https://www.milex.org/2024/10/30/esplosione-per-le-spese-militari-italiane-nel-2025-a-32-miliardi-di-cui-13-per-nuove-armi/

    Spinto dalle recenti dichiarazioni di Mark Rutte e dal post precedente sulla joint venture GCAP, ho cercato di capire quale fosse effettivamente la spesa dello stato italiano perciò che riguarda la difesa, dato che è un settore di cui si parla ben poco, nonostante sia di interesse strategico (per definizione), e nonostante vanti alcune eccellenze come Leonardo, Fincantieri e Finmeccanica.

    Il sito MIL€X ha analizzato i dati del Ministero della Difesa, scorporandone i vari aspetti. Lascio il link per chi vuole approfondire, ma i risultati a mio avviso più interessanti sono questi:

    La cifra messa a disposizione del Ministero di via XX Settembre guidato dall’On. Guido Crosetto come “bilancio proprio” evidenzia fin da subito la forte crescita (in termini assoluti e percentuali) di tali spese: per il 2025 il totale infatti si attesta su 31.295 milioni di euro, con una crescita netta di oltre 2,1 miliardi di euro (aumento del 7,31%) rispetto alle previsioni per il 2024. Per la prima volta nella storia viene dunque superata (e di gran lunga) la quota complessiva di 30 miliardi.

    Quindi le spese effettive sono davvero aumentate, è però interessante notarne la suddivisione per voci di spesa:

    Effettuati questi scorpori, la parte preponderante del “bilancio proprio” della Difesa che rimane nel perimetro delle spese militari è relativa ai costi diretti, soprattutto per il personale, delle tre Forze Armate (5,95 miliardi di euro per l’Esercito; 2,3 miliardi di euro per la Marina; 2,87 miliardi di euro per l’Aeronautica). Aggiungendo anche la quota prima calcolata per i Carabinieri (*circa 590 milioni di euro*) impiegati nelle missioni all’estero si arriva ad un totale del personale operativo effettivo di 11,7 miliardi di euro.

    In totale, circa un terzo del budget del ministero della difesa viene allocato alle spese per il personale.

    Le spese per l’Arma dei Carabinieri vengono contate a parte, non facendo parte dell’impiego militare in senso stretto, e si attestano a poco meno di 8 miliardi totali.

    […] una quota sempre più rilevante (letteralmente esplosa negli ultimi anni e principale responsabile degli aumenti prima descritti) è quella relativa agli investimenti per nuovi sistemi d’arma. Per la prima volta nello stato previsionale per il 2025 tale cifra è spezzata in due tronconi a seguito della separazione tra Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Armamenti voluta dal Ministro Crosetto, che ha richiesto la creazione di un nuovo Programma contabile (1.10 “Pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare”) nell’ambito della Missione 1. Sommando a tale voce – che vale da sola 2,6 miliardi di euro di cui poco meno di 2,3 direttamente legati ad acquisizioni dirette di materiali e sistemi per lo strumento militare – quella di 7,1 miliardi (6,7 per acquisizioni dirette) relativa al programma 1.5 (Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari ed infrastrutturali) legato a SegreDifesa si deriva una quota totale di fondi a disposizione diretta della Difesa per i programmi di acquisto di nuovi sistemi d’armamento di oltre 9,7 miliardi di euro.

    Nel bilancio [del ministero del Made in Italy] è infatti presente un intero Programma (1.9 “Interventi in materia di difesa nazionale” pari a circa 2,9 miliardi di euro) ed un capitolo inserito in un altro Programma (il 7423 “Interventi nei settori industriali ad alta tecnologia” dell’1.8, pari a circa 330 milioni di euro) che portano il totale globale delle spese per la realizzazione dei programmi di armamento previste nel 2025 ad un record storico che sfiora i 13 miliardi di euro (12.983 milioni per la precisione).

    Non so il perché di questa suddivisione, forse per rispettare limiti sugli investimenti e confondere un po’ le acque, o forse di tratta di investimenti per tecnologie dual-use, ad esempio nel settore aerospaziale. Fatto sta che le spese per il cosiddetto *procurement* sono aumentate e non di poco.

    Anche per questo rilevante aspetto specifico la portata della continua e significativa crescita si può valutare con dati in prospettiva storica: i costi complessivi per gli investimenti in nuovi armamenti erano pari a 7,3 miliardi di euro nel 2021 (cinque bilanci fa) configurando dunque un balzo nel quinquennio di ben il 77%. Scorporando da questa cifra i costi relativi al personale che (nei due Ministeri) gestire i programmi di appalti si ottiene un totale “puro” di investimento per armi diretto all’industria militare di 12.485 milioni di euro.

    […] il rapporto sul PIL della spesa militare con valutazione NATO (quella che conta per l’Allleanza Atlantica come parametro per il raggiungimento del famoso 2% – non vincolante) potrebbe arrivare ad attestarsi a circa l’1,58% cioè in forte crescita (diversamente da quanto previsto nelle valutazioni esplicitate nel Documento Programmatico della Difesa).

    TL; DR: l’Italia sta spendendo di più nel settore difesa, e in particolare per ciò che riguarda gli armamenti, ma è ancora lontana dallo standard del 2% del PIL (potenzialmente obsoleto) fissato dalla NATO. Nei commenti posterò il grafico delle spese, realizzato sempre da MIL€X.

    EDIT: formattazione

    Esplosione per le spese militari italiane: nel 2025 a 32 miliardi (di cui 13 per nuove armi)
    byu/LegSimo initaly



    di LegSimo

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    33 commenti

    1. gabrielish_matter on

      >di oltre **2,1 miliardi di euro**

      giusto per rimettere in prospettiva questa cifra, questo è l’equivalente (scarso, in realtà è pure leggermente inferiore) di ben _20_ F35

      come potrete capire è un aumento insignificante se va diviso fra marina esercito e aeronautica

    2. DearBenito on

      Ma a che serve buttare soldi nel ministero della difesa quando basta assumere uno che sa scrivere delle lettere con parole molto dure per garantire la pace nel mondo

    3. Overall-Cookie3952 on

      Quando si scende in piazza a manifestare per raggiungere sto benedetto 2%?

    4. Waiting for “tagli alla sanità, ma i soldi per la lobby delle armi ce stanno sempre”.
      Comunque la spesa per la quota investimenti è ridicola, in Italia per la difesa non spendiamo un cazzo ed anche quest’anno l’obiettivo del 2% NATO lo raggiungiamo domani.

    5. Abbiamo speso 120 miliardi per il bonus facciate.. 30 miliardi per la difesa sono ancora troppo pochi e al di sotto della soglia del 2% prevista dai trattati Nato.

    6. Finalmente si spende qualcosa in più per ammodernare le attrezzature e gli armamenti visto che la stragrande maggioranza della spesa in Difesa italiana è in stipendi e pensioni

    7. animalecs on

      L’ipocrisia italiana di voler stare nella NATO ma senza spendere abbastanza per raggiungere il 2% del PIL

      Bellissimo

    8. mrp_TheFarmer on

      Era anche l’ora. Anche se andrebbero riorganizzate le spese per il personale e riallocate.

    9. LorenzoAllievi on

      Ricapitolando si e no siamo all’1,6% di spesa in difesa rispetto al PIL in un periodo storico in cui abbiamo le guerre dietro casa, tanto è vero che in Europa più vai a vedere i paesi ad est vicini alla Russia e più le spese aumentano guardate la Polonia 3% del PIL per esempio o i paesi baltici mentre la Spagna si e no compra le munizioni, e non finanziano veramente il reparto difesa dall’inizio anni 90 quando eravamo anche al 2% del PIL. E infatti, tranne marina, l’aviazione si salva e l’esercito stendiamo un velo pietoso.
      Il tutto mentre deleghiamo la difesa alla nato, che ci chiede il minimo del 2%, e agli Usa.

      Long story short: stiamo a contare, e qualcuno ad indignarsi, per delle gocce, giustificate, nell’oceano dei conti pubblici statali fatti per lo più di sprechi e mala gestione.

    10. No_Cryptographer3590 on

      A me la coda che fa ridere è leggere 2025.

      Siamo 2025 anni di storia dopo Cristo e ci spariamo ancora addosso come dei mongoloidi a giocare a paese “buono” contro paese “cattivo”.

      Potremmo unire soldi e menti per scoperte pazzesche e invece studiamo come ammazzarci a vicenda.

      Che amarezza ragazzi.

    11. zenzabob on

      Ancora briciole. Secondo me bisognerebbe davvero prendere in considerazione la proposta di Crosetto di escludere le spese per la difesa dal patto di stabilità. Visto l’andamento della situazione internazionale, se rimaniamo al 2% di investimento (e non ci arriviamo neanche) siamo praticamente con le braghe calate perché i sistemi d’arma non vanno solo acquistati, abbiamo anche gli arsenali praticamente vuoti.

    12. NoiosoBarbuto on

      >TL; DR: l’Italia sta spendendo di più nel settore difesa, e in particolare per ciò che riguarda gli armamenti, ma è ancora lontana dallo standard del 2% del PIL **(potenzialmente obsoleto)** fissato dalla NATO.

      Chi l’ha detto?

    13. GrapefruitForward196 on

      Finalmente avremo 4 incrociatori pesanti a breve 😍😍😍😍🥰🥰

    14. Swimming_Newspaper39 on

      Non ci sono soldi per sanità ed istruzione,l’automotive è in crisi,l’inflazione diminuisce il potere di acquisto degli italiani,per risolvere il tutto,avremo dei bellissimi carri armati tedeschi pronti per assorbire la polvere nei depositi

    15. Vendemmia on

      Se c’è un periodo che possa giustificare la spesa direi che è proprio questo

    16. saccagnante on

      “Esplosione” e “militari” nel titolo, per un attimo ho pensato al peggio.

    17. Sirrrrrrrrr_ on

      Preparasi a una guerra che non esiste o spendere soldi per rimettere in sesto la sanità? Sembrano ragionamenti da nord Corea.

      Lasciamo morire la popolazione, ma sfamiamo le forze armate.

    18. Williamlolle on

      Tutto giusto in linea teorica, ma da dove li facciamo uscire questi soldi?

    19. La vera domanda è in vaso di guerra e invasione di suolo italico, tutti questi redditor informatici nostrani, andranno in guerra o saranno i soliti imbucati?

      Per il resto saremo sempre indietro su tutto. Situazione spinosa su suolo europeo ma si sa che nei momenti difficili le soluzioni arrivano.

    20. Posto che sarebbe bellissimo se tutto il mondo andasse d’accordo, fossero tutti belli, rispettosi, misericordiosi, saggi, baci abbracci carini e coccolosi, non ci fossero fame, guerre ed ingiustizie. Quando vedo le lamentele sulla spesa militare mi domando: queste persone lasciano anche la macchina aperta con la borsa dentro confidando nell’onestà del popolo? Dormono con le finestre e le porte aperte? Non per dire che il mondo sia popolato da soli ladri e cleptomani, ma non si può negare che ci siano e che sempre ci saranno, infatti mi gioco tutte e due le palle che chiudete casa, macchina e negozio con antifurto e doppia mandata. Come ci sono quelli ci sono anche quelli che imbracciano le armi per i più disparati motivi: soldi, potere, religione, vendetta, malattie mentali.. e con quelli non voglio ragionarci a colpi di “per favore lasciami in pace”. Invece di rispondere uniti per far capire che per ogni missile che lanci te ne tornano 10 indietro abbiamo fatto i pacifisti con i guerrafondai ed abbiamo fatto capire che possono fare quel cazzo che vogliono, tanto più che dire “baaastaaa per l’amor del cielo finitelaaa!! Ok hai avuto quello che volevi ma ora fermati!” non verrà fatto, ed ad ogni capriccio basterà inventarsi una palese cazzata come il diritto di un invasore e colonizzatore molesto a difendersi o un’operazione militare speciale per liberare sto cazzo dalle mie mutande per riprendere a sbombardare e fare i propri interessi a discapito dei disarmati “gneeeee abbasso la guerra!!”. Ci sarà sempre qualcuno a cui starai sul cazzo senza nemmeno volerlo, magari la tua colpa è avere petrolio o diamanti, e chi lo vuole lo vuole al prezzo che fa lui, nella misura che fa comodo a lui e non a te. Fossimo tutti santi e non esistesse il male allora si. Ma non lo siamo, non tutti, quindi preferisco essere un diavolo vivo che un santone morto. E vorrei vederlo a quello che va dal caro Kim o Xi a dirgli “dai basta, impara ad amare quello che odi di me” voglio vederlo quello o quella o quellə che convince a parole gentili l’integralismo islamico di lasciare che le donne siano libere come gli uomini, che gli omosessuali siano liberi di amarsi. Il mondo fa schifo e se illudiamo i nostri figli che il lupo cattivo lo domi a parole prima o poi diventeranno cacca di lupo. Come? Non abbiamo i soldi per mangiare ne per curarci figurati spenderli in armi? Bene, 14mila bambini nella striscia di gaza non moriranno di fame ne di malattie, perché sono già morti di guerra, qualcuno ha risolto il problema della fame in palestina quindi..? Mi fanno incazzare piuttosto gli aumenti alla classe politica, il sistema capitalistico che fa si che una manciata di persone possa permettersi dildo in oro massiccio e di scrostare la merda dai pneumatici delle loro auto di lusso con acqua potabile mentre ci sono milioni di persone che muoiono di stenti e non perché abbiano deciso di fare i parassiti della società, ma perché sono vittime della società nella quale vivi tu però, non loro che sono ai margini..! no ma il problema è la spesa militare! Ah e ovviamente cosa che mi sta sul cazzo più di tutto è l’incapacità umana di vivere in pace ovviamente, quel tarlo che prima o poi si presenta e coglie tutti impreparati..

    21. Strano, con la minaccia di una terza guerra mondiale alle porte dell’Europa, è davvero una spesa sospetta.

    22. RevolutionaryPea924 on

      L’aumento delle spese sulla difesa è solo parzialmente dovuto al famoso 2%.

      Più che altro è un calcolo economico. L’industria della difesa in Italia funzionicchia benino e anche l’aerospaziale ha grandi capacità. Senza contare che tutti i grandi gruppi (Leonardo, Fincantieri ad es.) sono a partecipazione statale.
      Quindi investire lì ha senso perché investi contemporaneamente in sicurezza, in ricerca e sviluppo e in aziende che controlli.

      Non si può dire lo stesso dando i soldi a Stellantis o al superbonus. Tanto per dire.

    23. Dobbiamo raggiungere il 2% del PIL non fosse altro che per un accordo sottoscritto dal governo Conte ma più che altro come deterrenza contro l’imperialismo russo

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