nel bancone riservato gli aperitivi c’erano blatte in movimento tra tramezzini e cocktail. Nelle altre stanze del locale anche escrementi di topo. Sono questi gli aspetti più salienti di una situazione totalmente fuori controllo portata a galla dalla polizia amministrativa della Questura nel corso di un sopralluogo al ristorante San Sushi di via Chiesanuova.
APPROFONDIMENTI
Le irregolarità
All’attività di mercoledì mattina, hanno preso parte anche il personale dell’area ordinaria e tecnica dell’ispettorato territoriale del lavoro, la polizia locale, il servizio igiene alimenti e nutrizione e il servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale. Dopo il sopralluogo e la scoperta di un’igiene di fatto inesistente, al locale è stata sospesa la licenza e sono state staccate multe a raffica.
Identificati, oltre al titolare, 8 lavoratori stranieri, tutti regolari sul territorio nazionale, due dei quali gravati da precedenti di polizia. Due lavoratori stranieri, un tunisino addetto al servizio tavoli e un bengalese addetto alla cucina sono risultati privi del contratto di assunzione.
Sul fronte delle sanzioni, la mancata esposizione al pubblico del cartello relativo al divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori ha comportato un verbale di 200 euro. Altri 301 euro dovranno essere pagati per la presenza di insegne pubblicitarie non autorizzate. È stata riscontrata anche la presenza di videocamere non autorizzate, con una multa di 387,25 euro.
Sul fronte igienico sanitario, rinvenuti scarafaggi e blatte. Di qui la scelta inevitabile di procedere alla sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti. Irregolarità anche in cucina: nel corso dell’ispezione sono state accertate, in particolare, la mancata osservanza delle procedure previste dal manuale di autocontrollo Haccp, per la quale è prevista una sanzione di 2mila euro. In un garage attiguo al locale rinvenuti due freezer contenenti complessivamente circa 400 chili di prodotti alimentari conservati in precarie condizioni igieniche e in parte scaduti. Pizzicati anche due lavoratori irregolari su otto, con conseguente sospensione dell’attività.
La revoca della sospensione e la conseguente ripresa dell’attività saranno subordinate alla regolarizzazione dei lavoratori mediante regolare assunzione e al pagamento della somma aggiuntiva prevista, pari a 2.500 euro, oltre all’applicazione della maxi-sanzione per lavoro sommerso, quantificata in 1.950 euro per ciascun lavoratore irregolare.
Per quanto riguarda l’area tecnica, sono state impartite specifiche prescrizioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, con contestuale richiesta di aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi. Per le violazioni è prevista una sanzione di 1.423 euro.
