
Ciao a tutti,
Tempo fa mi sono imbattuto nel famoso video YouTube dove Umberto Galimberti, eminente filosofo, si opponeva alla lettura obbligatoria nelle scuole de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni (lo trovate Chi) , proverò qui a confutare le argomentazioni espresse in detta sede.
Galimberti fa in primo luogo, pur riconoscendo in parte la portata immensa del romanzo, questa constatazione: […] il messaggio è che quello che conta nella storia lo fa la Provvidenza e tu non conti un tubo, perché c’è un disegno superiore che risolve tutti"assunzione assolutamente errata e data da un fraintendimento dell’opera.
Il messaggio che l’autore voleva trasmettere con l’opera non è assolutamente quella di un "passivismo cosmico"dell’attendere la Provvidenza. Piuttosto, la Provvidenza è adoperata nell’opera come egida familiare e comprensibile sotto cui riunire un popolo frammentato (quello italiano del tempo) e molto religioso nel fatidico tempo dell’Unità. È una tragedia umana, umile, nell’immensità del cosmo, infinitamente piccoli i quali si intrecciano, a volte loro malgrado, con infinitamente grandi. Solleva poi temi di destino, di libero arbitrio, di moralità ed etica in un mondo fondamentalmente ingiusto, di crescita personale e spirituale. La Provvidenza rappresenta la quasi ontologica fiducia nel disegno superiore (al di là del religioso) e l’agire di conseguenza sulla terra. Nessuno è passivo ma quanto mai attivo, in subbuglio spiritualmente, moralmente e a livello di coscienza e sospinto dal vento delle ere, del cambiamento e del caso. (Pensiamo alle peripezie di Renzo, alla monacazione di Gertrude, a Lucia trastullo in balia di capricci dei potenti, alle visioni dell’Innominato, di Don Rodrigo e agli ammonimenti di Padre Cristoforo)
Continua dicendo "Questo disegno superiore non c’è! […] A me piacciono gli splendidi ragazzi che definisco "nichilisti attivi" i quali riconoscono che esso non c’è […]" introducendo un madornale errore metodologico. Nella confutazione di una tesi, in un argomentazione, bisogna essere quantopiù imparziali possibile, senza introdurre impressioni/idee di carattere soggettivo e personale (credenze, ideologie) ma basandosi su fatti oggettivi. Il filosofo scredita quindi (a suo modo) il romanzo basandosi su un’ideologia personale, un nichilismo innanzitutto insensato (poiché il romanzo è stato scritto in un epoca dove il nichilismo era stato solamente teorizzato in misura ridotta dal signor Fichte, il quale oltretutto lo adoperava per distruggere ogni ideologia) e parziale (non si può metodologicamente negare una tesi contrapponendola ad un’ideologia propria e soggettiva).
Poi una breve disquisizione personale. "I Promessi Sposi" sono il romanzo fondatore e unificatore dell’idioma italiano moderno, hanno quindi anche una valenza storica e monumentale oltre che artistica. Anche volendo, esso non si potrebbe sostituire con alcunché, poiché rappresenta un unicum dal punto di vista letterario. Studiare coevi stranieri sarebbe fuori luogo durante le ore di storia della lingua e della letteratura italiana (piuttosto autoesplicativa), e in patria non vi è alcun autore le cui opere si possano accostare a quelle del Manzoni. Neanche gli autori posteri sarebbero adatti, poiché scritti appunto in un epoca successiva ai cruciali fatti che hanno determinato l’unificazione linguistica (peraltro ve ne sono pochissimi, se non nessuno, con questa ambizione [per chi si riferisse a Nievo]).
Fatemi sapere le vostre opinioni e argomentazioni in merito!
Rimozione de "I Promessi Sposi" dalle scuole
byu/ElPingu_ initaly
di ElPingu_
17 commenti
Orologio rotto segna ora giusta.
I Promessi Sposi sono una trappola logistica, nel senso che sono un libro troppo lungo per essere coperto al livello di profondità che i docenti di scuola superiore desiderano.
Puntualmente i docenti scelgono la profondità a scapito della ampia copertura delle vicende, e quindi ne coprono una selezione di mozziconi e brandelli che lascia lo studente confuso e spaesato.
A livello filosofico, il libro è una buffonata al pari de La Rivolta di Atlante di Ayn Rand, perché un autore non può al tempo stesso proporre una visione del mondo, e una trama (scelta arbitrariamente) che la dimostra.
Uno dei testi più inutili che ci siano. Non interessa a nessuno e nessuno l’ha mai letto e/o studiato integralmente. Condivido l’opinione di Galimberti, anzi, sarei stato ancora più duro e fosse per me farei una bella pulizia di parecchi autori che si studiano a scuola obbligatoriamente. Oserei addirittura dire che l’insegnamento dell’italiano dovrebbe essere completamente rivisto, meno ore di letteratura e più ore per insegnare agli studenti a comprendere ed esprimere concetti in maniera efficace.
Parlo per me e la mia piccola esperienza prima da studente, poi da tirocinante nelle scuole pubbliche e infine da tutor presso alcuni doposcuola: non c’è verso di far piacere quest’opera a degli adolescenti.
La odiano. Ho visto persino gli studenti più brillanti addormentarsi a lezione (io per primo non la sopportavo e ho imparato ad apprezzarla solo da giovane adulto).
Anche gli altrettanto ostici Omero, Leopardi o Dante riescono a fare breccia, nonostante tutto, ma con Manzoni non c’è verso.
Bisognerebbe capire se il problema sia a monte (cambiare proprio il metodo di approccio verso quest’opera). Sicuramente ci saranno altre testimonianze positive ma io vi porto la mia e finora il bilancio è negativo.
A me dispiace che mi sia toccato studiare questo romanzo in un periodo in cui non me ne fregava nulla, e abbia finito per apprezzarlo solo molto dopo. Certo, il modo in cui viene presentato agli studenti andrebbe completamente rivisto: nel mio liceo nessuna classe ne vide mai la fine, però ricordo chiaramente due intere lezioni da due ore, con tanto di interrogazione, sul capitolo in cui Renzo riposa nella capanna. Pregno di temi, eh, per carità, ma è un’opera così vasta che a me sembra un po’ uno spreco approfondire così tanto l’inizio e poi ooops è finito l’anno!
Galimberti -> salta a pie pari
Promessi sposi e Malavoglia. Da saltare a pie pari.
E sono uno che ama da sempre i libri. Ma a quell’età del carico di lupini e di lettura a pezzi, senza capirci un cazzo dei promessi sposi come si studiano a scuola, si può fare a meno.
La scuola distrugge i libri, fare una prima lettura (saltando pure pezzi) dove ci si ferma ogni due righe ad analizzare(il niente) è il modo migliore di far odiare il libro e la lettura.
Non perdonerò la scuola per avermi così completamente rovinato il fu mattia Pascal in quel modo
Vabbè, a parte che basterebbero i primi 5 secondi del video dove dice che vuole togliere i promessi sposi dalle scuole e tutti si mettono a ridere;
buona parte della sua argomentazione si traduce in “non mi piace”, non è una confutazione di metodo…secondo le (scarne) argomentazioni del video allora si dovrebbe togliere pure Dante, che è chiaramente un assurdo.
Non so, così a sensazione mi sa di stronzata sparata in un momento di guardia bassa o di esasperazione…mi porta alla mente quando Dawkins in Expelled disse che credeva nella possibilità che la vita sia stata generata dagli alieni.
ma rimozione di 3/4 della letteratura italiana e non, per quanto mi riguarda.
Sono convintissimo del valore della cultura, mi piace molto leggere ma imparare in generale, ho una laurea magistrale che ho amato, ma porca troia far leggere i libri ai ragazzi è un palo in culo, non serve letteralmente a nulla, non ne trovano alcun valore ne insegnamento. Ti impari la storiella da ripetere all’interrogazione, il giorno dopo la dimentichi. Zeno? Un tizio che fumava. I malavoglia? Quelli siciliani dei lupini. Sono convinto che il 99% non abbia ne preso nulla facendo perdere tempo ad altre materie più utili
Se proprio dobbiamo fare leggere un capolavoro dell ‘800 nelle scuole penso dovremmo scegliere le operette morali. I promessi sposi non sono un libro adatto ad un adolescente, i più lo troveranno noiosissimo. Aggiungiamoci il fatto che devono capire che non c’è il tempo per leggere integralmente un romanzo approfondendo le parti più importanti, l unico modo sarebbe di assegnarne la lettura durante le vacanze per poi parlarne durante l anno, ma siamo realisti, nessuno lo leggerebbe. Le operette morali hanno il vantaggio di poter essere lette per parti senza necessariamente farle studiare integralmente. Inoltre credo che aiuterebbe i ragazzi a superare lo stereotipo su Leopardi e scoprire che in fondo possono anche riconoscercisi
A me sorprende sempre leggere che l’opera riscuote cosi’ poco successo, perche’ a me personalmente ricordo che piaceva molto. Le lezioni in cui leggevamo, parafrasavamo e discutevamo i Promessi Sposi mi sono rimaste nel cuore molto molto piu’ che Omero, per esempio. Mi pare anche di aver pensato, a un certo punto, “ah, finalmente qualcosa di cui capisco almeno a grandi linee il significato senza dovermi fermare ogni tre parole per parafrasare”, quando siamo passati da Dante ai Promessi Sposi.
Riconosco che fossi un’adolescente un po’ fuori dalla norma, magari, ma mi sembra di ricordare (ma sono passati molti anni) che anche i miei compagni non fossero cosi’ schifati e annoiati dai Promessi Sposi – o almeno, non piu’ di quanto non lo fossero in generale anche per altre cose…
Forse e’ perche’ ho avuto la fortuna di avere un professore di letteratura fantastico (era molto apprezzato da tutte le sue classi), e tutt’oggi ricordo le sue lezioni con affetto e nostalgia. Ogni tanto mi tornano in mente certe discussioni che fecimo all’epoca proprio leggendo i Promessi Sposi, e mi fa riflettere quanto siano ancora contemporanee e adattabili alla vita di tutti (e di tutti i giorni).
Onestamente a me sono piaciuti tantissimo da studiare, però potrei essere un po di parte perché mi piacciono i romanzi storici.
I promessi sposi sono l’unico libro che mi abbia mai fatto avere un 10 in Italiano. Soddisfazione enorme, se non fosse che poi la professoressa mi ha obbligato a leggerlo durante un’ora di supplenza con anche alcune studentesse del sociale che poi mi hanno bullizzato per mesi.
Nonostante questo penso che sia un bel libro, forse un po’ troppo religioso per l’epoca, ma se devo scegliere fra Manzoni, Moccia e Volo non c’è proprio gara.
Non sarebbe male se facessero leggere “I Miserabili”.
Basta fregarlo cambiando il titolo:
**LA PROMESSA UNIONE CIVILE**
Sempre odiato I promessi sposi. Il professore delle medie ci faceva studiare a memoria: quando interrogava lui leggeva una riga a caso e tu dovevi sapere cosa fosse successo prima e dopo quella frase. Le interrogazioni duravano anche venti minuti a testa.
Mai aperto il libro a casa. Mai letto.
Dopo la fine delle medie non so neppure dove sia finito il libro.
(Non mi ha mai interrogato, perché lui andava in ordine alfabetico e io ero praticamente una delle ultime)
Tra l’altro mi pare che l’idea di metterlo nei programmi scolastici fu di Manzoni stesso, umiltà zompame addosso.