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    5 commenti

    1. Ci sono molti altri numeri interessanti, ho messo nel titolo quello che mi ha colpito di più, è altissimo, pensare che 1 donna su 5 smetta di lavorare per badare al figlio.

    2. Andrea__88 on

      Ieri ho avuto da ridire con una collega perché reputava ingiusto che persone con figli avessero un punteggio apposito (a suo dire “così alto”) nelle graduatorie dei perdenti posti (spoiler lei non ha figli), ho provato a farle capire che un trasferimento di una persona con figli potrebbe significare delle dimissioni e che per il nostro ordinamento il bene del minore viene sempre prima, ma niente, mi ha pure accusato di essere amico di Trump (questa non sono riuscito a capirla).

    3. su1cid3boi on

      Quindi l’80% delle donne rimane a lavorare dopo essere diventata madre?

    4. Haylight96_again on

      Se la mia ipotetica moglie mi chiedesse di lasciare il lavoro e fare il padre a tempo pieno, lo farei assolutamente. Soprattutto se non abbiamo il principale ammortizzatore sociale italiano: i nonni vicini. Ovviamente entra in gioco sempre il problema della sostenibilità economica di questa scelta, e ciò è il motivo per cui tendenzialemte ricade sulla donna.

      La differenza salariale tra uomo e donna ancora purtroppo esiste, e se una famiglia è da sola senza supporto dei nonni, purtroppo la prima persona nella coppia a rinunciare al lavoro è quella che guadagna di meno.

      Certo, non ci sarebbe questo problema se ci fosse un capillare servizio di gestione dell’infanzia, asili nido ecc, ma pur non essendo genitore so bene quanto questo sia un grandissimo problema strutturale, che fa si che appunto l’ammortizzatore sociale siano i nonni.

    5. _hole_in_my_soul_ on

      Tutto sommato pensavo peggio. Nonostante gli orari lavorativi da 40 ore/settimana siano incompatibili con la genitorialità e spesso per lavoro ci si deve trasferire lontano da dove si è nati/cresciuti perdendo quindi il sostegno dei genitori, l’80% continua a lavorare.

      Da uomo, se posso, il fatto che solo uno lavori nella famiglia mette addosso un carico psicologico e ansiogeno notevole secondo me. Se per qualunque motivo mancasse l’unico stipendio in entrata sarebbe un dramma

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