Un interessante articolo scritto dal deputato Jaak Valge e dallo storico Andres Aule. Sebbene White sia un conservatore, è critico nei confronti della madina mediorientale di Trump.

    Tuttavia, è interessante che se Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna (Estonia 200) e presidente della commissione affari esteri del Riigikogu Marko Mihkelson (Partito Riformatore) ha espresso sostegno alle azioni degli Stati Uniti e di Israele, e il leader dell’opposizione Urmas Reinsalu (Isamaa) suisa ha chiesto una dichiarazione di sostegno ancora più forteallora i loro elettori non condividono le stesse opinioni sulla questione della guerra con l’Iran.

    In realtà, non tra gli elettori di nessun partito politico estone non c’è un sostegno schiacciante alla guerra con l’Iran:

    In termini di partiti politici, gli elettori del Partito di Centro sono i più fortemente contrari all’azione militare, ben l’82% dei quali è contrario agli attacchi statunitensi e israeliani, mentre solo il 3,8% è a favore. Il 64,6% degli elettori socialdemocratici si oppone agli attacchi, il 9,1% li sostiene. Il 55,6% dei 200 elettori estoni è contrario agli attacchi e il 22,2% li sostiene; Il 51,3% degli elettori del Partito riformista disapprova l’azione militare e il 16,7% la sostiene.

    Un’opposizione leggermente inferiore alle azioni degli Stati Uniti e di Israele è evidente tra Isamaa, EKRE e la destra. Il 48,5% degli elettori di Isamaa è contrario agli attacchi, il 24,5% lo sostiene. Il 44,3% degli elettori dell’EKRE disapprova l’azione militare, il 18,9% la sostiene. Il 42,6% degli elettori di destra è contrario agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele, mentre il 31,9% li sostiene.

    Di conseguenza, sorge la domanda posta da White e Aule: perché i politici sostengono la guerra di Trump, mentre la nazione nel suo insieme e i suoi stessi elettori individualmente non lo fanno?

    È particolarmente opportuno porsi questa domanda oggi, quando in Medio Oriente è entrato in vigore un cessate il fuoco, i cui risultati includono la sopravvivenza del regime iraniano e, inoltre, l’erogazione di nuovi flussi finanziari a Teheran in cambio di "per grande grazia" consente alle navi di passare attraverso lo Stretto di Hormuz – per 1 milione di dollari per nave.

    https://www.err.ee/1609988487/jaak-valge-ja-andres-aule-poliitladvik-toetab-rundesoda-eesti-rahvas-mitte

    di EarlGrey_Addict

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    2 commenti

    1. NefariousnessPlus292 on

      Sellepärast olen ma loobunud valimistest. Ma ei näe selles segaduste segaduses mitte mingit mõtet. Mulle ei meeldi üldse olla samal arvamusel isikutega nagu Tsahkna ja Mihkelson. Selles küsimuses olen aga nendega samal arvamusel. Tähendab, ei ole. Mina pooldan seda sõda. Tsahkna ja Mihkelson pooldavad tõenäoliselt seda, mida kuskilt kästakse.

    2. Classic93 on

      Üldiselt lähtub Eesti julgeoleku ja välispoliika alati sellest, et seisame liitlaste seljataga ja oleme neid valmis aitama. Ega ka Iraagi sõda ei olnud rahvusvahelise õiguse mõttes legaalne. Siiski Eesti oma väed sinna saatis, et liitlasi toetada.
      Kui peaks Eestis mingid rohelised mehikesed tegutsema hakkama ja ründedroonid kriitilist taristut ründama hakkama ja Venemaa väidab, et nemad ei ole sellega kuidagi seotud, siis rahvusvahelise õiguse mõttes samuti hall ala. Kas liitlased peaksid appi tulema või mitte? Kui tahame, et tuleksid siis paratamatult tuleb liitlastele toetust avaldada, olenemata sellest, milline sitapea USAs parasjagu võimul on.

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