
E niente ci sarebbe di strano se l’uomo non fosse membro della SKOJ e della KPJ.
Nel nuovo regno non c’è più Sperrstunde, ma c’è il “coprifuoco” della gendarmeria. In due occasioni; durante la visita del re a Makarska nel 1929 e dopo l’assassinio di Marsiglia nel 1934, a causa delle reazioni dei comunisti riluttanti e dei Franchi, furono dichiarate le “ore del coprifuoco”. Durante la notte i non idonei vengono portati a Makarska pržun, a spese dello Stato, per una “breve vacanza”. Soprattutto Vid Mihaljević, campione comunista, ma anche appassionato oppositore di Karađorđević, è “nei denti”. Un articolo apparso nel ‘Jadranski dnevnik’, nel 1935, in occasione del centenario dell’inno nazionale croato, testimonia il suo ardente croatismo: ‘La sera, nei locali dell’ex Paromlin, fu organizzata un’accademia con un discorso dello studente Vid Mihaljević sul La coscienza nazionale croata. Raramente si può sperimentare un entusiasmo nazionale croato come quello di quel giovane. Ha ricevuto applausi frenetici!’
La notte dopo l’assassinio del re, disobbedendo alle regole di circolazione, il fascicolo della polizia su Mihaljević annota: “Dopo l’assassinio del pacifico re, il provocatore Mihaljević ha fatto un commento molto scortese sul luogo di sepoltura di Oplenac, dicendo che il contenuto delle viscere dovrebbe essere svuotato lì!” Ha anche deriso le ultime parole del re martire “Proteggimi la Jugoslavia!”, distorcendole in modo indecente. Tale oltraggiosa insolenza è stata udita da diversi testimoni presenti».
Alla vigilia dell’attacco fascista alla Jugoslavia, il 6 aprile 1941, Mihaljević fu arrestato insieme a molti comunisti. La HSS al potere nella Banovina Hrvatska, guidata da Ban Šubašić, custodì attentamente questi disgraziati a Keretinac di Maček e li consegnò al regime ustascia di Ante Pavelić.
Gli ustascia fondarono immediatamente, già l’11 aprile 1941, vicino alla grotta Jadovno, non lontano da Gospić, un campo di concentramento dove trasportarono serbi, zingari, ebrei e antifascisti di altre nazionalità, uccidendoli gradualmente e gettandoli nella grotta Jadovno. Nel giro di circa sei mesi vi furono uccise circa 30.000 persone!
Fonte e testo più dettagliato: KOPRIFOGO E MAKARANI (2): Un dossier della polizia del 1934 descrive come Vid Mihaljević derise “le ultime parole del re martire ‘Tenetemi la Jugoslavia!’
Fonte e testo più dettagliato: Vid Mihaljević (1910 – 1941)
NOTA: non pubblico questo testo e questo post allo scopo di promuovere, sostenere o glorificare alcuna forma di dominio comunista. Ho già scritto che nessuna persona normale può sostenere il comunismo o qualsiasi sua forma nel 21° secolo. Lo considero un fatto interessante della storia che si discosta da alcune credenze e atteggiamenti classici che tutti noi abbiamo.
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di splicanin123
2 commenti
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svakako interesantno, u ono vrijeme su svakakvi ljudi bili privučeni politikom KPJ. Iskreno me zanima što je dotični mislio o pravaštvu nakon što je završio u logoru; uzevši u obzir da je konačno doživio vrhunac nacionalnog ushita.