Le hanno sequestrato il passaporto e lasciata fuori dal porto di Augusta sotto al sole per ore, senza farle sapere come rientrare a Catania.

    Ma sopratutto La Stampa è uno dei giornali più a favore della Flottila e contro Israele dei giornali italiani. …ricorda “”qualcuno”” che non vuole far entrare dei giornalisti dentro un posto in guerra. Con la differenza che il porto di Augusta non è in guerra.

    Passo tutta la sera a fare autocritica. Rileggo i miei pezzi. Inizio a convincermi che la questione è solo una: il mio lavoro è stato considerato “non allineato”.Quando ho accettato di salire a bordo della Flotilla, speravo di poter fare quello che la mia professione comporta: osservare e riferire. Senza addomesticare. Né farsi addomesticare. Non è stato possibile

    https://www.lastampa.it/cronaca/rubriche/cronache-dalla-flotilla/2025/09/12/news/flotilla-gaza-giornalista-espulsa-racconto-15305790/amp/

    di nohup_me

    Share.

    7 commenti

    1. Still_Feature_1510 on

      Perchè, vi aspettavate altro dai fanatici che rischiano la propria incolumità per la trovata pubblicitaria in questione spacciandosi per attivisti? Sicuramente gente dotata di grandi capacità di analisi e raziocinio

    2. SpartanF77 on

      Se non sbaglio hanno fatto qualcosa di simile con Claudio Locatelli, lui però non l’hanno proprio fatto avvicinare.

    3. La parte relativa al sacchetto del MC mi ha fatto un po’ sorridere, farsi vedere con quella lì avrebbe distrutti a livello mediatico. Puoi avere le intenzioni più nobili possibile ma se mentre provi a fare buone azioni ti nutri da McDonald’s passare da benefattore a malfattore è un attimo

    4. NatoshiSakamoto999 on

      Mi sembrava una bella iniziativa. Si è rivelata l’ennesima inutile passerella promozionale per qualche attivista in cerca di visibilità

    5. Mazzus_Did_That on

      A meno che non ci sia un contesto ulteriore e che effettivamente la Stampa abbia fatto articoli sfavorevoli nei confronti dell’organizazzione o manifestazioni pro-Palestina, mi sembra assurdo che sia stata fatta cacciare così di botto, specialmente se questa giornalista era già in contatto e fatta invitare direttamente dentro da una delle persone legate al progetto intero.

      Posso capire il clima di tensione a seguito degli attacchi e che tutti abbiano paura di possibili informatori o spie (Israele ha il Mossad e sicuramente non si fa problemi a fare il cacchio che gli pare con le sue mosse al di fuori del proprio territorio, specialmente se gli Stati Uniti continuano a parargli il culo), ma spero che questo non venga meno alla possibilità di avere persone all’interno dell’organizzazione capaci di documentare quanto succede che non siano necessariamente di parte.

    Leave A Reply