Dal 10 novembre al 21 novembre il Brasile ospita la 30ª Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici organizzata dalle Nazioni Unite, in programma a Belém, nel Parà. Luogo e data sono simbolici: Belém è la porta dell’Amazzonia e proprio in questi giorni 10 anni fa l’Accordo di Parigi impegnò il mondo a contenere il riscaldamento climatico entro i due gradi.

https://www.rainews.it/maratona/2025/11/cop30-brasile-accordo-clima-riscaldamento-globale-lula-foresta-fondi-belem-f8320ad1-6eb7-4647-b6f8-6f937d3ac705.html

di mirkul

3 commenti

  1. Poco fiducioso anche io, mancano tanti interlocutori, l’impressione è che tra i politici moderni ci sia poco interesse per l’argomento, anche se mi sembra che ci sia più interesse di quanto riportato, almeno dai giovani, da una parte della popolazione e anche da non poche aziende.

  2. Notapostaleagent on

    La gente ancora crede veramente che in un sistema economico che vuole una crescita continua senza alcun tipo di restrizione in cui letteralmente più qualcuno è disposto a calpestare il prossimo e più vince, possa esserci un accordo sul clima?

    Davvero pensate ci i produttori di petrolio e carbone permetteranno questo? I loro soldi sono molto più forti di qualsiasi altro interesse pubblico, questo è il sistema in cui viviamo, la ricchezza e i soldi comandano e chi ha più soldi ha più potere, semplice e sicuro. Nessuno è incorruttibile e tutti si lasciano comprare e se nel caso viene fuori uno che non si piega, lo si elimina in qualche modo.

    Secondo voi il fatto che i miliardari si stiano comprando dei bunker in giro per il mondo e mettendo da parte scorte è un caso?

    Hanno siglato il destino dell’umanità già da molto tempo, noi siamo solo in mezzo alla conseguenza di quelle decisioni.

  3. Nosciolito on

    Continuare a chiedere a chi ha creato la crisi ambientale di risolverà è talmente idiotico da rasentare la malafede.

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