«Società attraverso la quale trasferivano e reinvestivano — anche in fase di avviamento — i proventi illeciti del clan Senese in modo tale da ostacolare le possibilità di accertamento della loro provenienza delittuosa». Il passaggio, riportato nell’avviso di fissazione dell’interrogatorio di Miriam Caroccia, fa cadere l’ultimo velo sulla ragione imprenditoriale del ristorante Bisteccheria d’Italia e della srl «La 5 Forchette» che lo amministra.

    Dunque, la società di cui ha fatto parte l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro aveva fin dalla sua nascita la funzione di riciclare denaro per il clan camorrista tramite il locale di via Tuscolana. Una attività «aggravata» dall’agevolazione di una associazione col timbro di «mafiosità».

    Il tentativo di Delmastro di prendere le distanze con la cessione delle quotesembra così ancora più fragile. Anche perché Miriam Caroccia nega di avere mai firmato l’atto di acquisizione e di aver mai versato i 5.000 euro in contanti di corrispettivo agli altri soci come dichiarato nel documento del commercialista. Anche su questo Miriam riferirà domani ai pm della Dda e nello stesso giorno verrà ascoltato suo padre.

    Secondo l’invito a comparire, i Caroccia hanno agito «al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale» e così permettendo al clan Senese «di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche, di reinvestire capitali illecitamente accumulati negli anni e di sottrarre i beni e le attività della associazione mafiosa a misure ablative». È quest’ultimo l’altro passaggio chiave perché certifica una volta di più la continuità di Bisteccheria d’Italia con i ristoranti sequestrati a Mauro Caroccianell’inchiesta del 2020 che gli è valsa la condanna.

    La domanda in sta storia è: perchè un sottosegretario dovrebbe investire poche migliaia di euro in una società così “pericolosa”, perchè non le ha vendute ste quote da pochi spicci e perchè le ho volute (o dovute?) acquisire?

    Frattanto perde pezzi anche la giunta in Piemonte (regione di Del Mastro), dove è coinvolto il partito Fratelli D’Italia con diverse figure (tesoriere, e non mi ricordo chi altro):

    L’ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell’Affare Delmastrosi è dimessa anche dalla carica di assessora all’Istruzione e al Lavoro della giunta regionale di Alberto Cirio

    Caso Delmastro, Elena Chiorino si dimette da assessora in Piemonte

    https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_marzo_30/caso-delmastro-affari-famiglia-caroccia-clan-94e79035-cbec-4a54-b2a5-486187b45xlk.shtml

    di sr_local

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    3 commenti

    1. Low_profile1987 on

      C’è un interessante intervento di Saviano su questa vicenda

    2. C’è un sottosegretario del governo che mette su una società con una diciottenne, e non si chiede da dove arrivano i soldi della ragazza.

      La questione è talmente semplice che non varrebbe nemmeno la pena di ripeterla qui, tanto l’hanno detta tutti: o è un delinquente o è un coglione.

    3. MeetingInteresting90 on

      Sta storia della 18enne proprietaria del ristorante ma che però è sconosciuta, mi ricorda la vicenda di Scajola,che viveva in una super casa al Colosseo, ma non conosceva chi la aveva acquistata.
      Solo a loro capitano ste fortune

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