Caro direttore, 
    la decisione annunciata negli Stati Uniti di trasmettere in diretta streaming la fucilazione del condannato a morte lascia interdetti. Già l’adozione della pena capitale come strumento di «giustizia» è un tema di ampio, contrastato e irrisolto confronto nel mondo civile, ma certamente l’esposizione mediatica dell’esecuzione non solo non aggiunge niente alle legittime aspettative di equa punizione ma fa precipitare il senso etico e riparatore della pena verso la barbarie. C’è da augurarsi che la notizia non abbia seguito e che almeno questa volta, nonostante la facile previsione di un’audience planetaria, il macabro spettacolo, non venga confermato.Gianpaolo Restani

    Caro Restani, 
    L’annuncio del cosiddetto «Segretario della guerra» Peter Hegseth ha lasciato tutti sgomenti. Non è che ci aspettassimo un atteggiamento altro da un ministro del governo Trump la cui vita è stata descritta come «un’antologia dell’eccesso». Greta Previtera ci ha raccontato come il politico trumpiano sia stato in passato una star del salotto televisivo Maga sulla rete televisiva Fox e come abbia inanellato nella sua breve esperienza di governo una quantità di incidenti e di uscite inverosimili, godendo per i morti in guerra e invocando test del testosterone per i militari. Questa volta è andato oltre riuscendo in un’impresa rara: lo stesso vicepresidente Vance ha preso le distanze affermando che se mai ci fosse l’esecuzione in diretta streaming, lui non la guarderebbe. È inutile ripetere che pensare a una fucilazione trasmessa sulla rete e in televisione sia aberrante dal punto di vista morale e del diritto. Nella seconda metà del Settecento (non oggi) lo scriveva già Cesare Beccaria: «Non è utile la pena di morte per l’esempio di atrocità che dà agli uomini». Vorrei invece parlare di come sia possibile che la spettacolarizzazione dell’orrore possa essere considerata normale, anzi persino bella, da chi ha in mano il destino della più grande superpotenza mondiale. E di come la giustizia, la legalità e persino la pietà siano scomparse dal discorso pubblico. Con gli stessi comportamenti di chi sul web compie atti efferati e l’unica cosa a cui tiene sia che tutto il mondo li guardi. Non sappiamo come finirà questo annuncio. Penso che alla fine il governo americano si fermerà. Lo ha chiesto con fermezza papa Leone. Ma quello che ci resta è un senso di stupore e di sgomento. E Trump ha perfino il coraggio di lamentarsi che non gli sia stato assegnato il Nobel per la Pace!



















































    12 ottobre 2026

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