
Fuori da ogni concezione umana.
In Argentina, il Governo del Presidente Javier Milei ha approvato una riforma dell’ANDIS (agenzia nazionale che si occupa di disabilità) per cambiare anche la classificazione delle persone con disabilità: da oggi potranno essere definite ufficialmente “idiote”, “imbecilli”, “ritardate” o “deboli di mente”.
E così, dopo che Trump ha ritenuto le/i dipendenti disabili responsabili del disastro aereo verificatosi a Washington un mese fa, mentre l’amico Bolsonaro sosteneva che stare con chi ha “meno intelligenza” nelle scuole sforni cittadine e cittadini interiori (d’altronde “il nostro” Roberto Vannacci continua a essere favorevole alle classi separate – ghetti – per bambine e bambini con disabilità), anche l’Italia si è allineata al peggior pensiero che ci possa essere: nonostante la presenza di un Ministero specifico (e quindi totalmente inutile se non per discriminare), la riforma sulla disabilità è stata rinviata di almeno due anni. DUE ANNI. Come se già non fosse stato un colpo basso il taglio di 400 milioni di euro al fondo dedicato.
E ora continuate a dirmi che il linguaggio non sia importante, che contano più i fatti delle parole, che non è vero che parlare male porti ad agire male…
Continuate, prego, dall’alto della vostra normatività: tanto i tagli sulla nostra pelle lacerano la nostra indipendenza. E di questo passo, in tutti il mondo, sarà sempre peggio.
https://i.redd.it/17swuc68i1me1.jpeg
di iacopomelio
24 commenti
Parlo di quanto le parole giuste siano importanti per l’inclusione delle persone con disabilità e di come invece ci stiamo involvendo sul tema dei diritti dei disabili.
Ora arrivano quelli di r/Libertarian a darti del maledetto socialista
Ricordo che già in Italia si discrimina tra disabili, infatti i disabili psichici [sono trattati diversamente dagli altri](https://www.messinamedica.it/2023/03/lavoro-protetto-e-disabilita-psichica-una-questione-irrisolta/). Quindi oltre che dove andremo bisognerebbe chiedersi dove siamo ora.
Ricordo che già in Italia si discrimina tra disabili, infatti i disabili psichici [sono trattati diversamente dagli altri](https://www.messinamedica.it/2023/03/lavoro-protetto-e-disabilita-psichica-una-questione-irrisolta/). Quindi oltre che dove andremo bisognerebbe chiedersi dove siamo ora.
servirebbero i ghetti per la gente che vota certi personaggi, non di certo per i disabili.
Belli questi libertari, lo stato deve intromettersi il meno possibile
Sempre lo stato
Purtroppo c’è una regressione globale su tutti i fronti per quanto riguarda il rispetto dei diritti, l’eleganza del linguaggio, e la compassione nei confronti dei più deboli. Per quanto riguarda milei oltre al fenomeno globale si aggiunge il fatto che l’argentina ha avuto governi terribili per molti anni, per cui è venuto fuori come opzione “di rottura”.
Si tratta di un pazzo comunque.
> E ora continuate a dirmi che il linguaggio non sia importante, che contano più i fatti delle parole, che non è vero che parlare male porti ad agire male… Continuate, prego, dall’alto della vostra normatività
Qua m’hai perso completamente. Il linguaggio non influenza la cultura ed è un dato di fatto, non c’è nessuna prova concreta che dice che chi usa il termine *fr-cio* spesso poi sia più propenso ad avere posizioni o a compiere azioni discriminatorie nei confronti degli individui queer. Sono due binari cerebrali completamente diversi. Allo stesso modo ma a livello sociale, non c’è nessuna prova a sostegno del danno sociale e dell’impatto ‘virale’ del linguaggio politicamente scorretto (termine vago ma ci siamo capiti) sulle persone circostanti.
Chi ha criticato la riforma di Milei non lo ha di certo fatto per questione superficiale di linguaggio (si son già scusati, tra l’altro), ma per la policy sottostante che mira a tagliare le pensioni di disabilità per le persone con disabilità mid.
Però mi raccomando, destra = sinistra, eh!
A guidare la nazione.
Hitler iniziò così e poi ricordiamo tutti che fine fecero le persone disabili
La retorica eliminazionista porta ai forni crematori.
Spazzatura umana, non mi meraviglia che sia un amico della Meloni.
*Ausmerzen*. Non lo dico con compiacimento ma con profondo dolore. Qualche anno fa Marco Paolini ci fece un bel discorso, se qualcuno si ricorda
In Argentina han fatto una legge ad personam, unico caso al mondo riguardo la disabilità che, diciamocelo, è una condanna di certo per chi ce l’ha e anche è soprattutto per le famiglie.
Per ora il sistema qua in Italia mi sembra che regga, correggetemi se ho commesso qualche errore, e con tutte le difficoltà del caso, ma…. ma all’interno della disabilità, per come la vedo io grave, ci metto anche l’analfabetismo funzionale che sarebbe curabile ma che purtroppo noto sempre più dilagante.
Quale vantaggio politico porta fare una roba del genere?
La crudeltà è il mezzo e la fine.
Che amarezza
Io penso che l’Italia sia un paese eccezionale, i disabili li abbiamo tutti al governo
> E ora continuate a dirmi che il linguaggio non sia importante, che contano più i fatti delle parole, che non è vero che parlare male porti ad agire male… Continuate, prego, dall’alto della vostra normatività: tanto i tagli sulla nostra pelle lacerano la nostra indipendenza. E di questo passo, in tutti il mondo, sarà sempre peggio.
Qua m’hai completamente perso. Parti dai presupposti sbagliati per arrivare alle conclusioni sbagliate.
* Presupposto sbagliato: In Argentina non hanno criticato la riforma per il linguaggio. Cioè sì, ma non solo dato che si son già scusati e fatto retromarcia su quel cavillo. Le critiche stanno nella policy sottostante, che mira a tagliare le pensioni per le disabilità mild.
* Conclusioni sbagliate: Il linguaggio non influenza la cultura. Questa è una cosa che i fan della censura inclusiva devono mettersi in testa. Non c’è nessun nesso tra linguaggio scorretto e posizioni/azioni scorrette. Sono due binari cerebrali completamente diversi. Allo stesso modo, a livello sociale, non c’é nessuna prova tangibile della pericolosità del linguaggio scorretto.
Questa è una gigantesca falla di correlazione e causalità.
Anni di “ognuno pensa di essere il buono” e “non esiste un buono e un cattivo” hanno portato troppe persone a non riconoscere ciò che è banalmente cattivo neanche quando sembra uscito da fumetti.
In questo periodo (ma direi più in generale sempre) è bene ricordare il detto “the only thing evil needs is for good men to do nothing”. Ognuno può fare il possibile nel suo piccolo per ostacolare i palesi stronzi usciti allo scoperto
…stiamo tornando indietro di secoli nella nostra evoluzione…
il linguaggio dà forma alle idee
la crociata anti-Woke fa finta di non comprenderlo ma lo sa benissimo
aprire le porte allo sdoganamento dell’odio aprirà successivamente le porte a idee e leggi reazionarie
Tendenzialmente finiscono in posizioni politiche prestigiose, tipo capo di governo o ministro.
Quelli con gravi problemi mentali, in politica! /s