Volevo chiedervi cosa ne pensate?

    Io ho origini straniere, dal Marocco, e sono nato e cresciuto qui. Quando ho letto questa notizia mi è salita una rabbia enorme. Forse è la mia sensibilità, perché so bene cosa significhi crescere senza compagni italiani accanto e so quanto sono stato fortunato a non trovarmi in quella situazione. Per questo non riesco a stare zitto: quello che stanno facendo a questi bambini è un torto enorme. Senza scuole miste e bilanciate l’integrazione diventa quasi impossibile. In una classe fatta quasi solo di bambini bengalesi è inevitabile che si parli e si giochi nella lingua dei genitori, e così l’italiano resta indietro, insieme alla possibilità di sentirsi parte di questo paese

    La scuola dovrebbe unire, non creare isole separate. Invece rischia di trasformarsi in un pezzo di Bangladesh in Italia. Non è colpa dei bambini o delle famiglie, ma delle scelte istituzionali. La Fincantieri, azienda statale, preferisce importare manodopera a basso costo dal Bangladesh invece di pagare stipendi dignitosi a chi già vive qui. Le conseguenze le paga la società, con quartieri e scuole sempre più squilibrati. Mestre e Monfalcone lo dimostrano

    Così stiamo preparando un esercito di ragazzi senza futuro. Senza pari opportunità linguistiche ed educative, faranno una fatica enorme a integrarsi davvero. E noi? Comune, Regione, Stato? Tutti fermi. A Venezia ci sono 54 scuole primarie: davvero è impossibile distribuire meglio gli alunni? Davvero non si vuole dare a questi bambini, la possibilità di crescere insieme agli autoctoni e diventare cittadini a pieno titolo? Ci mette la firma Fincantieri ad assumerli e a dargli un futuro, quando saranno grandi? Avessi un figlio in quella scuola, anche io farei in modo di trasferirlo altrove, non è razzismo o discriminazione, è logica, è saper riconoscere che sarà un ambiente con disagio e degrado, e probabilmente non facile da gestire, in cui probabilmente in futuro l’amministrazione comunale dovrà cercare insegnanti che sappiano parlare bengalese o andare a prenderle dal Bangladesh

    https://www.ilmessaggero.it/AMP/schede/scuola_elementare_record_stranieri_iscritti_solo_un_italiano_primaria_cesare_battisti_mestre-9089074.html

    di Junior-Conflict6241

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    2 commenti

    1. Junior-Conflict6241 on

      Al di là delle idee politiche, si cosa si vota, mi chiedo perché si permettano certe situazioni e perché non si faccia nulla per evitarle. I bambini di origine straniera non sono la maggioranza in Italia, nonostante il calo delle nascite tra gli italiani autoctoni, quindi chi pensa il contrario si sbaglia

      Perché allora succede che in alcune scuole ci siano classi quasi interamente composte da bambini di una sola comunità, come quella bengalese? A me sembra un errore enorme. Se a Venezia ci sono 3.000 bambini della primaria, di cui poniamo 100, 200, 300 o anche 700 di origine straniera, basterebbe distribuirli meglio

      L’obiettivo dovrebbe essere semplice: classi equilibrate, dove gli alunni di origine straniera non siano mai la maggioranza e siano anche diversificati. Se ho 4 prime e 3 bambini di origine bengalese, 3 di origine marocchina, 3 di origine albanese, 3 di origine cinese e 25 autoctoni, li divido tra le classi. Così nessun gruppo resta chiuso su sé stesso, si impara l’italiano, si fanno amicizie diverse e si cresce insieme. E da grandi il comportamento resta aperto, non chiuso solo nel proprio background. Non è logico? Non è più giusto per tutti?

    2. AboveTheSeaOfNoise on

      > Senza scuole miste e bilanciate l’integrazione diventa quasi impossibile. In una classe fatta quasi solo di bambini bengalesi è inevitabile che si parli e si giochi nella lingua dei genitori, e così l’italiano resta indietro, insieme alla possibilità di sentirsi parte di questo paese

      Ben detto.

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