La nuova finanziaria del Governo Meloni ridurrebbe infatti il contributo pubblico annuale da circa 95 a 85 milioni di euro nel triennio 2025-2027, una diminuzione del 10% che metterebbe a rischio il 15% del personale scientifico. Giorgio Metta, direttore scientifico dell’istituto, ha lanciato l’allarme durante un’audizione in commissione bilancio al Senato lunedì 3 novembre 2025, chiedendo il ripristino dei finanziamenti originari di 100 milioni

Per l’Iit, la legge istitutiva del 2003 prevedeva un finanziamento pubblico stabile di 100 milioni di euro l’anno, poi gradualmente sceso fino a 91 milioni nel periodo 2018-2022. Nel 2023, la prima manovra del governo Meloni aveva ripristinato il contributo ai livelli originari. Ma la legge di bilancio approvata alla fine del 2023 (per il 2024) ha però nuovamente modificato l’impostazione, introducendo un taglio del 10% per il triennio 2025-2027 e riducendo il finanziamento a circa 85 milioni l’anno. Il taglio è scattato nel 2025, ma l’impatto si è sentito meno perché l’Iit ha potuto utilizzare ancora risorse del Pnrr. Ora, la nuova legge di bilancio per il 2026 ha confermato questa riduzione, senza misure compensative, e l’impatto avrà ripercussioni serie su ricerca e personale

Il direttore scientifico ha spiegato che la riduzione dei fondi si tradurrebbe in un ridimensionamento graduale del personale, stimato intorno al 15% dell’organico: non attraverso licenziamenti, ma limitando le nuove assunzioni e i rinnovi dei contratti a tempo determinato. In pratica, l’Iit bandirebbe meno borse di dottorato e contratti postdoc rispetto agli anni precedenti, riducendo progressivamente l’ingresso di nuovi ricercatori, con il rischio di indebolire la capacità dell’istituto di attrarre talenti internazionali. Secondo Metta, questo avrebbe conseguenze dirette anche sui progetti di ricerca: alcune linee verrebbero rallentate o accorpate, altre chiuse del tutto, rendendo più difficile mantenere continuità nei programmi pluriennali e nelle collaborazioni internazionali già avviate.

Le parole di Metta non sono cadute nel vuoto. L’audizione ha innescato una reazione politica trasversale che ha sorpreso per l’ampiezza del consenso. Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori del Partito democratico ed ex ministro della Salute, si è fatta portavoce della battaglia per il ripristino dei finanziamenti. In un comunicato diffuso dopo l’audizione, Lorenzin ha affermato: “È una decisione miope e incomprensibile, che va contro ogni logica di sviluppo e modernizzazione del paese". L’intervento di Lorenzin ha catalizzato l’attenzione dei parlamentari del Pd, ma la mobilitazione si è rapidamente allargata a tutte le forze politiche. Il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha annunciato che presenterà un emendamento alla legge di bilancio per garantire le risorse necessarie a difendere l’istituto.

Incredibile, per recuperare 10/15 milioni di euro (da girare a qualche sagra della patata in giro per l’Italia) si mettono a fare pure tagli, dovrebbero dargli 100/150 miliardi di euro alla ricerca scientifica, altrochè 100 milioni.

https://www.wired.it/article/istituto-italiano-di-tecnologia-rischia-di-perdere-fino-a-200-ricercatori-governo-finanziaria/

di nohup_me

9 commenti

  1. Ereptile-Disruption on

    La ricerca non porta voti, le mancette elettorali si.

    Pensa a quanti bonus con click day puoi fare con quei 15 milioni!

    Comunque è uno schifo assurdo

  2. ntwrkmntr on

    Importante è importare lavoratori pagati 3€ l’ora, del futuro ce ne freghiamo

  3. souvlak_1 on

    Se li girano alle università direi anche not that bad 🙂

  4. Mollan8686 on

    15 milioni di euro su 95, e si grida allo scandalo. Sono enti che andrebbero finanziati con numero 10-100 volte più elevati. Ovviamente solo dopo che le università pubbliche sono a posto con i fondi, altrimenti si crea alla stessa puttanata fatta a Milano con Human Technopole, dove hanno comprato strumenti top gamma buttando via tanti soldi per nulla, le borracce taggate e i PhD student (postdoc) prendono 1600€/mese (2200€) mentre le università stanno con i cessi senza carta igienica e il personale al minimo tabellare senza contributi

  5. AlexCampy89 on

    A cosa servono gli scienziati e i ricercatori se abbiamo tassisti, balneari, cuochi, camerieri, lavapiatti e baristi? Non avete voglia di lavorare eh! /s

  6. agiudice on

    *”e che ti pare che siamo all’america???*
    *Bisogna fare la gavettaaahh!!!”*
    -Politico italiota medio

    Dove sono quei dementi di r/italiabad ?

  7. SCHazama on

    > intelligenza artificiale

    Stavamo andando così bene con la catastrofe, e poi mi dovevate nominare una cosa buona

    Comunque, bene così con questo governo che è una lunga riga rossa nel bilancio.

    La grande arte di annullare tutto il bene precedente (quando esistente). Che bellezza.

  8. AkagamiBarto on

    Ahh, la tecnologia.. una delle poche risposte che abbiamo all’invecchiamento della popolazione e la definanziamo.

    Ma bene, ma bene.

    Quale fetta di elettori vuole deludere oggi questo governo? Techbros e co? O si va per vie private che piacciono tanto?

    Dai, spero un giorno possa esistere un mondo tech di sinistra. Politicamente parlando. Ad oggi, purtroppo, c’è tanto sentimento antitecnologia nelle fasce più radicali. Che è uno dei motivi per cui ho preso un percorso separato e non mi sono unito ad altri partiti “”famosi””

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