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    5 commenti

    1. MasterPen6 on

      In un paese dove si garantiscono sempre meno i diritti dei lavoratori come il nostro, questa frase per categorie cosi’ “astruse” sembra una utopia:

      “In base alla nuova legge, una delle più avanzate al mondo su questo tema, d’ora in poi il *sex work* sarà trattato come un qualsiasi altro lavoro che prevede dunque il riconoscimento di una serie di diritti: assicurazione sanitaria, pensione, congedo di maternità, giorni di malattia, ferie, disoccupazione, garanzie sulla retribuzione.”

    2. Francescok on

      Leggendo solo il titolo, senza aver aperto l’articolo, avevo numerose riserve. Dopo aver letto l’articolo invece penso che tutto sommato non sia male ne l’idea di base ne la sua realizzazione.

      Mi pregusto il momento in cui, nel 2065, sarà implementata anche da noi.

    3. Tifoso89 on

      Giusto, va regolamentato e vanno tassate. Anche se non ce le vedo a usare il POS

    4. St3fano_ on

      Il problema resta la libertà del lavoratore di denunciare gli abusi sul posto di lavoro, e questo è particolarmente vero nella prostituzione dove ci sono molte donne straniere extra-UE, che potrebbero essere tenute sotto ricatto con la minaccia di un rimpatrio, senza contare lo stigma generale che circonda la professione, per cui senza importanti garanzie di riservatezza per chi denuncia resta spinoso esporsi ad un potenziale circo mediatico.

      Come sempre fare la legge è solo metà dell’opera, poi viene il difficile nell’applicarla. Chi vivrà vedrà.

    5. Upstairs-Positive113 on

      Sperando non diventi:

      “Blowjob is the only job”

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