
Con stime basate su utilizzi medi di 8 ore al giornoper tre mesi (giugno-luglio-agosto):
- Un inverter, in classe A++, può portare a un costo orario tra 0,11 e 0,20 euro, mensile tra i 26,40 e 48,00 euro, e un costo estivo complessivo (90 giorni circa) tra i 79,20 e i 144,00 euro
- Uno Split base, in classe A, invece, ha un costo orario di circa 0,17–0,25 euromentre nei tre mesi estivi può far spendere tra i 122,40 e 180,00 euro
- Più alti ancora i costi per il Multisplit (2 unità), che per un’ora sono tra 0,34–0,50 euro e che su 90 giorni possono attestarsi fra 244,80 e 360,00 euro
Si può poi tentare un calcolo approssimativo per la spesa media per l’estate 2025, presupponendo 3 mesi di utilizzo per 8 ore giornaliere per almeno due apparecchi all’interno di un’abitazione. Il minimo di spesa è di 158,4 per i modelli più efficienti, ma sia arriva fino a un massimo di 720 euro.
https://tg24.sky.it/economia/2025/07/01/aria-condionata-costo-consumi-bollette-Luce?card=4
Inoltre avete mai provato a stare vicino ad un motore di un condizionatore che spesso viene posizionato all’esterno dell’abitazione, oppure vicino ad una macchina in moto che sta usando il condizionatore, od anche all’esterno di supermercati o centri commerciale?
L’aria calda espulsa dai condizionatori contribuisce al fenomeno delle isole di calore urbanepeggiorando la percezione della temperatura nelle città. Questo calore disperso nell’ambiente è un effetto inevitabile del funzionamento dei condizionatori: non fanno altro che spostare il calore da un ambiente (interno) all’altro (esterno).
Bisognerebbe stabilire un tetto massimo di consumo per condizionatori, sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa) che per le abitazioni.
Una misura simile mirerebbe a:
- Ridurre il consumo energetico complessivo: limitando l’uso, si abbatterebbe la domanda di energia elettrica, con benefici sulla produzione e sull’emissione di CO2, soprattutto se l’energia proviene da fonti fossili.
- Mitigare le isole di calore urbane: meno aria calda immessa nell’ambiente esterno significherebbe un ambiente urbano più vivibile.
- Promuovere l’efficienza energetica: le persone sarebbero incentivate a utilizzare modelli più efficienti o a cercare alternative per rinfrescare gli ambienti.
Quanto costa un'ora d'aria condizionata? Impatto su bollette e salute
byu/LePertichenelQLO initaly
di LePertichenelQLO
19 commenti
L’idiozia è stata anche l’aver costruito città senza alberi, che mitigano le temperature, per poi lamentarsi che c’è troppo caldo…
E se ho a+++?
I consumi sono simili anche per i condizionatori industriali? Perché un centro commerciale abbassa la temperatura per un volume d’aria probabilmente equivalente a quello di un quartiere di una grossa città.
Insomma, per quanto sia indubbiamente un’impatto molto importante quello delle unità abitative, mi sono sempre chiesto quale sia quello aziendale e industriale.
Ma quando maimle attività commerciali erano fuori dai centri delle città?
Poi direi che le attività in generale fanno un po come gli pare, mi sembra per legge i condizionatori dovrebbero essere impostati sui 22/24 gradi, invece vedo negozi con porte spalancate e condizionatori a 18 gradi.
> Bisognerebbe stabilire un tetto massimo di consumo per condizionatori, sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa) che per le abitazioni.
La follia che ogni problema possa essere risolto con più controllo da parte dello Stato e più regole… La follia… La follia…
Un condizionatore decente monosplit consuma 1/3 o anche meno di quello che hai scritto, 1kw di assorbimento forse se lo tieni a 18 gradi
>Bisognerebbe stabilire un **tetto massimo di consumo** per condizionatori, sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa) che per le abitazioni.
E come fai? Il problema del feedback è ovvio, ma per dire io non riesco a dormire senza aria accesa (in modalità deumidificatore), ci ho provato ma niente, quindi me lo accendo e ciccia devo sopravvivere
Inoltre avete mai provato a stare vicino ad un motore di un condizionatore?
https://www.youtube.com/watch?v=jv30INwBWCc
Devi metterti a suonare jazz.
https://www.youtube.com/watch?v=afg8d5hy9Ow
🙂
Io lo scorso fine settimana sono andato nella casa al mare dove ho 3 split, l’ho accesi quando sono entrato in casa sabato sera che c’erano 32°C, impostati su 25°C per tutta la notte (11 ore circa) ho consumato 8,3kWh.
Ho un contratto col quale pago la corrente 10 cent/kWh, mi sembrano esagerati i costi indicati in questo post, ma pure se pagassi la corrente 20cent.
Sono dati sballati, probabilmente fatti sui consumi nominali dichiarati.
Un condizionatore nuovo mica lavora sempre al massimo, tenuto acceso sui 24/25° consuma 3/400W…
Comunque anche io vorrei la pace e il fresco nel mondo. Ho una idea: mettiamo un «tetto massimo» alla temperatura che può esserci all’aperto…
Ne approfitto qui: devo comprare un condizionatore ma non voglio spendere troppo, cosa devo cercare? Monosplit che significa? Inverter o non inverter? Grazie!
>Bisognerebbe stabilire un **tetto massimo di consumo** per condizionatori, sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa) che per le abitazioni.
Nah.
secondo me i consumi sono sballati, poi per che temperature sono? noi li teniamo a 28/29, si sta bene uguale e buona parte del tempo è fermo, di notte si programma per accendersi ogni due ore per 30 minuti in mod deumidificatore e va bene così. nei tre mesi estivi paghiamo meno di 250€ di bolletta totale, lavoriamo entrambi da casa e non abbiamo gas
>sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa)
in che senso scusa?
ai negozi andrebbe imposto di chiudere le cazzo di porte se c’è l’aria accesa
>Bisognerebbe stabilire un **tetto massimo di consumo** per condizionatori, sia per le attività commerciali( che vanno riportate fuori dai centri urbani com’era almeno una decina di anni fa) che per le abitazioni.
In generale abbastanza d’accordo con il post, a parte alcuni elementi di questa frase. Sul tetto massimo di consumo posso capire di imporlo alle attività commerciali in casi estremi, ma ai residenti credo che sia del tutto impossibile, se non staccando la corrente.
Per quanto riguarda lo spostamento delle attività commerciali fuori città non ne vedo granché il senso. Se capisco bene, con i modelli di “una decina di anni fa” intendi lo sviluppo urbano per zoning, dove attività produttive, commerciali e residenziali sono fisicamente separate in quartieri diversi. Il modello (molto presente negli USA) ha dimostrato negli anni molte falle soprattutto nella sostenibilità ambientale (ad esempio favorisce gli spostamenti in auto e ne innesca il circolo vizioso a discapito di altri modelli di trasporto), sociale (ad esempio, sono osservati fenomeni di segregazione per classe o etnia, erosione del senso di comunità) ed economica (per le ragione sopra esposte, i costi esterni a carico della comunità come la manutenzione stradale o i servizi pubblici lievitano)
Nulla di quello che ha scritto OP ha senso. Il consumo dipende dall’efficienza della macchina moltiplicata per l’energia che è necessario rimuovere, la quale dipende da: la differenza di temperatura che si vuole raggiungere, la trasmittanza termica totale della cubatura che si vuole raffreddare, le altre fonti di calore interne, l’umidità dell’aria e via discorrendo.
Un condizionatore in classe A da 3kW in una stanza perfettamente isolata di 20 m² che porta aria al 30% di umidità da 30°C a 19 e la mantiene per 24 ore consumerà meno di uno A+++ da 1kW che deve portarla da 40 a 35 con il 90% di umidità e mantenerla in una veranda di 40 m² chiusa con teloni di plastica per anche solo una notte. Questo perché i condizionatori sono termostatati e una volta raggiunta la temperatura impostata devono solo limitarsi a espellere il calore che entra e un volume piccolo di aria asciutta in un ambiente isolato ne farà entrare pochissima portando la macchina a far funzionare il ciclo frigorifero (che è il 90%+ dei consumi di un condizionatore) solo per pochi minuti l’ora.
>Bisognerebbe stabilire un **tetto massimo di consumo** per condizionatori
Amichevolmente, ‘nculet.
Il controllo della temperatura migliora la qualità della vita (percepita) più di qualunque altra cosa. Preferirei mangiare cibo inglese a vita, piuttosto rinunciare al calore d’inverno ed al fresco d’estate. E poi ottenendo cosa, il risparmio di un centinaio di kWh…?
Inoltre sarebbe un’idiozia imporre limiti universali nonostante le differenze geografiche che si incontrano in Italia. Ci sono zone più o meno ventose; zone più o meno esposte al sole; più o meno mitigate da bacini d’acqua o macchie verdi; etc.
1Kw/h mi sembra tantino sinceramente… Forse se lo metto a 20 gradi.
In camera il mio dual split lo accendo a 26 gradi (anche 27 perché poi ho freddo). In stanza ci sono 25 gradi al termostato e consuma 300/350W quindi ~0.08€/ora e ~0.50€/giorno = ~15€ al mese. Classe A++.
Però diciamo che comunque i conti mi sembrano corretti. Dipende tutto da quanto lo si spinge verso il basso.
> Bisognerebbe stabilire un **tetto massimo di consumo** per condizionatori
Ci vorrebbe una legge che quando qualcuno solo pensa “tetto massimo”, zac! bacchettata sui coglioni.