Negli ultimi mesi si è spesso parlato di riforma della legge elettorale. Questo perché in caso di formazione della coalizione tra PD e M5S alle prossime elezioni, il centrodestra potrebbe perdere quasi tutti i collegi del sud.

Certo, vincerebbe al nord, ma ai fini della parte maggioritaria "riflusso dell’altoparlante" moltissimi voti in Veneto e in Lombardia a causa del margine troppo ampio di vittoria.

La soluzione? Per la Camera è semplice, ed è proprio quella che si vocifera: un Luce di porcellana, ovvero un proporzionale con premio di maggioranza nazionale che scatterebbe al raggiungimento del 40% dei voti. Ma al Senato una legge del genere non può essere applicata! Il Senato deve essere eletto su base regionale, secondo i dettami dell’articolo 57 della Costituzione.

Ho quindi deciso di cimentarmi nella costruzione di qualche semplice scenario, ipotizzando che la distribuzione dei voti a livello territoriale non cambi:

  1. vittoria del CDX di 1.7 punti percentuali: rispetto al 2022, il centro dimezza i voti, il 30% vanno al CSX e il 20% al CDX
  2. vittoria del CDX di 4 punti percentuali (A): come sopra, ma il centrodestra aumenta anche i propri voti del 5% (NB: non di 5 punti percentuali!)
  3. vittoria del CDX di 4 punti percentuali (B): come il primo scenario, ma il M5S perde il 15% dei voti

Non ho assegnato il seggio della Valle d’Aosta in quanto è impossibile da prevedere senza conoscere quali coalizioni si formeranno a livello locale.

Come si può vedere, il centrodestra non riuscirebbe in nessun caso ad ottenere una chiara maggioranza assoluta, che con i 5 senatori a vita è fissata a 103 seggi. Anche un premio di maggioranza a livello regionale (che non mi è chiarissimo se sia costituzionale) non cambierebbe la situazione, in quanto non risolve la questione della cattiva geografia elettorale.

Il migliore sistema elettorale per la destra sembra essere un proporzionale D’Hondt. Grazie all’alta soglia di sbarramento implicita, ridurrebbe il centro all’irrilevanza e sarebbe quasi neutrale rispetto alla geografia.

Le prossime elezioni sono dunque meno scontate di quanto mostri la semplice apparenza del numero dei voti. A meno di una chiarissima valanga di destra, il Senato potrebbe essere appeso ad un filo, come nel 2006. Addirittura, in caso di quasi pareggio, si potrebbero formare due maggioranze diverse: una di destra alla Camera, e una di sinistra al Senato.

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di Rappus01

4 commenti

  1. JustSomebody56 on

    Però aspetta.

    non è così semplice, gli elettori non sono solo dati su foglio protocollo, sono persone e sviluppano opinioni.

    E non scorre buon sangue nel Campo Largo, secondo me (giustamente direi), e la vittoria in Toscana non si può definire come prova della stabilità dell’alleanza.

  2. Pleasant_Pheasant3 on

    Le priorità degli italiani evidentemente coincidono con una nuova legge elettorale per avvantaggiare i partiti al governo

  3. SparePerspective000 on

    Analisi molto importante. Per uno come me che non ci capisce niente di leggi elettorali tutto ciò aiuta molto a schiarire le idee, tendo ad affidarmi soprattutto ai sondaggi per capire l’andazzo giungendo a conclusioni affrettate.
    Grazie OP

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