


🇱🇹🇱🇻🇪🇪 Come sono state le economie baltiche negli ultimi 100 e più anni?
Cosa ha portato il periodo tra le due guerre e cosa ha lasciato dietro di sé l’era sovietica?
Di seguito è riportato un collegamento ad accesso libero alla mia tesi di dottorato a Oxford e alcuni punti chiave sul lavoro.
🧾 Essenza: l’opera presenta il primo PIL pro capite calcolato in modo affidabile per Lituania, Lettonia ed Estonia per il periodo 1919-1995 e collega tali cifre con dati moderni. Il risultato è una cronologia continua degli indicatori economici chiave per i paesi baltici dal 1919 al 2024, che copre il periodo tra le due guerre, la seconda guerra mondiale, l’occupazione sovietica e i tempi moderni.
💡 Realtà tra le due guerre: la Lituania era uno dei paesi più poveri d’Europa, mentre la Lettonia visse un “periodo dell’oro”, raggiungendo lo sviluppo di Italia e Finlandia.
🛡️ Economia chiusa: l’isolamento economico della Lituania ha aiutato a evitare la Grande Depressione.
🏭 Eredità tra le due guerre: i Paesi Baltici videro una rapida crescita dell’industria e dell’istruzione, insieme a forti valori egualitari e alla protezione della proprietà privata, creando “capacità sociali” per la crescita capitalista del dopoguerra.
⚙️ Industrializzazione socialista: i sovietici costruirono su quelle stesse basi: la popolazione socialmente avanzata fu trasferita in fabbriche moderne. Il modello socialista, basato sulla brutale migrazione forzata dai villaggi alle città, ha inizialmente favorito una crescita rapida (fino al 1968, tra le più alte in Europa).
📉 A partire dagli anni ’70, la crescita ristagnava e nel 1989 i paesi baltici non erano più vicini agli standard di vita dell’Europa occidentale di quanto non lo fossero stati nel 1938.
🧱 Perché il modello ha fallito: il sistema sovietico non ha creato le giuste “capacità sociali” per la modernizzazione o l’innovazione: trasferimento tecnologico limitato dall’Occidente, ricerca e sviluppo inefficiente, assenza di incentivi al profitto e segnali di mercato mancanti.
💥 Crisi trasformativa: dopo l’indipendenza, il passaggio al capitalismo ha causato un calo del PIL pro capite di circa il 40% – simile al declino della Seconda Guerra Mondiale. Le fabbriche inefficienti crollarono, ma emersero nuovi settori di servizi.
🏛️ Successo delle riforme: gli Stati baltici sono gli unici paesi post-sovietici ad aver implementato con successo le riforme del libero mercato.
🧭 Perché ha funzionato: il ricordo dell’indipendenza e della proprietà privata tra le due guerre, la spinta sociale a “ritornare in Europa” e la promessa di adesione all’UE hanno contribuito a sostenere il percorso di riforma. Le “capacità sociali” per la crescita furono ricostruite e gli investimenti occidentali cominciarono ad affluire.
📊 Dal 1989, la Lituania è emersa come quella di maggior successo. Ha ridotto il divario con l’Europa occidentale di 25 punti percentuali, trasformandosi da paese baltico più povero a paese baltico più ricco.
🇱🇻 L'”età dell’oro” della Lettonia è stato il periodo tra le due guerre, 🇱🇹 quello della Lituania è adesso.
Per coloro che desiderano esplorare la tesi e i dati, ecco il collegamento ad accesso aperto: doi.org/10.5287/ora-w4m7beqqg
325 pagine di dati confrontabili con i dati globali di Our World in Data: https://ourworldindata.org/grapher/gdp-per-capita-maddison-project-database?tab=line
https://www.reddit.com/gallery/1o6cehw
di mapklimantas
3 commenti
You can discount the Soviet era completely, GDP there only shows that Lithuania was more agricultural, while Latvia + Estonia had more factories to make electronics and other stuff in a production cycle that wouldn’t be viable under free market economy. And as a parallel effect to that, had larger influxes of Russian population and construction tied to building those ugly soviet blocs for them to live in, so it’s all fake GDP anyways.
*Why the model failed: the Soviet system didn’t create the right “social capabilities” for modernization or innovation — limited tech transfer from the West, inefficient R&D, no profit incentives,* ***and missing market signals****.*
Because in the planned economy model (which essentially was the Soviet economy) there is no market and market-related factors which could be taken into account.
Thanks for sharing.
the Lithuanian jump is very impressive.
I am curious to see the justification for including Finland in the W-periphery. While, during the Cold War, it arguably was part of the 2nd world, by today’s standards it is a much more advanced country than Southern Europe and by most is considered to be in the same class as the Scandinavian countries.