L’altra volta avevo postato un articolo di Legambiente sul tema del nuovo codice della strada, ma l’articolo era stato criticato per essere scritto male (e Legambiente accusata di essere faziosa).
Questa volta rilancio con un articolo che mi sembra scritto molto meglio (a parte il titolo clickbait, che ho modificato).
Nel frattempo segnalo che la mobilitazione che c’è stata in tutta Italia lo scorso weekend ha ottenuto quantomeno un rinvio a settimana prossima della discussione finale in parlamento.
itamau87 on
– Nel dispositivo si ipotizzano perfino misure surreali come l’obbligo di casco, di assicurazione o di giubbetto catarifrangenti sulle bici: norme oltre ogni soglia del ridicolo, proposte esclusivamente per ritorsione e cattiveria contro chi decide di spostarsi in maniera sostenibile.
– Assicurazione a parte, è l’unica cosa giusta.
Basta prendere una buca, un sasso o sbandare all’improvviso, per cadere dalla bicicletta e spaccarsi il cranio.
Il giubbetto dovrebbe essere sempre obbligatorio la sera.
Mi è capitato di evitare all’ultimo un ciclista, su una extraurbana ( non illuminata ), la mattina presto ( col buio ) e con la nebbia.
Ovviamente niente luci o catarinfrangenti sulla bici, lo avrò schivato di 30 cm.
altpolit on
>non si potranno praticamente più realizzare zone 30 (benché siano ormai la norma in tutte le città occidentali)
>spingendo le bici a passare sul marciapiede in mezzo ai pedoni pur di non lasciare loro spazio sulla strada che secondo la visione salviniana deve essere tutta appannaggio delle macchine
“Le macchine brum brum sono da veri maschi alfa e bisogna correre per dimostrare di avere il cazzo lungo, andare a 30 è da femmine. I ciclisti sono rompicoglioni e chi usa i monopattini è gay, la strada deve essere delle macchine”
L’elettere medio di destra è così quindi non sono sorpreso da queste misure
3 commenti
L’altra volta avevo postato un articolo di Legambiente sul tema del nuovo codice della strada, ma l’articolo era stato criticato per essere scritto male (e Legambiente accusata di essere faziosa).
Questa volta rilancio con un articolo che mi sembra scritto molto meglio (a parte il titolo clickbait, che ho modificato).
Nel frattempo segnalo che la mobilitazione che c’è stata in tutta Italia lo scorso weekend ha ottenuto quantomeno un rinvio a settimana prossima della discussione finale in parlamento.
– Nel dispositivo si ipotizzano perfino misure surreali come l’obbligo di casco, di assicurazione o di giubbetto catarifrangenti sulle bici: norme oltre ogni soglia del ridicolo, proposte esclusivamente per ritorsione e cattiveria contro chi decide di spostarsi in maniera sostenibile.
– Assicurazione a parte, è l’unica cosa giusta.
Basta prendere una buca, un sasso o sbandare all’improvviso, per cadere dalla bicicletta e spaccarsi il cranio.
Il giubbetto dovrebbe essere sempre obbligatorio la sera.
Mi è capitato di evitare all’ultimo un ciclista, su una extraurbana ( non illuminata ), la mattina presto ( col buio ) e con la nebbia.
Ovviamente niente luci o catarinfrangenti sulla bici, lo avrò schivato di 30 cm.
>non si potranno praticamente più realizzare zone 30 (benché siano ormai la norma in tutte le città occidentali)
>spingendo le bici a passare sul marciapiede in mezzo ai pedoni pur di non lasciare loro spazio sulla strada che secondo la visione salviniana deve essere tutta appannaggio delle macchine
“Le macchine brum brum sono da veri maschi alfa e bisogna correre per dimostrare di avere il cazzo lungo, andare a 30 è da femmine. I ciclisti sono rompicoglioni e chi usa i monopattini è gay, la strada deve essere delle macchine”
L’elettere medio di destra è così quindi non sono sorpreso da queste misure