
Condivido interamente la posizione del ministro estone per le questioni digitali, riporto la frase per me piú significativa: "Un limite di età sui social media sarebbe una cosa molto semplice da fare, ma i paesi dovrebbero invece investire in una migliore istruzione per l’era digitale".
Si tratta della voce di un piccolo paese UE, tuttavia la forza di un’idea non dipende soltanto dall’importanza di chi l’ha espressa.
https://www.politico.eu/article/estonia-liisa-ly-pakosta-breaks-the-ranks-on-minors-protection/
di Dr_Neurol
5 commenti
Piú educazione digitale, meno divieti…gli adolescenti vanno coinvolti e responsabilizzati in questa battaglia per un uso piú sano dei social network.
E daje…
Certo, ma la fantomatica “educazione migliore” richiede 1-2 generazioni e uno sforzo sociale collettivo che pochi avranno tempo, modo, voglia e capacità di fare.
Modalità d’accesso limitate e non aggirabili possono alleviare SUBITO il problema.
Ma stranamente questa forma di benaltrismo virtuoso riesce sempre a far presa.
“Per tutelare le morti su strada non basta limitare la velocità massima per strada, ma bisogna fare educazione stradale”
La forza di una idea si misura in come essa viene argomentata. Se mi argomenti dicendo che qualcosa è difficile, mi aspetto che tu mi offra almeno i concetti di un piano per affrontare questa difficoltà, altrimenti io te la vedo come una sparata populista per liberali che si sentono superiori.
Certo, vanno addestrati, preparati, ma nessuno è pronto ad affrontare una discussione su quanto sia difficile e costoso (economicamente e politicamente) ora.
Concordo in pieno, i divieti non servono a nulla e millenni di storia sembrano non aver insegnato nulla a nessuno. Porre un divieto è la strada più semplice, salvo poi accorgersi che bisogna implementarlo per bene, vedi il Regno Unito dove il divieto è stato aggirato da VPN, id scaricati online e foto di Spongebob.
Chi vuole risolvere veramente il problema si ferma, pensa ed educa, il divieto non insegna nulla a nessuno!