
Il tanto dibattuto e sbandierato divieto di usare i telefoni cellulari a scuola non è di certo una novità, dato che esiste già da più di vent’anni, ma il Ministero ha ribadito la necessità di renderlo realmente applicabile. Questo ha rimesso la responsabilità nelle mani di dirigenti e docenti, che devono predisporre regole interne e disciplinari per far rispettare la norma. Ogni scuola è quindi chiamata a decidere come organizzarsi, dal ritiro dei dispositivi fino a eventuali sanzioni. La misura non introduce leggi nuove, ma rende urgente affrontare in modo pratico una questione spesso gestita con ambiguità. In questo senso, più che un cambiamento normativo, si tratta di un problema organizzativo e gestionale che ricade sulle singole comunità scolastiche.
https://www.ilpost.it/2025/09/02/divieto-cellulari-scuole-presidi/
di dan_mas
1 commento
Sì, è vero, a scuola (dalle elementari [!!] alle superiori) gli alunni, in classe, devo tenere alta l’attenzione per seguire al meglio le lezioni; l’uso dei cellulari crea ovvia distrazione col rischio che questo infici sui solo risultati ma, soprattutto, sulla loro preparazione. Fin qui, ok, tutti d’accordo.
Tuttavia, trovo questo clima di inasprimento e repressione un filo esagerato, soprattutto perché i ragazzi ci mettono poco ad aggirare il divieto: basta portare un “muletto”, lasciare quello negli armadietti, cattedra o quel che è e la “legge” è bella che aggirata. Io ritengo invece che sia più utile trovare un modo per integrare questi sistemi nella classica (stantia) didattica che ancora persiste nell’italico Paese. Non fraintendetemi: il libro, la carta etc. etc. sono di sicuro uno strumento più efficace per l’apprendimento (credo ci siano un buon numero di studi a riguardo) tuttavia, siamo nel 2025 ed è necessario che la scuola, così come il Paese tutto, stiano al passo con qualcosa che galoppa al doppio della velocità.