Ucraina e Russia confermano l’accordo per un cessate il fuoco locale a Oleshky, dove la popolazione civile è alle prese con una grave crisi alimentare. Determinante la mediazione statunitense, con il coinvolgimento della first lady Melania Trump. Il presidente Zelensky d’accordo con la proposta di nuovi negoziati trilaterali con Usa e Russia ad Abu Dhabi in novembre

    Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

    La notizia della tregua di Oleshky che potrebbe scattare da martedì prossimo arriva a una settimana dalla richiesta formulata da Papa Leone XIV. Il Pontefice dall’ospedale Gemelli, dove era ricoverato, aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin mettendo al centro proprio la situazione umanitaria della città nella regione di Kherson e l’urgenza di una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Lunedì il Papa aveva sentito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: anche in quel colloquio il focus era stato sulla situazione a Oleshky e sulla necessità di realizzare una tregua umanitaria.

    L’annuncio della Casa Bianca e la conferma di Kyiv e Mosca 

    A diffondere la notizia dell’accordo era stata la Casa Bianca che aveva indicato come data per l’inizio della tregua il 29 ottobre. Il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino Dmytro Lubinets ha confermato la notizia della tregua ringraziando Melania Trump per il ruolo da lei svolto nel raggiungimento del cessate il fuoco, aggiungendo che si tratta di una missione umanitaria complessa: “L’operazione si svolgerà gradualmente” ha scritto su Telegram, sottolineando che l’Ucraina “ha fatto e sta facendo tutto il possibile per salvare i cittadini che si trovano a Oleshky”.

    Anche il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha confermato l’accordo sulla tregua per portare aiuti umanitari e consentire l’evacuazione della popolazione civile. Le Forze armate russe imporranno un cessate il fuoco a partire dalle prime ore del mattino di martedì 27 ottobre, per favorire l’operazione umanitaria.

    Accordo di Kyiv anche su negoziati Abu Dhabi

    Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che le delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti si incontreranno nella prima metà di novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Il nuovo appuntamento trilaterale, che si svolgerà a livello di gruppi di lavoro, rappresenta un ulteriore passo nel tentativo di riaprire un confronto diretto tra Mosca e Kyiv, con la mediazione di Washington, per arrivare alla cessazione delle ostilità. L’annuncio del presidente ucraino arriva dopo i colloqui avuti in giornata con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, che nei giorni scorsi hanno incontrato il presidente russo Vladimir Putin. La ripresa dei negoziati era stata anticipata dal Cremlino, che aveva manifestato la disponibilità a tornare al tavolo delle trattative dopo il 10 novembre.

    Zelensky: indispensabili garanzie di sicurezza

    La prospettiva di un nuovo confronto diplomatico non modifica, tuttavia, le condizioni poste da Kyiv per un eventuale accordo di pace. Zelensky ha ribadito che qualsiasi intesa dovrà prevedere solide garanzie internazionali di sicurezza, capaci di proteggere l’Ucraina dal rischio di nuove aggressioni russe. Il presidente ucraino ha inoltre indicato la necessità di assicurare finanziamenti per almeno dieci anni al mantenimento delle forze armate ucraine. Il tema delle garanzie di sicurezza resta dunque uno dei principali nodi del negoziato, insieme alle questioni territoriali e alle modalità di attuazione di un eventuale cessate il fuoco.

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