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    9 commenti

    1. Wise_Stick9613 on

      >Secondo il rapporto il 57% dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici italiani è altamente “esposto” all’impatto dell’IA nella propria attività, ovvero sarà interessato da una forte interazione tra le mansioni svolte e quelle che gli algoritmi sono in grado di svolgere. Questa interazione potrà tradursi in un arricchimento delle attività grazie all’apporto dell’IA, oppure in una sostituzione dei lavoratori.
      >
      > Tra i lavoratori altamente esposti, gran parte (l’80%) potrebbe integrare l’intelligenza artificiale nel suo lavoro, ottenendo notevoli miglioramenti.
      >
      > Ma c’è un 12% a rischio di sostituzione: sono vulnerabili ben 218mila dipendenti pubblici appartenenti alle professioni meno specializzate, caratterizzate da compiti ripetitivi e prevedibili che potrebbero essere facilmente svolti dall’intelligenza artificiale.

    2. Wise_Stick9613 on

      I miei due centesimi:

      * prima di pensare “godo”, occorre un esame di coscienza: a me fa comodo che altri perdano il lavoro così si risparmia in tasse (già così è abbastanza egoista), ma non succederà lo stesso a me? D’altronde, in Occidente, il terziario è il settore più occupato
      * mi pare difficile cavarsela pensando “tanto il lavoro si trasforma”: è arduo reinventarsi e stare al passo di una macchina, soprattutto raggiunta una certa età. Ma poi anche se si riuscisse a reinventarsi: chi lo assume il 50enne neoformato con 0 anni di esperienza?

      Il problema dell’IA poi è che è un software, e quindi intrinsecamente sfuggevole. Questo secondo me vuol dire che è difficilmente regolabile e tassabile: ci vuole poco a spostarlo in qualche nazione più conveniente.

    3. genesiPC on

      >Intelligenza artificiale: 200.000 dipendenti pubblici a rischio sostituzione

      L’IA ha imparato a timbrare ed uscire a fare la spesa?????? 😀

    4. “Ciao pinco pallo gli orari in cui l’IA risponde sono: lun-ven dalle 11:00 alle 12:30; lun,mer,ven dalle 15:00 alle 16:30”

    5. itamau87 on

      – Step 1: Far usare gratis la IA.
      – Step 2: Fare in modo che diventi parte integrante del tessuto sociale degli stati, ci vorranno anni.
      – Step 3: Passare l’uso della IA a pagamento, 30 miliardi l’anno, pena la disconnessione dal servizio.

      Pensateci bene, se domani Google dovesse decidere di rendere a pagamento, in modo esoso, tutti i servizi, da maps a Gmail, passando per quelli android, cosa succederebbe?
      O addirittura disconnettere una nazione dai sui servizi, ad esempio dopo una sentenza che li condanna ad una salatissima multa.

    6. Gigiolo1991 on

      Nel caso le poste adottassero l’intelligenza artificiale, il 90% dei loro dipendenti potrebbe essere sostituito da qualcosa che fa meglio il lavoro e in modo più rapido

    7. Ma magari, statisticamente l’AI dice (e fa) meno cazzate dell’impiegato statale medio

    8. Electronic_Release66 on

      Ma sono “posti fissi” quindi non licenziabili … ma di cosa state parlando ? Ovviamente un buon 60% composto da nullafacenti con la terza media sarebbe sostituibile anche da un frullatore … altro che IA

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