Il nuovo rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro basato su proiezioni Istat mostra come, a causa del calo della popolazione in età attiva, a confronto col 2024, al 2030 in Italia si perderanno oltre 700 mila posti di lavoro, che diventeranno oltre 3 milioni al 2040.
Ciò però avverrà con forti differenze all’interno del Paese. Di qui al 2030, vedi mappa, in numerose provincie (le più scure nella mappa) l’occupazione calerà di oltre il 6%.
Mentre solo in 10 provincie (le più chiare nella mappa) l’occupazione crescerà: Prato +2%, Parma +1.7%, Milano +1,3%, Mantova +1,1%, Bologna +1%, Lodi +0.7%, Monza e Modena +0.5%, Brescia e Piacenza +0.2%.
Peggio andrà al 2040 dove tante provincie perderanno oltre il 20% dei posti di lavoro, mentre si stima solo Parma, Bologna, Milano, Prato e Bolzano perderanno meno del 5% dei posti di lavoro.
per dire, con la crisi del 2008 sono stati bruciati 1 milione di posti di lavoro, è vero che in questo caso i posti persi saranno spalmati in 15 anni tuttavia parliamo di numeri che porteranno sicuramente al default del sistema welfare e forse dell’intero apparato finanziario dello stato.
Kralizek82 on
È una tragedia. E ci sono ancora gli ecologisti che dicono che siamo troppi e che il calo demografico è una cosa positiva.
_hole_in_my_soul_ on
Che rottura sti articoli però. Urlano al lupo al lupo ma effetti concreti non se ne vedono, e tra una cosa e l’altra il paese va comunque avanti.
Downvotate pure, tanto qua basta dire che va tutto male per prendere gli upvote
Behray on
mi piace iniziare la giornata con il sorriso
mustard_ranger on
Sono un po’ confuso. Il titolo dice “Riduzione prevista”, il che mi fa intendere che i numeri positivi siano riduzione effettiva (la riduzione è > 0), mentre i numeri negativi sono aumento dell’occupazione. Ma immagino sia il contrario. Il titolo dice anche che i numeri sono variazioni percentuali, che non risolve l’ambiguità.
Forse il titolista voleva subito lanciare il messaggio “la riduzione cala” sul titolo che invece avrebbe dovuto semplicemente spiegare come leggere il grafico.
Ho mancato qualcosa io nel testo? Purtroppo il browser integrato di reddit (maledetto a lui) non mi apre i link allo studio.
6 commenti
Il nuovo rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro basato su proiezioni Istat mostra come, a causa del calo della popolazione in età attiva, a confronto col 2024, al 2030 in Italia si perderanno oltre 700 mila posti di lavoro, che diventeranno oltre 3 milioni al 2040.
Ciò però avverrà con forti differenze all’interno del Paese. Di qui al 2030, vedi mappa, in numerose provincie (le più scure nella mappa) l’occupazione calerà di oltre il 6%.
Mentre solo in 10 provincie (le più chiare nella mappa) l’occupazione crescerà: Prato +2%, Parma +1.7%, Milano +1,3%, Mantova +1,1%, Bologna +1%, Lodi +0.7%, Monza e Modena +0.5%, Brescia e Piacenza +0.2%.
Peggio andrà al 2040 dove tante provincie perderanno oltre il 20% dei posti di lavoro, mentre si stima solo Parma, Bologna, Milano, Prato e Bolzano perderanno meno del 5% dei posti di lavoro.
Ne ha parlato l’articolo qui ([LINK](https://www.adnkronos.com/lavoro/dati/natalita-consulenti-del-lavoro-con-inverno-demografico-entro-2040-oltre-3-1-mln-lavoratori-in-meno_2hm1COs8fyOtsOVWq5pECp)), ma potete trovare l’intero studio e la sua metodologia qui ([LINK](https://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2025/FS/Rapporto_Rendere_la_sfida_demografica_sostenibile_22052025.pdf)).
per dire, con la crisi del 2008 sono stati bruciati 1 milione di posti di lavoro, è vero che in questo caso i posti persi saranno spalmati in 15 anni tuttavia parliamo di numeri che porteranno sicuramente al default del sistema welfare e forse dell’intero apparato finanziario dello stato.
È una tragedia. E ci sono ancora gli ecologisti che dicono che siamo troppi e che il calo demografico è una cosa positiva.
Che rottura sti articoli però. Urlano al lupo al lupo ma effetti concreti non se ne vedono, e tra una cosa e l’altra il paese va comunque avanti.
Downvotate pure, tanto qua basta dire che va tutto male per prendere gli upvote
mi piace iniziare la giornata con il sorriso
Sono un po’ confuso. Il titolo dice “Riduzione prevista”, il che mi fa intendere che i numeri positivi siano riduzione effettiva (la riduzione è > 0), mentre i numeri negativi sono aumento dell’occupazione. Ma immagino sia il contrario. Il titolo dice anche che i numeri sono variazioni percentuali, che non risolve l’ambiguità.
Forse il titolista voleva subito lanciare il messaggio “la riduzione cala” sul titolo che invece avrebbe dovuto semplicemente spiegare come leggere il grafico.
Ho mancato qualcosa io nel testo? Purtroppo il browser integrato di reddit (maledetto a lui) non mi apre i link allo studio.