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    Redazione Online

    Si è dimesso il direttore del sistema penitenziario del Tennessee, Frank Strada. Christa Pike si trova in un ospedale di Nashville in stato di incoscienza

    Il direttore del sistema penitenziario del Tennessee, Frank Strada, si è dimesso dopo la fallita esecuzione di Chista Pike lo scorso 30 settembre. Il governatore del Tennessee Bill Lee ha intanto sospeso tutte le prossime esecuzioni previste nel suo Stato e ha ordinato di aprire un’indagine sul fallito tentativo di esecuzione di Christa Pike, la donna condannata nel 1995  (quando ne aveva 18 anni) per l’omicidio di primo grado della 19enne Colleen Slemmer. 

    L’omicidio

    Quella notte del 12 gennaio 1995, quando, insieme al fidanzato 17enne del tempo, ha torturato e ucciso Colleen Slemmer, Pike aveva diciotto anni. Al tempo il caso fece molto clamore sia per la brutalità dell’omicidio – sul corpo della ragazza venne anche inciso un simbolo satanico -, sia per l’età delle persone coinvolte, tutte sotto i 20 anni. Alla condanna di Pike, che ha confessato l’omicidio pochi giorni dopo i fatti, contribuirono però anche altri aspetti, come l’incapacità dei suoi avvocati di affrontare un processo di tale portata. I legali, in particolare, non approfondirono alcuni aspetti dell’infanzia di Pike che, forse, avrebbero potuto indurre la giuria a optare per una pena diversa, tra cui, appunto, gli abusi subìti.

    Come sta Christa Pike 

    Christa Pike è stata portata in ospedale di Nashville, dove è stata intubata: «Ora si trova in stato di incoscienza – hanno dichiarato i suoi avvocati in un documento depositato in tribunale – ed è attaccata ad un respiratore artificiale. I medici stanno cercando di farle smaltire le due dosi di pentobarbital, la sostanza che le autorità utilizzano per le esecuzioni capitali». 

    L’8°emendamento della Costituzione

    L’esito della fallita esecuzione rilancia adesso interrogativi legali e etici anche negli Usa. Il trattamento subito dalla Pike potrebbe rientrare nella
    definizione di «punizione inusuale e crudele» proibita dall’8° emendamento della Costituzione. Se poi la donna dovesse aver subito danni cerebrali, un nuovo tentativo di metterla a morte sarebbe illegale perchè il condannato, per la legge Usa, deve essere consapevole della punizione a cui sta andando incontro.

    3 ottobre 2026

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