
Quando si parla di inquinamento, di solito lo si fa in modo quasi standardizzato, ricorrendo ai concetti tradizionali di surriscaldamento globale, dispersione della plastica, eccesso di smog, etc.
Ma se consideriamo l’inquinamento nel suo senso piú ampio, ovvero l’insieme dei danni causati alla Natura dalle azioni umane, ci accorgiamo che esiste un pericolosissimo inquinamento chimico: gli esseri umani nello svolgimento delle loro varie attività rilasciano nell’ambiente centinaia di sostanze tossiche, le quali contaminano falde acquifere, alimenti, interi ecosistemi.
L’articolo che condivido é ad esempio una riflessione sui danni prodotti alla salute umana dal glicerofosfato, sostanza ampiamente usata in agricoltura; si potrebbero citare anche altri pericolosi inquinanti chimici come PFAS o le microplastiche(queste ultime mi preoccupano particolarmente ed ho scritto un articolo di approfondimento sul mio blog).
Il problema é come sempre riconducibile alla scelta di privilegiare il profitto rispetto alla Natura (di cui noi esseri umani facciamo integralmente parte, anche se ce ne dimentichiamo): per garantire i folli cicli produttivi dell’economia moderna, stiamo ricorrendo a numerose sostanze chimiche efficienti ma tossiche.
Se da un lato sono le istituzioni governative a dover intervenire con provvedimenti mirati che regolamentino l’utilizzo di queste sostanze chimiche, magari dichiarandone molte fuori legge in base ai dati scientifici già esistenti(citando di nuovo l’articolo, il glicerofosfato é stato dichiarato "probabilmente cancerogeno"), va pure considerato che noi abbiamo un certo potere nel ruolo di consumatori consapevoli.
Iniziare il cambiamento richiede il sacrificio di alcune comodità ma ne puó beneficiare l’intero pianeta.
https://it.euronews.com/my-europe/2025/06/18/pesticidi-una-vita-rovinata-dal-glifosato
di Dystopics_IT
1 commento
Condivido il link alla pagina web del MISE in cui é riportato l’elenco degli inquinanti chimici regolamentati
https://www.mase.gov.it/portale/lista-delle-sostanze-vietate-in-restrizione-o-autorizzazione-in-formato-pdf