
L’auto a Torino rischia di perdere un altro gioiello della sua corona da capitale dell’auto italiana. Martedì i vertici di Italdesign hanno informato le Rsu che la società di car design e ingegneria automotive fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani sarebbe stata messa in vendita dalla capogruppo (Audi), e già oggetto di due diligence, la procedura di valutazione in ottica di possibile acquisizione
«Questa notizia ci rende molto preoccupati — ammette Gianni Mannori della Fiom Cgil di Torino — perché non sappiamo cosa sarà del futuro di un’azienda che è stata ed è ancora un fiore all’occhiello del territorio. Ancora una volta, nei momenti di difficoltà, i gruppi tedeschi preferiscono sacrificare aziende fuori dalla Germania. L’esatto opposto di quanto ha fatto Fiat in Italia che invece tutela le fabbriche all’estero e non quelle italiane».
Tuttavia ci sarebbe più di un gruppo interessato, anche extra-europeo, almeno a sedersi al tavolo e a guardare le carte. Non si parla di società automotive né di fondi di investimento. Ma di multinazionali dell’ingegneria. Lunedì i sindacati informeranno i lavoratori della situazione in corso, in attesa di capire quali saranno i prossimi passaggi. E semmai dovesse esserci un’acquisizione il focus sarà ovviamente sulle garanzie occupazionali e il no a ipotesi di «spezzatini» o esuberi. La società per ora si trincera in un «no comment».
E c’è qualcuno che è contento quando l’economia tedesca va male… in ogni caso l’azienda è in salute, quindi ci saranno compratori ma spero che non siano cinesi (che sarebbe ottimo per loro, almeno farebbero auto decenti esteticamente e più adatte al mercato europeo, solo che sarebbe un altro colpo alle aziende europee)
https://torino.corriere.it/notizie/economia/25_maggio_09/italdesign-audi-ai-mille-lavoratori-l-azienda-in-vendita-qui-nacquero-la-delorean-di-ritorno-al-futuro-e-l-alfetta-54eb3210-7cbc-4405-b0ee-88f99e08fxlk.shtml
di nohup_me
1 commento
>L’esatto opposto di quanto ha fatto Fiat in Italia che invece tutela le fabbriche all’estero e non quelle italiane
Per forza, gli costa un cazzo produrre altrove.