A sorpresa all’uscita del Gemelli, la ragazza ha salutato Leone XIV che già aveva incontrato lo scorso 31 dicembre. Voleva andare solo a pregare davanti al Policlinico per quel Pontefice che le aveva dato forza di superare l’operazione medica e invece ha avuto l’occasione di parlarci di persona, consegnandogli pure dei regali: una foto del loro abbraccio a San Pietro e un peluche, simile a quello che l’ha accompagnata nella sua fuga dalla guerra

    Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

    Le era bastata già quella volta, il 31 dicembre, in un’udienza in Piazza San Pietro, quando, malata di tumore e prossima ad una operazione, aveva abbracciato il Papa dal quale – raccontava – aveva ricevuto forza e incoraggiamento. “Un sogno realizzato”, diceva ai media vaticani. Non se lo aspettava proprio Varvara, 13enne ucraina curata in Italia da una malattia ormai superata, che oggi al Gemelli la sicurezza la facesse avvicinare fino all’auto del Papa per farle salutare di persona Leone XIV, appena dimesso dal nosocomio romano.

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    Restituire l’abbraccio

    Un saluto prolungato, alcune parole scambiate con l’ausilio di un sacerdote ucraino come traduttore (padre Taras Kotsur, responsabile della redazione ucraina di Radio Vaticana – Vatican News), in mezzo a grida e applausi, in cui Varvara ha spiegato al Papa che quell’abbraccio di dicembre le aveva dato “la forza per superare la malattia che oggi fortunatamente ho vinto”. E anche che, appena saputo del ricovero del Papa, sentiva di “voler venire a Roma per pregare per lui sotto la sua finestra e restituire quell’abbraccio importante” insieme ad un augurio: “Supererai anche tu questo momento e continuerai nel tuo Vangelo”. Al Papa, la ragazza ha chiesto una benedizione. E Leone ha prontamente benedetto e ringraziato questa giovane originaria dell’oblast di Zaporizhzhia, appassionata di storia e letteratura ma anche di musica e in particolare della batteria.

    I regali di Varvara al Papa

    I regali di Varvara al Papa

    Dall’Ucraina, in fuga dalla guerra. In Italia, in cura dalla malattia

    Al Gemelli, Varvara – a qualche giorno dall’esito negativo della risonanza e della TAC che hanno confermato la guarigione dal tumore – si è recata in tarda mattinata col papà Dmytro e la mamma Iryna. Sono partiti in treno da Castellamonte, in provincia di Torino, dove risiedono e dove sono stati accolti dopo la fuga dalle bombe e dalla violenza in Ucraina. La famiglia aveva lasciato la città natale e trovato riparo a Chernivtsi, nell’sud-ovest del Paese. Lì, nel 2025, alla ragazzina è stata diagnosticata una malattia oncologica. Grazie al sostegno dell’associazione umanitaria La Memoria Viva di Castellamonte è stata evacuata da Leopoli ed è arrivata in Italia per farsi curare presso l’Ospedale Regina Margherita del capoluogo piemontese. Non che in Ucraina manchino le possibilità di cura, ma gli ospedali sono sotto assedio e spesso senza corrente. In Italia Varvara e i genitori hanno trovato accoglienza, aiuto, accompagnamento. Ma hanno dovuto affrontare anche operazioni, sofferenze, scoraggiamento. Gli esami di qualche giorno fa le hanno però dato la buona notizia che aspettava da mesi. E allora Varvara voleva andarlo a dire al Papa. Così ha contattato via WhatsApp Roberto Falletti, volontario di Memoria Viva, per condividere questo nuovo “sogno”.

    Dall’Ucraina a Roma, la dodicenne Varvara racconta l’incontro con il Papa

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    Una foto e un peluche

    Ancora una volta, grazie ad una rete di solidarietà, la ragazza è riuscita nella sua impresa e, oltre a salutare di persona Leone, gli ha consegnato i regali che aveva preparato: la foto stampata del loro abbraccio a San Pietro, dentro a una cornice nella ceramica tipica di Castellamonte. Al Papa ha consegnato pure un pupazzetto in pannolenci con le sembianze del Pontefice, da lei stesso cucito a mano. Un peluche, come quello che si era portato da casa ribattezzato Basik, unico ricordo della vita di prima. “È il solo amico che ho dall’inizio della guerra che mi accompagna e mi accompagnerà in Italia dove non conosco nessuno, non conosco la lingua, dovrò affrontare un lungo percorso in ospedale e lui sarà il fratellino che non ho”, aveva raccontato appena arrivata a Torino. Per il Papa ha voluto quindi realizzare qualcosa di simile così da dirgli: “Come Basik mi ha accompagnata, vorrei che anche questo peluche ti accompagni sulla strada per la guarigione”.

    Varvara al Gemelli in attesa del Papa

    Varvara al Gemelli in attesa del Papa

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