>Come sottolinea il Wall Street Journal, lo scorso anno il 48% dei creator digitali ha guadagnato meno di 15mila dollari
>la maggior parte dei content creator guadagna cifre medio-basse, proprio come le persone che svolgono lavori “tradizionali”. E solo in pochi raggiungo la vetta di quel 13% (ndo: quelli che guadagnano ), che intanto appare sempre più lontana e irta di ostacoli.
>Dietro le quinte, i creator hanno denunciato più volte il rischio di burnout, tanto concreto da spingerli in alcuni casi al suicidio. Per sgomitare in un mercato sempre più affollato e presentarsi in salute al tavolo delle contrattazioni con gli sponsor, gli aspiranti influencer sono costretti a produrre costantemente post sempre più coinvolgenti. E passano così le proprie giornate a pianificare, filmare, fare editing su foto e video, il tutto mantenendo un filo costantemente aperto con la propria community di seguaci. Molti hanno confessato di non aver tempo per fare altro. Come tanti altri liberi professionisti, non ricevono però ferie retribuite né benefit di assistenza sanitaria (un problema enorme negli Stati Uniti), né contributi pensionistici o altri vantaggi che le aziende in genere forniscono ai propri dipendenti.
Enshittification anche dell’influencer? Voi che ne pensate ?
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>Come sottolinea il Wall Street Journal, lo scorso anno il 48% dei creator digitali ha guadagnato meno di 15mila dollari
>la maggior parte dei content creator guadagna cifre medio-basse, proprio come le persone che svolgono lavori “tradizionali”. E solo in pochi raggiungo la vetta di quel 13% (ndo: quelli che guadagnano ), che intanto appare sempre più lontana e irta di ostacoli.
>Dietro le quinte, i creator hanno denunciato più volte il rischio di burnout, tanto concreto da spingerli in alcuni casi al suicidio. Per sgomitare in un mercato sempre più affollato e presentarsi in salute al tavolo delle contrattazioni con gli sponsor, gli aspiranti influencer sono costretti a produrre costantemente post sempre più coinvolgenti. E passano così le proprie giornate a pianificare, filmare, fare editing su foto e video, il tutto mantenendo un filo costantemente aperto con la propria community di seguaci. Molti hanno confessato di non aver tempo per fare altro. Come tanti altri liberi professionisti, non ricevono però ferie retribuite né benefit di assistenza sanitaria (un problema enorme negli Stati Uniti), né contributi pensionistici o altri vantaggi che le aziende in genere forniscono ai propri dipendenti.
Enshittification anche dell’influencer? Voi che ne pensate ?