In questi giorni ha fatto molto discutere la vicenda di un ragazzo di Padova che, durante l’orale della maturità, ha deciso di fare scena muta come forma di protesta (collegamento)

    Al di là del condividere o meno il gesto, quello che mi ha colpito di più sono stati i commenti della gente: insulti gratuiti, auguri di disoccupazione a vita, accuse di essere un cretino… tutto perché ha scelto di prendere una posizione, sapendo di pagarne il prezzo.

    E non è un caso isolato. In Italia noto spesso una reazione quasi rabbiosa verso chiunque decida di protestare o cercare di cambiare qualcosa.
    Lo sciopero dei trasporti? “Eh certo, volevano farsi il weekend lungo. E io come vado a lavorare?”
    Gli attivisti di Extinction Rebellion lanciano vernice lavabile su un’opera (protetta)? “In galera e buttate la chiave.”

    Poi però ci si lamenta che le cose non cambiano mai.

    Mi chiedo: perché reagiamo così male verso chi alza la voce o si espone per un’idea, anche quando lo fa in modo non violento e si assume tutte le conseguenze?
    Cosa ci dà così fastidio? Perché in Italia siamo così tanto allergici alle proteste?

    Perché in Italia ci dà così tanto fastidio chi protesta?
    byu/Jesuisbaguettejambon initaly



    di Jesuisbaguettejambon

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    1 commento

    1. Salmoriglio on

      perché siamo un popolo smidollato che preferisce vivere da pecore con un capetto (possibilmente basso/a e pelato) che gli dica come vivere e come pensare che lottare per un miglioramento della vita per tutti. siamo egoisti e miopi.

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