
Stop delle cokerie, cassa integrazione per 6000 entro gennaio, assenza di trattative consolidate. Oggi l’incontro dei sindacati con i lavoratori: "Piano da respingere in toto"
https://www.rainews.it/amp/articoli/2025/11/ilva-salta-il-tavolo-altri-1200-cassintegrati-sindacati-lunico-obiettivo-del-governo-e-la-chiusura-cassintegrati-83cc10fa-eedc-49d9-9d9b-23d5c26feafc.html
di mirkul
6 commenti
Bruttissimo clima, sembra quasi impossible una soluzione positiva se neanche il governo ci prova veramente.
Tenerla aperta costa troppo per via dei costi economici. Chiuderla costa troppo per via dei costi politici e i costi economici di bonifica ambientale ed indotto. Il governo è in una specie di paralisi sull’ilva, non sa cosa fare, indi per cui la tiene in uno stato di accanimento terapeutico, sperando che prima o poi il problema si risolva da solo ( o glielo risolva un magico deus ex machina venuto da non si sa dove, probabilmente Bruxelles).
Per la gente più informata: i soldi del PNRR/110 non potevano essere investiti nell’ILVA per clausole sulla concorrenza o sono proprio i nostri governanti ad avere la mamma che bruca in alta montagna e quando avevano l’occasione buona hanno preferito far rifare le facciate delle villette?
No, perchè sto bubbone è un decennio almeno che sta scoppiando.
La gestione politica e sindacale di ILVA e’ e rimane assolutamente senza senso, con un livello di rischi, vincoli e costi che si dovrebbe accollare il subentrante tali che nessuna azienda seria (e non sono mica tante in un’industria cosi pesantemente capitalizzata e con inerzie di costo spaventose) puo’ veramente prendersi carico dell’impianto se non per qualche calcolo di brevissimo termine che finira’ male.
Suggerisco di leggere i vari articoli scritti negli anni da Seminerio, che segue il tema da anni e lo tratta sempre in modo molto critico a 360 gradi
Stop delle cokerie vuol dire che sarà molto difficile rimetterle in funzione. La maggioranza delle cokerie consistono in forni di distillazione a batteria che collassano se si vuotano completamente.
Se si vuole tenere aperta una acciaieria a Taranto per non distruggere il tessuto economico locale tarantino ed avere una acciaieria in Italia che possa fornire acciaio pulito che non bruci carbone non esiste soluzione se non quella di avere letteralmente una centrale nucleare a Taranto. Non basta usare altiforni ad arco elettrici perché bisogna ridurre il ferro grezzo che arriva (che è ossidato) e l’unico modo per farlo è andare di elettrolisi e usare idrogeno in modo che il sottoprodotto non sia CO2 ma acqua.