
Ho sempre pensato che un salario minimo in Italia fosse necessario. Il salario minimo è una di quelle misure in cui lo stato interviene a tutela dei cittadini. Ai più accaniti capitalisti non piace perché pensano che il mercato si debba autoregolare, e spesso quelli più estremisti non si trattengono dal dare dei “comunisti” a chi non la pensa come loro. Io non sono comunista, anzi sostengo la libera economia di mercato, però il salario minimo è una di quelle misure che guardo con grande attenzione anche perché spesso fa la differenza, e in un paese come il nostro la ritengo di rilevante importanza. Perché in un paese come il nostro? Perché l’Italia sì, non eccelle per quanto riguarda la produttività se comparata con altri paesi europei più facoltosi, tuttavia la nostra produttività, grazie ad alcuni territori che la trainano, non è neanche tanto penosa come spesso si pensa, e nonostante questo gli italiani sono sotto pagati a livello medio e mediano.
Detto questo, ci sono sempre state delle questioni che non sapevo come potrebbero essere gestite. Se esistesse un salario minimo, varrebbe anche per i tirocinanti e gli apprendisti? Siccome abbiamo un tasso basso di laureati se comparati al resto dei paesi europei e capita non di rado che gli stipendi di un neolaureato e un neodiplomato siano gli stessi, avrebbe senso introdurre un salario minimo più alto per i laureati per indurre più gente a proseguire gli studi e ricompensarli per gli anni aggiuntivi passati a studiare? E se lo facessimo, chi ci garantirebbe che i neolaureati non inizino a venire snobbati e che la gente non preferisca assumere gente senza laurea per pagarla di meno? Poi all’improvviso mi sono imbattuto nel sistema del [Regno Unito](https://www.gov.uk/national-minimum-wage-rates) che, secondo me, è fatto veramente bene, perché si basa sull’età. Ora, basarsi sull’età non è che sia ideale e non è il massimo della meritocrazia, perché non è assolutamente detto che uno più giovane produca di meno e magari quello che gli manca in esperienza lo ha in bravura, innovazione e intraprendenza. Però, pensandoci, ha senso: se io sopra una certa età inizio a pagare di più, garantisco che un neolaureato a 22/24 anni prenda più di un diplomato a 19 anni, e che valga la pena farsi quegli anni in più di studio. Sì, anche il diplomato dopo un po’ arriverebbe a quello stipendio a quell’età, ma in quel caso lì sarebbe anche giusto perché nel frattempo magari ha accumulato esperienza e la cosa sembra più giusta.
Detto questo, ho provato con delle proporzioni a calcolare lo stipendio minimo in Italia basandomi su quello britannico. Ho scoperto che il loro stipendio minimo attuale è circa 58,4% del loro [Reddito Nazionale Lordo/Gross National Income](https://data.worldbank.org/indicator/NY.GNP.PCAP.CN?locations=GB) pro capite risalente a fine 2022. Per chi non lo sapesse, il Reddito Nazionale Lordo è una misura analoga al Prodotto Interno Lordo ma molto migliore, perché vengono rimossi i profitti di aziende estere con sedi sul suolo nazionale, che spesso spediscono i profitti nel paese della sede principale, e aggiunti i profitti di aziende locali che hanno filiali all’estero e spesso importano i loro profitti fatti fuori. In poche parole, è un indicatore che misura i profitti totali di una nazione.
Se dividessimo questo Reddito Nazionale Lordo ugualmente per i cittadini di un paese, avremmo il Reddito Nazionale Lordo pro capite. E il Regno Unito casualmente (non penso sia voluto) ha un salario minimo attuale, se consideriamo approssimativamente 160 ore per 12 mensilità, che è il 58,4% del reddito nazionale lordo pro capite del 2022. Considerando il [Reddito Nazionale Lordo Italiano](https://data.worldbank.org/indicator/NY.GNP.PCAP.CN?locations=IT) del 2022, se facessimo un semplice calcolo di proporzioni, otterremmo che se volessimo introdurre un salario minimo equo a quello britannico facendo gli aggiustamenti del caso considerando che siamo meno produttivi, avremmo un salario minimo di 10,14€ attuali comparato con quello britannico di 11,44£ (13,36€ al tasso di cambio corrente).
In poche parole, se il salario minimo italiano medio fosse più equo, sarebbe di 19.460€ annuali lordi. Invece, data la grande diseguaglianza e i tanti super ricchi che abbiamo, è la nostra mediana che si avvicina a questo valore, non il nostro minimo.
D’altra parte, c’è un motivo se siamo il [6° paese al mondo](https://forbes.it/2024/04/04/litalia-e-il-sesto-paese-al-mondo-con-piu-miliardari/) per numero di miliardari, pur essendo solo il 9°/10° per PIL totale e qualcosa tra il 20° e il 30° per PIL pro capite. Siamo gli “Americani d’Europa” ma per quanto riguarda la disuguaglianza sociale, non certo in quanto a innovazione.
N.B.: I miei calcoli sono molto approssimativi e basati su proporzioni, quindi ci sono margini di errore. Inoltre, parlo di salario minimo medio Italiano, ma ci sono alcune province che sono più produttive della media e forse meriterebbero un salario minimo maggiore, mentre altre sono sotto la media e quindi non penso si meritino quel salario minimo. Fatto sta che il salario minimo attuale non c’è, e questo non aiuta a ridurre le disuguaglianze come potrebbe aumentando la ricchezza dei meno ricchi e diminuendo quella dei super ricchi.
Cosa ne pensate?
https://old.reddit.com/r/italy/comments/1c36o5r/salario_minimo_inglese_e_quello_potenziale/
di No_Thing_5680