
Il conflitto Mosca-Baku: una sconfitta strategica senza precedenti della Russia
Dopo la vittoria dell’Azerbaigian nel conflitto di Karabah e la completa reintegrazione della regione, l’influenza della Russia nell’area si è ridotta notevolmente. Baku, sempre più fiducioso nelle proprie forze e nel proprio sostegno, sembra determinato a ridurre la sua dipendenza da Mosca.
Le relazioni tra Azerbaigian e Russia sono entrate in una nuova fase, segnata da cautela strategica e interessi divergenti, ma ben mascherati sotto apparenze diplomatiche.
Ieri, a Dusanbe, è iniziato l’incontro tra il presidente della Russia, Vladimir Putin, e il leader dell’Azerbaigian, Ilham Aliev. Il fatto che i due leader si siano incontrati dimostra che, nonostante le divergenze, i canali di comunicazione restano aperti. Si tratta più di una posizione di posizionamento che di un autentico partenariato.
Le tensioni tra Russia e Azerbaigian sono andate oltre le semplici divergenze diplomatiche. Dietro le quinte si nasconde un importante confronto geopolitico, con implicazioni energetiche, economiche e di sicurezza per l’intera regione eurasiatica. Molti analisti si sono chiesti cosa abbia portato a questa silenziosa ma profonda rottura tra il Cremlino e l’amministrazione di Baku.
Per l’opinione pubblica, il conflitto ha cominciato a far discutere dopo due episodi di tensione: la rottura di un aereo civile sopra Groznîi, nel dicembre 2024, e il rifiuto del presidente Ilham Aliev di partecipare alla parata del 9 maggio 2025 a Mosca.
Ma questi erano solo pretesti. La vera causa della rottura è l’enorme perdita di influenza e di denaro della Russia, generata dall’ascesa dell’Azerbaigian come attore energetico strategico sul mercato europeo.
📉 Mosca perde soldi e influenza a causa di Baku
La Russia perde miliardi di dollari e gran parte della sua influenza politica in Europa, e il Cremlino ritiene l’Azerbaigian colpevole di questa situazione.
I funzionari russi erano convinti al 100% che l’Europa non sopravvivrà senza le risorse energetiche russe e che, nonostante le sanzioni occidentali, i paesi dell’UE continueranno ad acquistare gas da Gazprom.
Ma sul piano attentamente calcolato del Cremlino è intervenuto l’Azerbaigian, con una dottrina energetica attiva e un sistema di gestione dei gas meridionale, che parte dal Mar Caspio e arriva fino all’Europa centrale.
📉 Il Cremlino ha sottovalutato il potenziale di Baku
I funzionari russi presumevano che l’Azerbaigian non avesse riserve sufficienti per fornire gas a tutta l’Europa. Pertanto, il Cremlino ha lanciato disinformazione, sostenendo che il gas consegnato da Baku proveniva effettivamente dalla Russia.
Le entrate della Russia nella piazza europea dell’energia ammontano a 250-300 miliardi di dollari all’anno. Chi, tra gli analisti del Cremlino, ha ipotizzato una prognosi così disastrosa?
📉 Azerbaigian – La soluzione dell’Europa dopo l’Ucraina
Dopo la guerra della Russia contro l’Ucraina e l’imposizione di sanzioni globali sul petrolio e sul gas russi, l’Europa è stata costretta a cercare nuove fonti di approvvigionamento.
L’Azerbaigian era preparato: dal 2020 fornisce gas all’Europa meridionale e orientale attraverso il corridoio meridionale.
Baku ha proposto alla Commissione europea l’accesso al proprio gas, ai propri tubi e alle consegne stabili. Firmato un memorandum energetico tra l’Azerbaigian e Bruxelles
📉 Crescente domanda di gas azerbaigiano
Tra gli stati in attesa di ricevere il gas Azer ci sono: Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Ucraina. Quest’ultima ha già ricevuto i primi volumi pilota attraverso l’Ungheria.
Nel continente europeo è in corso una guerra energetica silenziosa tra Baku e Mosca, nella quale l’Azerbaigian ha un punteggio devastante: 12-0 a favore dell’Azerbaigian.
Germania, Polonia, Ucraina, Slovacchia e Repubblica Ceca, che si basavano sul gas russo, passeranno costantemente al gas Azer nel periodo 2026-2027.
📉 Contratti e riserve di transito strategico
Gli Stati coinvolti nel transito del gas sono: Azerbaigian, Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Slovacchia. Secondo la compagnia British Petroleum, le riserve individuate nell’area azera del Mar Caspio comprendono:
🏭 oltre 2,8 trilioni di m³ di gas naturale 🏭 oltre 1,6 miliardi di tonnellate di petrolio 🏭 Solo il giacimento di Shah Deniz contiene circa 1,4 trilioni di m³ di gas
L’Azerbaigian garantisce completamente il fabbisogno energetico della Georgia e offre la sicurezza energetica regionale. Allo stesso tempo, riceve centinaia di milioni di dollari dal transito di petrolio, gas e merci all’interno del Middle Corridoio Est-Ovest, che collega la Cina all’Europa e viceversa.
📉 estensione al Medio Oriente
Nell’estate del 2025 si è verificato un evento storico: la firma di un memorandum sull’inizio delle consegne di gas dall’Azerbaigian alla Siria.
In preparazione è la consegna del gas israeliano attraverso l’Azerbaigian, nell’ambito del progetto Tamar, utilizzando le rotte Tanap-Tap-Tapi per il trasporto verso l’Europa centrale.
In totale, 12 paesi ricevono o riceveranno i gas Azer: Turchia, Georgia, Italia, Grecia, Albania, Bulgaria, Romania, Ungheria, Austria, Germania, Slovacchia, Ucraina e Siria.
📉 infrastrutture energetiche bypassando la Russia
I progetti “Corridoio Sud del Gas” e “Baku-Tubilisi-Ceyhan” consentono il trasporto di risorse senza coinvolgere la Russia.
In Russia questi sviluppi sono percepiti come una minaccia diretta e le autorità stanno cercando di colpire l’Azerbaigian con rappresaglie contro la diaspora azera.
Il ministro russo dell’Energia, Sergei Ţivilev, ha ammesso: “Non possiamo e non siamo in grado di contrastare la penetrazione dell’Azerbaigian nel mercato energetico europeo – non abbiamo abbastanza risorse”.
📉Duro colpo: contratto Exxonmobil
Un’altra brutta notizia per la Russia arrivò il 7 agosto 2025, quando Exxonmobil e Socar firmarono a Washington un contratto da 20 miliardi di dollari per lo sviluppo di nuovi giacimenti di petrolio e gas al largo delle coste azere.
Exxonmobil estrae 30-40 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno dal giacimento di Tengiz in Kazakistan. Si prevede che questo petrolio verrà trasportato dall’Azerbaigian, aggirando completamente la Russia e lasciando senza volume il Consorzio Caspic (CPC) e i terminali di Novorossiisk.
📉 Corridoio Zangezur e perdita del controllo russo nel Caucaso
L’apertura del corridoio Zangezur, chiamato anche “ponte Trump (Tṙpp)”, riduce completamente l’influenza della Russia sulle rotte logistiche nel Caucaso meridionale. Questo corridoio consente all’Azerbaigian di diversificare le comunicazioni stradali, ferroviarie e di gasdotti con la Turchia e l’Europa, senza dipendere dalla Georgia.
Inoltre, la presenza militare americana ai confini dell’Armenia con Iran e Turchia ha costretto l’Herevan a chiedere il ritiro delle truppe dell’FSB e a ridurre la presenza russa nella regione.
📉 Russia in totale difensiva
Tutte queste evoluzioni – nelle quali l’Azerbaigian ha giocato un ruolo centrale – hanno portato ad un massiccio ritiro della Russia. La politica di diversificazione energetica di Baku ha trasformato il Paese in un partner essenziale per l’Europa e il Medio Oriente, da cui dipende direttamente la sicurezza energetica di alcuni Stati chiave dell’UE.
📉 Festa finale: la Russia ha perso
Entro la fine del 2025, la Russia ha perso completamente il mercato energetico europeo, cedendolo all’Azerbaigian. È il risultato di una politica di approvvigionamento di Baku, che ha diversificato nel tempo rotte e partner.
📉 Come finirà il conflitto tra Russia e Azerbaigian?
Non si concluderà con nulla di concreto, a parte le minacce e le pressioni sulla diaspora azera. Putin proverà a ricucire il rapporto, ma è troppo tardi.
La Russia ha perso il controllo sull’Azerbaigian tra il 2020 e il 2024, prima perdendo il controllo sulla Karabah e poi ritirando le sue truppe.
Intanto in Russia brucio raffinerie e terminali petroliferi. E la popolazione entra nell’autunno e nell’inverno senza gas, senza riscaldamento e senza speranza.
Gusein samedzade non Sgs
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di KingBlana
4 commenti
Rusia a încercat să-si mențina influența asupra Ucrainei, Georgiei, României și pentru a încerca să controleze exportul de resurse către Europa.
Din seria “no stupid questions”: si noua ne iese ceva ca trece tot gazul ala pe la noi? Macar gaz mai ieftin de ar fi.
Also, Azerbaidjan, ugh! Ma bucur ca am gasit o alternativa la gazele din Rusia, dar nu pot sa zic ca-mi place ca alternativa e Azerbaidjan.
Ma cac pe guvernul azer.
Fascisti mai infecti nu exista.
Deci deaia imputitul de putin se milogea catre azeri si isi cerea scuze de “tragedia” doborarii avionului civil.
Are dreptate Garry Kasparov cand spune despre cum sa abordezi dictatorii. Trebuie sa areti forta, nu negocieri si slabiciuni. Azerbaijanul demonstreaza ca are dreptate.
Multa muie, comunisti criminali teroristi imputiti.