
Nella sala fredda del policlinico regionale c’erano due dozzine di uomini nelle mutandine. Eravamo stati inviati dal Commissario militare. Dovevamo rimanere troppo a lungo, come i pulcini, perché una voce acuta ci chiamava, uno dopo l’altro, sulle porte alte e bianche del gabinetto. Quelli chiamati recentemente hanno ricevuto il timbro “Apt of Military Service” sul foglio, che hai dovuto riportare al commissario insieme al passaporto, al libretto militare e al record. Non ho visto uno non essere appropriato. Perfino l’uomo che non riusciva a smettere di tossire, respirò con una specie di sussurro e che, involontariamente, tutti noi. Anche il tipo di età con me, che oscillava come un cavo telefonico nel vento (ed era così sottile), e come in trance: “Non dovrei essere qui”. Nessuno dovrebbe, stavo pensando, eppure eccomi qui davanti al medico, ho esaminato superficialmente, con il mio timbro “Apt of Military Service” ricevuto rapidamente, in modo da non tenere il turno.
Perché molti volevano vedere cosa succede in entrambe le varianti della storia: ho pubblicato su Readerswish.com sia un capitolo in cui Artiom firma il contratto sia un capitolo in cui il protagonista non firma il contratto con il Ministero della Difesa di Fruuse.
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di Comfortable-Spare583