
Se bazzicate nell’ambiente, se siete autori e/o lettori di fantasy, forse avrete notato che c’è una forte spinta a supportare il fantasy italiano da parte di case editrici, colleghi autori, profili bookstagram. Ma come siamo arrivati a questo? E sta funzionando?
Un salto indietro nel tempo
Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempofino agli anni 2000. In quel periodo uscivano gli adattamenti de La Compagnia dell’Anello e Harry Potter e la Pietra Filosofaleche hanno avuto un impatto incredibile sul genere fantasy per ragazzi.
I grandi editori hanno fiutato l’opportunità e Mondadori ha pubblicato un’esordienteLicia Troisi, con Le Cronache del Mondo Emerso. La serie ha avuto talmente tanto successo da essere tradotta e pubblicata anche all’estero: un traguardo che la maggior parte degli scrittori (non solo italiani) può solo sognare.
I grandi editori si sono quindi fiondati sul fantasy e hanno pubblicato tantissimi libri scritti da italianiche però non riuscivano a raggiungere la qualità di quelli internazionali. Erano pubblicazioni fatte in fretta, con in mente solamente il guadagno.
E quindi cos’è successo? I lettori, essendo abituati a una qualità molto alta (pensate ad autori fondanti del genere come Tolkien, Pratchett, Le Guin, Brooks e via dicendo) si sono scottati e hanno smesso di comprare i fantasy scritti da italiani. Le case editrici, a quel punto, hanno smesso di pubblicare autori italiani, creando un circolo vizioso da cui adesso facciamo fatica a uscire.
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Perché il fantasy italiano è una nicchia e cosa possiamo fare
di ClockworkLike
7 commenti
Il nostro collettivo editoriale, creato l’anno scorso, ha provato a investigare le cause dell’impopolarità del genere fantasy e di come il settore editoriale nostrano stia sfruttando il senso di rivalsa degli autori, invece di adottare soluzioni che coinvolgano davvero i lettori.
Se avete mai letto fantasy di autori italiani, probabilmente avete idea di cosa stiamo parlando.
Una cara amica che lavora nell’editoria mi dice sempre che il problema di base è che in Italia ci sono più scrittori che lettori. Libri da ombrellone a parte, e il fantasy a naso non rientra nella categoria.
Penso che semplicemente il fantasy in Italia non ha mai tirato. E’ andato forte quello che e’ stato trainato dai film
In quel periodo Mediaset era signora e padrona dei corpi e delle menti e l’unica cosa che tirava era la commedia degli equivoci all’italiana, dove lui si tromba lei che si tromba l’altro che si tromba l’altra
L’italiano medio non legge, a meno che non sia trainato da qualche film che sbanca il botteghino. Hanno venduto un po’ trainati dai film e hanno tirato i remi in barca quando le vendite sono crollate
Il fantasy moderno è basato sul folklore e cultura nordica e celtica. Questa è roba che non appartiene alla cultura italica, i cui miti e folklore sono stati depredati e annientati dalla cultura cristiana.
Broken Stories (il canale youtube) trova perle stupende tra gli autori fantasy italiani odierni. Non penso ci sia una bassa qualità in senso assoluto, semplicemente è una nicchia e quindi ci sono meno vette di bravura per una questione di numeri
Ci sono libri fantasy e di successo, ma vengono venduti senza l’etichetta fantasy sopra per evitare lo stigma. La Einaudi e la Mondadori pubblicano parecchio fantasy italiano con ottimi risultati, se sfogli i loro cataloghi.
Il mercato del fantasy italiano non funziona per la quantità mostruosa di dilettanti e scrittori esordienti che sfornano una quantità abnorme di banalità scritte male, spesso abusando dell’autopubblicazione, per poi commiserarsi e dare la colpa “al sistema che li esclude” o qualunque sia la ragione della settimana, senza mai fare introspezione e capire che scrivono cose orribili.
Questo ha innescato un circolo vizioso in cui si rinforza nei lettori anche volenterosi, l’idea che il fantasy italiano è solo quello.
I libri scritti bene si fanno strada, etichette o meno, ma gli scrittori capaci di lavorarci, con una cultura sufficiente e abbastanza stabili da poter uscire dalla loro nicchia di vendita sono davvero pochi.
Ti faccio un esempio emblematico: il filone di zappa e spada che è nato dal nulla ed è esploso, perché era supportato da scrittori capaci di fare il loro lavoro.
Credo che il mito avventuroso e la cultura cristiana semplicemente non vadano d’accordo. Si è provato a fonderli in esperimenti come Dante’s Inferno. I risultati mi sembrano discutibili.